Pistoiese, Badiani e quel gol che stese la Fiorentina: «Che azione micidiale!»

«State attenti ai vecchietti! Così il presidente Melani avvertì i fiorentini che ci snobbavano» Badiani racconta il derby che ha fatto la storia dell’Olandesina

Sono passati 40 anni da quel 18 gennaio 1981. Sì, proprio così, quaranta lunghissimi anni ma solo a chi in quella data era presente al Comunale di Firenze, sembrerà passato un solo istante. Quel giorno rimarrà impresso nella mente di tutti i pistoiesi, perchè il derby con la Fiorentina si tinse di un solo colore, quello arancione. Il colore di quell’ Olandesina che insieme ai suoi tifosi ha prima assaporato il gusto della massima serie, cristallizzandolo poi con quel 1 a 2 che fece esplodere di gioia gli oltre diecimila tifosi giunti a Firenze.

A non farlo diventare un giorno qualunque ci ha pensato Roberto Badiani, match winner di quel derby che insieme agli altri “vecchietti”, hanno scritto una pagina di storia della Pistoiese che rimarrà indelebile: «Ancora oggi – racconta Badiani – parlo di quel gol ai ragazzi che alleno. Guardiamo le immagini, lo analizziamo e lo porto come esempio per rappresentare quello che era un calcio veloce, dove con facilità arrivavi davanti alla porta in tre passaggi. Come dimenticare quell’ azione micidiale, tutta in verticale: il mio taglio da destra tra un mucchio di difensori viola, Rognoni serve in verticale Chimenti che gli va incontro, Vito lascia passare la palla sotto le gambe e mi ritrovo a tu per tu con Galli. Poi – sorride Badiani – sapete tutti come è andata a finire!».

Le strade tra la Fiorentina e Badiani non si sono mai incrociate e vestire la maglia viola per l’avanti toscano è rimasto sempre un sogno. Al club gigliato però ha regalato dispiaceri e non solo nel derby vinto dalla Pistoiese: «Ci sarebbe da scrivere un libro – ha spiegato l’ex arancione – . Fin da piccolo, dai tempi in cui giocavo nel Club Sportivo Firenze, ho sempre annusato la Fiorentina. Quando giocavo nel Livorno mi misi in evidenza e il presidente decise di vendermi al club gigliato. Avevo già fatto la valigia, ero contentissimo, per un toscano giocare con la maglia viola era un sogno. Sembrava tutto fatto, ma poco prima del mio passaggio mi dissero che avevano rinunciato a prendermi perchè l’allenatore voleva una punta e non un tornante. In quel periodo giocavo esterno però mi adattavo ad entrambi i ruoli. Alla fine mi prese la Sampdoria che mi girò al Mantova e da quel momento il destino ha sempre voluto che segnassi contro i viola. Un gol in FiorentinaMantova e dopo nel derby quando vestivo la maglia arancione. La rete di quel 18 gennaio 1981 rimane però una cosa importante e tutti i sacrifici di una carriera vennero ripagati in quella partita. Non ho fatto molti gol, ma sicuramente sono stati tutti importanti».

Un aneddoto in particolare è rimasto impresso nella mente di Badiani: «Ricordo benissimo le dichiarazioni alla stampa del presidente Melani alla vigilia del derby. I fiorentini ci prendevano in giro, si sentivano superiori e sicuramente partivamo svantaggiati. Ci chiamavano i “vecchietti” e pensavano assolutamente di farne un solo boccone della Pistoiese. Il messaggio del presidente Melani però fu chiaro: “Occhio! State attenti ai vecchietti, perchè nella botte vecchia c’è il vino buono!”. E fu così. Era un grande presidente, aveva grande personalità e tanta tanta passione. Era sempre presente e, sopratutto, credeva in noi. E’ giusto ricordare questi 40 anni trascorsi da quel grande giorno ma altrettanto giusto è ricordare cosa ha fatto la famiglia Melani per la Pistoiese».

Dopo l’impensabile successo nel derby contro la Fiorentina, nelle giornate successive l’Olandesina viene battuta in casa dalla Roma e poi a Cagliari. Gli arancioni chiusero l’andata fuori della zona retrocessione ma il girone di ritorno riservò soltanto numerose sconfitte e pareggi. Di vittorie purtroppo nemmeno l’ombra. L’ultimo tentativo per onorare al meglio la massima serie arrivò con il pareggio di Ascoli, poi nove sconfitte consecutive.

L’ennesima sconfitta, proprio nel derby di ritorno con la Fiorentina, sancì la matematica retrocessione della Pistoiese che terminò l’avventura in serie A all’ultimo posto. Peggiore difesa, minor numero di vittorie ma sopratutto il maggior numero di sconfitte. Dopo la vittoria a Firenze cala il sipario per gli arancioni. «Quali furono i motivi? Tutt’oggi sono ancora incredulo – ha affermato Badiani -. Ci possono essere tante motivazioni ma resta difficile capire come mai siamo caduti così in basso dopo quel derby. La panchina era corta e la scelta del presidente Melani fu quella di formare una rosa esperta con tanti “vecchietti”. In squadra c’erano veri professionisti, giocatori con grande passione, basta pensare a Frustalupi e Rognoni. Una scelta che portò ad ottenere dei risultati ma probabilmente, dopo quel derby, la squadra non riuscì a tenere certi ritmi, anche se ancora non mi capacito. Spero comunque che un giorno la Pistoiese possa riaffacciarsi in categorie più alte della serie C, perchè Pistoia è una piazza che lo merita».

Emiliano Nesti
Emiliano Nesti
Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.

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