Inizia la nuova avventura in arancione per Giancarlo Riolfo. Andiamo a conoscere il nuovo tecnico della Pistoiese
Giancarlo Riolfo, ligure classe ’69, a partire da luglio del 2005 ha condotto tutte le quattro migliori compagini del Ponente: Imperia, Argentina, Savona e Sanremese. Riolfo ha assaggiato altri scenari importanti e di grande tradizione, come quelli della Vis Pesaro e della Torres.
Dopo un’altra brillante salvezza con i sardi, nella stagione successiva, mister Riolfo è arrivato a un soffio dalla promozione in B con il Carpi, sconfitto nei quarti di finale dei playoff di Lega Pro dal Novara. Un’impresa sfiorata nonostante le mille difficoltà che si troverà di fronte: una società in vendita, poche certezze e molti interrogativi sul futuro.
Il tecnico di Albenga però è uno di quelli che ama le sfide, cercando di trasformare le disavventure in stimoli: «Mi sono sempre buttato nel fuoco senza paura – ha dichiarato in un’intervista rilasciata a GianlucaDiMarzio.com – spero che stavolta vada tutto bene». E così è stato. Con una rosa quasi del tutto rinnovata e composta da molti giovani, è subito tra le prime formazioni del Girone B: «Sognare vale, ma proprio perché conosco il calcio non mi monto la testa».
Il suo motto è lavorare per migliorarsi. E nella sua permanenza al Carpi lo dimostra con molta umiltà: «Con la consapevolezza di non essere inferiori a nessuno. Giochiamo un calcio diretto, verticale e senza troppi ricami per segnare il più possibile. Nel mio calcio ci sono tecnica, tattica e fisicità: un bel mix tra idee e pragmatismo». Un nome non roboante, poco pubblicizzato, lo ha dichiarato anche il direttore sportivo Giovanni Dolci nella conferenza stampa in occasione proprio della presentazione del tecnico ligure alla Pistoiese. Adesso però dopo anni di carriera e di gavetta, il nome di Riolfo sta iniziando a decollare.
Forte, diretto, coraggioso – si legge ancora nell’intervista di Di Marzio – un’anima british che ha ereditato dalla madre inglese: «Di loro ho lo spirito, si crede nello sport e nella competizione senza speculazioni. In Italia ci sono troppe persone che approfittano di certe situazioni». Alla Premier preferisce la nostra scuola, «Siamo più bravi ad adattarci alle situazioni. Con gli anni sono passato da estremista del palleggio al pragmatismo».
Abituato a muoversi tra le avversità, ha imparato che nel calcio, come nella vita, si deve navigare a vista: «In questo mondo non sai mai dove puoi trovarti domani, non c’è spazio per le illusioni». Riolfo entra nell’area tecnica giovanissimo, all’età di 32 anni: «Ho smesso presto di giocare, mi sentivo già allenatore».
Adesso per Giancarlo Riolfo inizia una nuova avventura, in quella piazza storica rimasta impressa nella sua mente fin da bambino, quando giocava con le figurine della Pistoiese. Avrà il compito di invertire la rotta, lasciando da parte ambizioni e aspettative, ripartendo dalla concretezza, pensando ad un traguardo alla volta. Per lui un’ altra sfida.


