Francesco Farioli, da Margine Coperta alla conquista della Turchia

Dopo le esperienze come preparatore dei portieri di De Zerbi a Benevento e Sassuolo Francesco Farioli affronta la sfida Alanyaspor

Dalla calda e ospitale terra turca alla fredda Norvegia, dai 34 gradi della costa agli 8 di Trondheim dove Francesco Farioli è impegnato nel terzo turno preliminare di qualificazione all’Europa League.

L’esperienza turca lo ha già portato in giro per il mondo perchè con l’accesso alla finale di Coppa di Turchia – poi persa contro il Trabzonspor – la sua Alanya Sport nel quale è vice allenatore di Çağdaş Atan, si gioca per la prima volta l’accesso all’Europa League.

A Francesco ciò che lo preoccupa di più sono le condizioni dei norvegesi, ormai in piena forma dato che in Norvegia il campionato ha già fatto il giro di boa, ma la sfida lo affascina. D’altronde l’ex preparatore dei portieri del Sassuolo non avrebbe deciso a fine stagione scorsa di lasciare la banda di De Zerbi e gettarsi sulla costa turca meridionale in un’avventura alla Indiana Jones.

Il suo passaggio da Sassuolo a Alanya è stato un cambio per il lungo periodo: da grande Franceso vuole fare l’allenatore ed ha scelto di muoversi su una direzione diversa, facendo sì che le idee non fossero solo delle proposte, ma mettendoci anche la faccia e applicandole in prima persona.

Proprio lui partito dal Margine Coperta dove ha iniziato a giocare prima di passare ad allenare i portieri sino al 2011 quando per quattro stagioni ha scelto di diventare il vice di Vitaliano Bonuccelli alla Fortis Juventus nella prima esperienza in cui ha dovuto allenare giocatori più grandi di sè.

Con il passaggio alla Lucchese ha alzato l’asticella, nonostante la scelta di tornare ad allenare i portieri; dopo quella stagione ha poi deciso di guardare fuori dall’Italia e infatti per due anni ha scelto il Qatar. L’esperienza all’estero gli è valsa come un’università e al suo ritorno in Italia nel 2017 è arrivata la “laurea” chiamata Benevento come preparatore dei portieri nello staff di Roberto De Zerbi.

I risultati della stagione negativi per la società campana sono stati l’opposto di quelli di De Zerbi e del suo staff, chiamati nell’estate del 2018 ad allenare il Sassuolo dove Farioli è rimasto fino al termine della stagione 2019/2020 prima di passare in Turchia.

Anche sul Bosforo sta cercando di diffondere l’idea del portiere come primo baluardo per impostare l’azione, già avviata con personaggi come Consigli e Brignoli. Se il primo è riuscito a renderlo il più alto portiere con i passaggi filtranti riusciti in Europa, col secondo è andato oltre, portandolo a segnare di testa dopo vari allenamenti in cui l’ex numero 1 del Benevento risultava molto scettico.

Ecco perchè dopo questi “traguardi personali” ha scelto di guardare oltre e ha scelto la Turchi. Lì nell’Alanya ha trovato una squadra con buone qualità individuali, ma con una concezione di gioco totalmente diversa da quella moderna: infatti i difensori erano abituati a non potere passare la palla ai centrocampisti, prevedendo un gioco sulle fasce, la palla lunga verso le punte o i cross da qualsiasi parte di campo.

La sua presenza sta portando un’idea che in Turchia ancora non c’è: ci sono sì giocatori molto forti, ma mancano princìpi, modelli di gioco e un’identità di gruppo. Nel campionato turco infatti ci sono giovani forti e giocatori esperti che si giocano ogni gara a viso aperto, ma spesso manca proprio un’organizzazione di gioco.

Ecco che l’obiettivo di Farioli è stato di spostare il focus cercando di connettere i giocatori dentro il campo con la capacità di far muovere la squadra come un’orchestra dove ognuno è funzionale all’altro e dove il portiere risulta essere il fulcro.

Il lavoro di Francesco è partito facendo resettare la loro prospettiva e una volta spiegati i princìpi guida di questa idea ha cercato di far capire i vantaggi di una certa linea di gioco perchè toccando da 30 palloni a 70 nei 90′ aumenta l’esperienza, la consapevolezza e il controllo della palla.

Rispetto ad altri club turchi l’Alanya ha una proprietà più piccola, ma più solida. Infatti tante squadre non possono più spendere dato che in passato numerose uscite non sono state pareggiate da ricavi adeguati e il fair play ha colpito anche la Turchia: il Trabzonspor infatti è stato escluso dalle coppe europee e il Fenerbache ha dovuto pagare una multa salata.

Ciò che però ha fatto sentire Francesco come a casa è stato il seguito e la passione dei tifosi turchi capaci spesso di riconoscerlo nei luoghi pubblici e trattarlo con rispetto ed educazione, due riconoscimenti che in Italia purtroppo si riescono ad avere solo dopo tanto tempo.

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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