Da Calamecca (San Marcello Piteglio) una storia di calcio e di paese sul tempo che sfugge e sulla speranza nel futuro
Ci sono luoghi che non invecchiano mai, quasi sottratti allo scorrere del tempo. Luoghi del cuore che conservano inalterata la loro magia, anche a distanza di anni dal primo “innamoramento”. Siano essi mete di villeggiatura o paesi d’origine. Luoghi dal grande valore simbolico, avvolti nel silenzio dei mesi più rigidi per riaccendersi nella stagione estiva. Così è per Calamecca, piccolo borgo medievale della Montagna Pistoiese, frazione del Comune di San Marcello Piteglio. Un paese come molti altri, arroccato sulle pendici della Val di Forfora. Un paese spopolato dai processi di urbanizzazione che hanno interessato l’Italia nella seconda metà del secolo scorso.
La storia che stiamo per raccontare parla di Calamecca, di un gruppo di amici e di un campetto da calcio, ma potrebbe essere ambientata in mille altri borghi differenti. Una storia sul tempo che sfugge e sui segni del tempo che rimangono, aggrappati alla malinconia dei luoghi più cari. Una storia semplice, che abbraccia il passato guardando al futuro.
Una settimana fa Massimiliano Michelotti pubblica un post fotografico su Facebook: “30 anni dopo, qualche capello brizzolato in più, un po’ di pancetta, i figlioli in campo…ma si DOMINA sempre!!!![]()
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#GSCALAMECCA“. Una fotografia e poche parole per una storia che inizia anni fa, con un gruppo di amici e un campetto da calcio.
«Per noi Calamecca è sempre stato un luogo magico – ci dice Massimiliano -. Trent’anni fa erano tantissimi i ragazzini che passavano le estati in paese, chi per villeggiatura chi per via della seconda casa: così anche noi. C’era chi veniva da Pistoia, da Pescia, Montecatini, chi da Prato e Firenze; c’era anche chi arrivava dall’estero. Purtroppo con il tempo abbiamo preso strade diverse e ci siamo un po’ persi. Questo almeno fino alla partitella della scorsa domenica – prosegue -. È stato bello ritrovarsi dopo così tanti anni, con i bambini al seguito: una partitella e una grigliata, per rivivere i vecchi tempi».
Tra di loro anche l’attuale sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, i cui genitori provengono proprio da Calamecca: «Per noi Alessandro sarà sempre un grande amico – commenta Michelotti -. Trent’anni fa non era il personaggio pubblico che è oggi ma un semplice ragazzino come tutti gli altri. Anche lui era solito passare l’estate in paese».
Emozione e nostalgia sono palpabili nelle parole di Massimiliano, ma questa storia sembra raccontare anche altro, spalancando le porte al futuro: «Il Covid ha fatto riscoprire a molte persone la magia di Calamecca e dei piccoli borghi della nostra montagna – conclude -. Si tratta di paesi a misura di bambino, privi di pericoli e dall’aria salutare: dovremmo investire di più in questi luoghi e farli rivivere più spesso».


