Il “Sorriso della Settimana” è quello dell’associazione “Wolf Basket”, che dopo un anno di difficoltà farà il suo esordio al “Nursery Campus”
Un progetto ambizioso che ha richiesto tanta energia ma che darà altrettante soddisfazioni. Stiamo parlando del “No Limits Basketball”. L’idea nata dalla “Wolf Basket” di Alessandro Capecchi e sviluppata poi grazie a tutti i suoi collaboratori e a coloro che hanno deciso di sostenere l’idea del basket in carrozzina a Pistoia. Sabato 8 maggio, presso il “Nursery Campus” di Vannucci Piante verranno presentate le prime carrozzine tecniche per lo sport ed il progetto prenderà il via.
«L’occasione di iniziare con le prime attività già sabato 8 maggio al Nursery Campus – ci spiega Alessandro Capecchi – è stato un fulmine a ciel sereno. Per questo motivo non sarà possibile radunare tutti i nostri atleti con disabilità ma la voglia di partire è veramente tanta. Ci teniamo a ringraziare per questo Vannucci Piante ancora una volta».
Sicuramente il periodo non ha aiutato molto il progetto, ma finalmente si vede la luce in fondo al tunnel per il basket in carrozzina. «Finalmente partiamo! Ci siamo adoperati in un momento storico un po’ particolare e per questo non siamo riusciti a comprare tantissime carrozzine tecniche visto il costo elevato. Tra poco partirà una raccolta fondi specifica per riuscire ad acquistare carrozzine per tutti. Nonostante tutto devo dire comunque che per noi partire è una soddisfazione immensa, perché dopo un anno che ci lavoriamo dietro vedere finalmente un gruppo di ragazzi che darà il via alle attività sarà bellissimo».
Per adesso gli atleti con disabilità reclutati dal progetto “No Limits Basketball” sono solamente sei, ma Alessandro Capecchi ci spiega perché. «Non sapendo precisamente quando sarebbe stata la partenza ufficiale non ci siamo mossi in maniera capillare alla ricerca di ragazzi perché non volevamo farli disinnamorare ancor prima di partire. Da adesso in poi partiremo con il “reclutamento”: ovvero tutti coloro che saranno interessati potranno venire e provare. Se lo sport piacerà saremo lieti di accoglierli nella squadra, altrimenti rimarranno come tifosi quando ci iscriveremo al campionato».
Un impegno importante da parte di “Wolf Basket” che comunque ha avuto una buona risposta dal territorio. «Gli sponsor che erano con noi per altri progetti – conclude Capecchi – ci hanno seguito, in più abbiamo trovato nuove aziende e privati disposti ad aiutarci. La risposta del territorio, e non solo, c’è stata. In tanti si sono offerti di aiutarci anche nella gestione delle attività quindi l’aiuto che ci è stato offerto è stato sia a livello economico che umano».



