Il 26 marzo 1911 usciva la notizia della costituzione del Pistoia Foot-Ball Club, progenitore dell’U.S. Pistoiese
Il 26 marzo non è una data qualsiasi per la Pistoia del pallone. Esattamente 110 anni fa vedeva la luce ufficialmente il Pistoia Foot-Ball Club. Fu grazie a questi undici ragazzi in casacca bianca e cravatta blu, guidati dal giovane impiegato della San Giorgio Francesco Vallecorsi, che il pallone fece ufficialmente il suo ingresso nella storia della città.
A dare l’annuncio il periodico Il Popolo Pistoiese: «Sappiamo che pure nella nostra città, per iniziativa di un gruppo di appassionati del giuoco del calcio, si è costruita in questi giorni la società Football Club Pistoia, avente appunto lo scopo di sviluppare fra la nostra gioventù anche questo utilissimo e dilettevole sport, che fino ad oggi non fu da noi per niente conosciuto e praticato».
La storia di questa squadra di pionieri è stata raccontata nel volume Pistoia Football Club – Le origini, il calcio dei liberi, l’US Pistoiese (Autore Giacomo Carobbi, Ed. Il Metato), dato alle stampe nei mesi scorsi.
I PRIMI ANNI DEL PISTOIA FBC
Masetti, Cantini, Dell’Era, Paolieri, Bassi, Davitti, Brambila, Fabiani, Lucarelli, Giampieri, Albertini. Questi i nomi dei primi footballeurs della città, costretti inizialmente a un’attività puramente amatoriale nel cortile interno del complesso del Tempio, in via San Pietro.

Dopo qualche tempo il quartier generale del Pistoia si spostò sulla spianata di Campo Marzio (l’attuale Piazza della Resistenza), fino ad allora utilizzata prevalentemente per le corse al trotto.
Un campo improvvisato che però bastava e avanzava per il primo club calcistico nella storia di Pistoia, che da lì a poco cominciò ad uscire dalla sfera cittadina. Il 1 giugno 1913 le cronache dell’epoca registrano per la prima volta una partita amichevole contro una società fiorentina. All’ombra della Fortezza Santa Barbara, a sfidare i ragazzi di Vallecorsi c’era il Club Sportivo Firenze, col quale il “Pistoia” fece una buona figura pareggiando per 2-2. Da lì a poco, il 13 ottobre, i biancoblu organizzarono pure la prima trasferta in terra fiorentina, sul campo del Firenze Football Club. Stavolta però la giornata si rivelò più difficile, poiché Cantini e compagni furono sconfitti con il pesante passivo di 6-0. Le sfide prosegurono fino a tutto l’autunno del 1913, quando il Pistoia Fbc iscrisse ufficialmente il suo nome nell’albo della Federazione Italiana Gioco Calcio.
L’UNICA STAGIONE IN FIGC
La stagione 1913-1914 fu la prima ed unica nella storia del Pistoia FBC nell’attuale federazione. La squadra s’iscrisse infatti alla Promozione, nella quale ebbe come unico avversario la Libertas Lucca. Le due formazioni si scontrarono così per l’accesso alla Prima Categoria in un doppio confronto che però non delineò vincitori. Il risultato dei due match infatti fu di 2-2, e per decidere chi avrebbe guadagnato la divisione superiore si organizzò uno spareggio il 24 maggio 1914.
Sul campo di gioco del “Firenze”, in piazzale Barriera Daziaria a Rifredi, per il Pistoia FBC fu un vero trionfo: i lucchesi furono sconfitti per 6-2, a segno andarono Davitti (doppietta), Brambilla, Baggiani, Masetti e Cantini. Il successo però non ebbe seguito, poiché il club non aveva un terreno di gioco adatto alle direttive della federazione e fu costretto a rinunciare all’iscrizione.

L’ESPLOSIONE DEL CALCIO A PISTOIA
Nel 1917 si era costituita l’Unione Libera Italiana del Calcio, una sorta di UISP ante litteram che rilasciava tesseramenti e omologazioni ai campi da gioco con molta più tolleranza. La “casa” ideale per il Pistoia FBC, che entrò presto in contatto con i “liberi” per poi nel 1919 fondare il Comitato Regionale libero di Pistoia, primo avamposto ULIC in Toscana.
Sotto l’egida della nuova associazione furono organizzati tornei giovanili e senior, a Pistoia nacquero numerose squadre e in Campo Marzio si assistette ai primi, accesissimi derby con Prato e Montecatini. Fu una stagione breve ma intensa, l’anno seguente l’Ulic inizò a segnare il passo e la mancanza di un impianto vero e proprio logorava calciatori e appassionati pistoiesi, che sognavano palcoscenici più importanti. Il seme del calcio a Pistoia era germogliato del tutto: il Pistoia FBC fu senza dubbio il protagonista principale della nuova passione sportiva e in capo a pochi anni avrebbe contribuito in modo decisivo alla svolta definitiva.

I SEMI DELL’US PISTOIESE
Nel 1920, i dirigenti delle storiche società ginnastiche pistoiesi Libertas e Ferrucci, in difficoltà per i postumi del conflitto mondiale, lanciano l’idea di fondare una «Grande Unione Sportiva» con lo scopo di rilanciare lo sport cittadino. I loro interessi finirono per coincidere con quelli del Pistoia Foot-Ball Club, grazie all’industriale Ciro Papini che regalò una casa a tutti acquistando il terreno dove sarebbe sorto lo stadio Monteoliveto: fu quello lo slancio decisivo per la costituzione dell’Unione Sportiva Pistoiese, la cui sezione calcio fu creata grazie allo scioglimento del glorioso “Pistoia”.
Era il momento di traghettare la città in una nuova epoca dello sport, quella degli anni tra le due guerre in cui il pallone diverrà insieme alla bicicletta l’oggetto più popolare di un’intera nazione. Senza dubbio però quel pallone non sarebbe rotolato tanto presto per Pistoia se non fosse stato per il sogno di un ragazzino della San Giorgio e dei suoi amici. Grazie per averci fatto conoscere il calcio, Pistoia FBC!


