Abc Ricami, senti Baroncelli: «La mia vita tra volley, Covid e sacrifici»

Ai nostri microfoni ecco Sara Baroncelli, capitano del Pistoia Volley La Fenice che ha iniziato al meglio questa stagione con due vittorie

«Sinceramente una partenza del genere non ce l’aspettavamo» esordisce così il capitano dell’Abc Ricami Sara Baroncelli pochi giorni dopo la seconda vittoria consecutiva. «Dopo un anno ferme c’era tanta tensione e nell’esordio di La Spezia abbiamo un po’ sofferto nel primo set, ma poi siamo uscite alla grande dimostrando le qualità di grande squadra coesa come siamo. Non è tantissimo tempo che lavoriamo insieme, ma ci troviamo già molto bene l’una con l’altra».

«Nella seconda gara gara contro l’Ambra Cavallini è stato tosto il primo set. Il morale era a terra, ma siamo state molto brave nel recuperare e vincerlo 31-29. Da lì in poi loro si sono disunite mentre noi siamo ripartite splendidamente con la stessa mentalità anche nel set seguente. Non è stato facile perché si veniva da una settimana dove il carico di lavoro era stato importante e avevamo organizzato la partita in un certo modo. D’altronde tra le avversarie non c’erano mica ragazze da poco!».

SUI CAMBIAMENTI DI QUEST’ANNO

«Cambiando libero e alzatrice pensavamo di avere più difficoltà perché sono il fulcro del gioco, ma siamo subito riuscite ad assimilare» confessa Baroncelli. «Il ritorno all’Anna Frank è stato bellissimo sia perché ho bellissimi ricordi in quella palestra, ma anche perché giocare a Bardalone è stato impegnativo. Il problema maggiore di quest’anno è la mancanza del tifo, sia parenti e amici, ma anche le bambine del mini volley. Dare loro una pallavolo dal vivo e non vista alla tv o al telefono è tutta un’altra cosa».

Continua Baroncelli: «Già la mancanza del contatto nel saluto cambia tanto nel mondo del volley. Molte cose paiono assurde, come quando qualcuno ci chiede se vogliamo giocare una partita con la mascherina: è impensabile! Abbracciarsi, urlare dopo un punto, battere il cinque, è un qualcosa di spontaneo e menomale non è stato tolto! Inoltre ci manca tanto anche il festeggiare dopo una vittoria, ritrovandosi in un ristorante o in un bar. Fino alla scorsa stagione era tappa fissa, ora è già un miraggio l’aperitivo!».

SPORT AGONISTICO FIN DA RAGAZZI

«Non è facile a 17 anni fare una scelta come ho fatto io di prendere e andare lontano da casa. Tante ragazze che conosco hanno smesso a quell’età, mentre io ho fatto una scelta che poi ha pagato. Certo, è un sacrificio, perdi un po’ il contatto con gli amici se ti trasferisci spesso: non è un’adolescenza normale cambiare tante compagne di classe! Tutto dipende da che persone hai vicino: chi ti vuole stare veramente accanto lo capisci e da lì inizi a distinguere le amicizie vere da quelle saltuarie».

LA PRIMA IMPRESSIONE SU OGNI NUOVO ARRIVO

«Appena arriva una nuova ragazza la prima cosa che guardo è l‘esperienza che ha alle spalle, poi l’aspetto umano, interessandomi di cosa ha fatto per sapere con chi ho a che fare. Sembro piuttosto dura alla prima impressione, ma non è così! Non mi piace parlare molto di me, ma farlo vedere sul parquet. Poi cosa ho fatto in passato conta, ma mi interessa di più quello che farò vedere in futuro. Non sono una persona che si vanta dei trascorsi, mi piace emergere per quello che so fare».

SUL GRUPPO DI QUEST’ANNO

«Ogni squadra ha un suo perché, ma in tutti i gruppi che ho avuto mi son sempre trovata bene. Noi qui abbiamo una squadra molto coesa e non è stato facile crearla dato i cambi che abbiamo effettuato in estate. Questo è un grande roster anche dal punto di vista umano perché in campo in gare come sabato non siamo crollate grazie al nostro carattere. Non sempre grandi giocatrici sono persone migliori, anzi spesso ad alti livelli si pensa principalmente ad allenarsi, tralasciando la parte umana».

SUI PROSSIMI IMPEGNI

«Sabato abbiamo Montespertoli una formazione esperta con la quale abbiamo fatto alcuni allenamenti congiunti, ma ogni partita è una gara a sè» continua capitan Baroncelli. «La squadra che più mi ha stupito è Rinascita per la vittoria contro Liberi e forti, ma ogni sabato succedono cose strane. Mettiamoci anche la particolarità delle gare infrasettimanali: per giocare 3 partite in 7 giorni dobbiamo essere rapide e concise. Speriamo di non finire sempre al quinto set come l’anno scorso!»

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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