Domenica 6 dicembre (ore 15) la gara tra Lecco e Pistoiese. Parla l’ex arancione Giovanni Saracini, oggi preparatore atletico dei lombardi: «Ho avuto il Covid»
Si avvicina la sfida di domenica 6 dicembre (ore 15) tra Lecco e Pistoiese, valida per la quattordicesima giornata di Serie C. Interpellato dai colleghi de Il Tirreno (ed. Pistoia, 4 dicembre 2020, ndr), è tornato a parlare l’ex arancione Giovanni Saracini, oggi preparatore atletico dei lombardi. Un sodalizio, quello con il Lecco, nato da un contatto con una vecchia conoscenza del trainer pistoiese.
«Sono venuto a Lecco perché mi ha chiamato mister D’Agostino – ha riferito Saracini -. Con lui siamo in buonissimi rapporti e ci conoscevamo dall’esperienza comune a Siena, in Serie A, ai tempi in cui c’era Sannino allenatore. Allora lui giocava e mi venne affidato: lo seguivo personalmente nel suo recupero da un infortunio. Mi ha cercato per questa esperienza a Lecco, dove ho trovato un progetto e una società vogliosa di fare le cose in un certo modo. Qui c’è un terreno fertile per lavorare».
Quale il valore del Lecco e quali i suoi obiettivi? «La squadra è stata assemblata ad agosto: dallo scorso anno sono rimasti solo sei o sette elementi – ha commentato l’ex Pistoiese -. Abbiamo diversi giovani interessanti e anche alcuni giocatori importanti che in campo ci danno una grande mano. La squadra è stata costruita per fare bene, l’obiettivo sono i playoff. Questo è un campionato strano, in cui non c’è una dominatrice come poteva essere lo scorso anno il Monza, quindi regna l’equilibrio e ogni domenica puoi vincere o perdere con chiunque».
Un avvio di stagione travagliato per il Lecco, alle prese – come le altre – con le insidie del virus. «Anche io sono rientrato da una decina di giorni in squadra. Ho avuto il Covid e sono stato 15 giorni a casa – si legge nell’intervista -. Dal 6 agosto abbiamo fatto più di 25 tamponi. Ad un controllo del venerdì, prima della partita, ero negativo. Il lunedì, altro giro di tamponi e stavolta io, un altro membro dello staff. Ho fatto la quarantena a casa, da solo. Ho avuto febbre a 37 e mal di testa i primi giorni, ma già dal quarto stavo bene. Ringrazio la società e lo staff medico che mi sono stati vicini, così come i ragazzi che mi chiamavano spesso per farmi compagnia. Sul campo c’era il mio secondo che mi ha aiutato nella parte pratica. Io ho comunque continuato a lavorare analizzando i dati degli allenamenti, dei gps e dei cardio, così ho sperimentato anche lo smart-working».
Messe da parte le paturnie ingenerate dal Covid, a breve si torna a giocare. Sul cammino del Lecco ci saranno, appunto, gli arancioni. «Ho visto la Pistoiese contro l’Olbia. Gli arancioni sono una buona squadra, con elementi importanti, come Valiani, mio calciatore ai tempi del Siena. Non dobbiamo sottovalutarli: i punti che hanno in classifica non rispecchiano il reale valore della squadra. Per noi sarà una partita importante, siamo reduci da una partita persa in maniera rocambolesca, passando da un rigore sbagliato a uno subito, per cui abbiamo il dente avvelenato».
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