La Seconda Categoria passerà ancora la primavera senza partite. I suoi adetti ai lavori ci raccontano l’attesa per la (nuova) ripartenza
La Seconda Categoria e il calcio dilettantistico rimarranno in letargo ancora per molto. La Lega Nazionale Dilettanti ha infatti chiuso definitivamente la stagione 2020-2021, sperando di poter riattivare tutto il prossimo autunno. Una notizia che non ha destato alcuna sorpresa fra gli addetti ai lavori, che ormai cercano di guardare al futuro nonostante le tante preoccupazioni.
In questo limbo abbiamo fatto una piccola indagine con tutte le società della Seconda Categoria pistoiese, cercando di tracciare le linee guida per l’eventuale (ennesima) ripartenza. Una missione quasi impossibile, poiché da ormai un anno, tolta la parentesi dello scorso settembre e ottobre, il campo è l’ultimo dei pensieri e gli interrogativi la fanno da padrone.
ECCELLENZA ESEMPIO DA EVITARE
Il recente esempio dell’Eccellenza ha destato molto scetticismo. Tutti gli addetti ai lavori si sono chiesti se, tolta la questione retrocessioni dalla Serie D, fosse davvero necessario riprendere il campionato. La LND, dopo una riunione con le società, punta a far riprendere il torneo, ma tuttora non sono uscite date certe e le modalità annunciate lasciano più di una perplessità.
Non è un caso che molte squadre, fra cui il Montecatini stesso, abbiano rinunciato a tornare in campo, mentre molte altre lo faranno ma schierando una formazione quasi interamente composta da juniores. In poche parole sarà una competizione riservata solo a chi punta seriamente a sbarcare in Serie D. Riprendere in questa maniera, per gli esponenti della Seconda Categoria intervistati, è l’ultima cosa da fare.
DIMINUIRE I COSTI
La speranza è quindi di tornare in campo a settembre o ottobre, anche se tanti guardano con più lucidità a gennaio. Potrebbe essere il nuovo anno a riportare il pallone in campo, ma i problemi da affrontare già in questi mesi saranno parecchi. Il lato economico è senza dubbio il principale nodo. Già avere più della metà dei vecchi sponsor per tutti sarà un successo. L’augurio, assolutamente comprensibile, è che dalla Federazione giungano aiuti sull’abbattimento dei costi fissi.
Le società lo scorso autunno hanno pagato la prima quota d’iscrizione per la stagione corrente, la quale, dopo appena un mese, è tornata in ghiaccio con l’esplosione della seconda ondata ad ottobre. Pensare di dover riaffrontare una spesa simile dopo aver giocato più o meno quattro partite in un anno è assolutamente beffardo. Inoltre, molte società devono anche pagare l’affitto ai campi o i loro costi di gestione, perciò senza un intervento dai piani alti le perplessità resteranno (e forse si rafforzeranno ulteriormente).
LA RUGGINE DEI GIOVANI E DEI NAVIGATI
A spaventare la Seconda Categoria oltretutto ci sono anche le questioni interne. Le società che hanno una propria scuola calcio hanno visto un calo (seppur più circuito rispetto alle più fosche previsioni) delle iscrizioni. Allo stesso tempo chi parte dagli Allievi o dalla Juniores teme gli strascichi della pandemia. Quanti ragazzi torneranno effettivamente a giocare come prima? Quanti di loro, temendo guai per la scuola o per il lavoro, rinunceranno alle attività ricreative? In quanti si fossilizzeranno in abitudini più casalinghe come i videogiochi?
Senza scordare poi i guai derivanti al contrario da chi ha un’età ben più matura. Dopo più di un anno di attività nulla (o quasi) chi avrà ancora le motivazioni per tornare in forma? Saranno di più coloro i quali penseranno “finalmente torno in campo!” oppure chi dirà “ma chi me lo fa fare?”? Il lavoro dei DS, che sotto molti di questi aspetti era già divenuto più difficile prima della pandemia, sarà ancora più complesso.
LA SECONDA CATEGORIA TORNERÀ
Se però da una parte spaventano i tanti cambiamenti che dovranno essere affrontati ciò che invece non sembrano ancora spente sono l’impegno e la passione. Tutte le personalità che abbiamo interpellato ci hanno infatti vivamente confermato che appena i semafori torneranno verdi saranno pronti. Seppur con tanti cambiamenti, sia di budget che di filosofia nell’architettare le squadre, l’attività riprenderà e forse con più motivazioni di prima. La voglia di far cantare il pallone è ancora viva, anche se la ruggine da ripulire sarà molta. Per sapere quanto sarà e quando inizieranno tali lavori non resta che aspettare ancora. Come da un anno a questa parte.


