Quaranta candeline per il capitano della Pistoiese, Francesco Valiani. Una carriera ai massimi livelli con l’arancione cucito sul cuore
Compie oggi quarant’anni Francesco Valiani, capitano e leader trascinatore della Pistoiese. Una bandiera vivente del calcio cittadino, nato e cresciuto nella città di Giano. Qui ha fatto rotolare per la prima volta la sfera cuoiata: prima nel Pistoia Nord e poi nel settore giovanile arancione. Qui è esploso definitivamente, ricevendo i galloni di capitano già nella stagione 2004-2005, quando era evidente che le sue qualità lo avrebbero condotto lontano da Pistoia. Una carriera ventennale che lo ha portato a calpestare i più prestigiosi palcoscenici del calcio nazionale – in Serie A con Bologna, Parma Siena; in Serie B con Bari, Latina, Livorno e Rimini. Dentro di lui è però sempre rimasto forte il desiderio di tornare a vestire la maglia della squadra della sua città.
Il cerchio si è chiuso nel luglio del 2019 con il tanto auspicato ritorno di Francesco Valiani alla Pistoiese. Alla soglia dei quarant’anni, l’esperto centrocampista ha riabbracciato l’arancione da capitano, trascinando i compagni in una stagione tanto emozionante quanto anomala. Il Coronavirus è arrivato infatti con la furia di una tempesta, imponendo il blocco dei campionati e mettendo il paese in ginocchio. Una tragedia collettiva che tuttora vive nelle strade e nelle case degli italiani, condizionando anche la stagione sportiva 2020-2021 in cui cade il centenario della Pistoiese. In una ricorrenza così simbolica, la presenza di Francesco Valiani in qualità di capitano non può che essere un vanto per l’intera città. Così come lo sono Nicolò Frustalupi, Antonio Niccolai e Pietro Tempesti, altri tre pistoiesi doc protagonisti – dentro e fuori dal campo – di questa stagione.
Comunque andrà a finire, il 30 giugno 2021 scadrà il contratto biennale di Francesco Valiani. Cosa succederà dopo? L’auspicio di tutti è che il futuro del capitano resti legato a Pistoia e alla Pistoiese, in campo o dietro una scrivania, dove – siamo sicuri – saprebbe farsi valere. Ma, per fortuna, quella data è ancora lontana. Sicuramente, non v’è dubbio, è lui l’ambasciatore ideale della Pistoiese. Lui che, negli anni, ha calcato palcoscenici così importanti. Lui che ha l’arancione cucito sul cuore. Ed è giusto che continui ad esserlo ancora a lungo, con o senza gli scarpini indosso.



