Pistoia Basket lotta ma gara 1 è di Napoli. Svariati i temi tattici offerti dal primo capitolo della serie
La GTG Pistoia Basket è costretta ad arrendersi in gara 1, al cospetto di una Gevi Napoli che ha saputo giustificare il proprio biglietto da visita di capolista. «La squadra non ha mai mollato» riconosce nel commento post gara il coach biancorosso Michele Carrea, sottolineando il lodevole spirito agonistico dei suoi. Effettivamente nei primi 40′ di questi quarti di finale, Saccaggi e soci hanno reagito senza timore alle prove di forza del titano partenopeo.
Il bilancio dice -14, ma la faccia tosta indossata dai pistoiesi per parte della prima metà di gioco e nei minuti finali (quando sono tornati a -9), ha creato agli azzurri più di un grattacapo. Se il gap potrà essere ulteriormente ridotto e fino a che punto potrà dirlo solo il campo, a partire da gara 2 prevista per domani sera martedì 25 maggio sempre al PalaBarbuto. In ogni caso, come quasi sempre quando la posta in palio di ogni possesso è la massima stagionale, gli spunti tattici offerti dal primo capitolo non sono stati pochi. Vediamo di individuarne alcuni dei più interessanti anche in proiezione di gara 2, con riferimento naturalmente al Pistoia Basket. Senza dubbi centrale il dominio fisico di Napoli in entrambi i pitturati. Attenzione però: così facendo la formazione vesuviana si espone al contempo ad una small ball su cui i biancorossi potrebbero investire di più.
ASPETTI POSITIVI ATTACCO
- Contro lunghi come Zerini e Iannuzzi, specialmente quando sono in campo insieme come accaduto ad inizio partita, sfruttando la maggiore rapidità nell’1 vs 1 verso il ferro Sims e Wheatle hanno fatto e possono fare male.
- Quando Pistoia ha corso il campo e ha tenuto alti i giri del motore ha raccolto quasi sempre buoni frutti, bruciando sul tempo o comunque bucando la difesa napoletana. Così nel 14-4 con cui gli ospiti impattano il pari 27 al 13′ e anche nella buona riscossa degli ultimi minuti dell’incontro.
- Con i padroni di casa orientati a marcare stretto fuori area e a proteggere il pitturato in aiuto, le soluzioni dalla media possono rappresentare una contromossa per punire gli spazi meno attenzionati. Ricettivi in questo senso Saccaggi e Della Rosa, pronti a capitalizzare anche a 3/4 metri da canestro subito dopo aver battuto l’uomo.
- Buona parte dei tiri da 3 (ma non solo) sono arrivati con spazio, da costruzioni dal buon ritmo e di qualità. Le percentuali potevano essere più alte, magari gli dei del basket in gara 2..
- Ottima l’aggressività nel tentativo di rimonta finale. Accelerazioni concrete con scarichi veloci e intelligenti. Una pallacanestro che a giudicare dalla prima uscita potrebbe combaciare con quella maggiormente sofferta dalla Gevi.
ASPETTI NEGATIVI ATTACCO
- Tornando al mismatch in termini di rapidità tra “interni” della GTG e i totem di Napoli, troppo poco si sono cercati vantaggi in transizione che invece possono premiare eccome.
- Evitabili le sessioni di incaponimento a difesa schierata, spesso finite con palle perse o tiri forzati. Tra i più soggetti per caratteristiche, Saccaggi, Poletti e Fletcher, con quest’ultimo che tuttavia ha confermato l’anomalia di saper segnare quasi più facilmente in isolamento. Perse e tiri fuori equilibrio significano esporsi a contropiedi facili. A maggior ragione contro il cinismo della testa di serie numero 1.
- Del pari, palleggiare senza idee chiare contro la zona serve solo a sprecare tempo e possessi. L’abilità della Gevi richiede al Pistoia Basket di cambiare attacchi velocemente a seconda dell’assetto difensivo altrui. Per farlo serve grande elasticità mentale, un motivo in più per migliorarsi.
ASPETTI POSITIVI DIFESA
- Se hai di fronte un arsenale come quello a disposizione di Pino Sacripanti, devi inevitabilmente lasciare qualcosina a qualcuno per concentrarti sui più pericolosi. Concedere spazio dall’arco a Zerini ci può stare, non sempre farà 3/5. Magari un po’ più di contestazione da parte del marcatore può aiutare nello sporcargli le medie.
- Se fatta come a fine 3° quarto, ossia in modo aggressivo ma ragionato, senza quindi sbilanciarsi troppo, qualche zona chirurgica può aiutare. Dipende ovviamente da chi è in campo..
- Del Chiaro può costituire un fattore di equilibrio del sistema. Oltre ad essere mobile in attacco, in difesa protegge il ferro, è un rimbalzista puro e per quanto restituisca kg ed esperienza ai big men campani, per centimetri e reattività può stare con loro.
ASPETTI NEGATIVI DIFESA
- I break di Napoli sono dovuti soprattutto alla superiorità fisica vicino alle plance. La poca convinzione di Pistoia negli accoppiamenti in transizione difensiva è una ghiotta occasione che non si lasciano scappare Iannuzzi e Burns, autori di 15 e 13 punti. A fine primo tempo la Gevi è a 13/15 da 2, che diventa 22/33 al 40esimo. Carrea e il suo staff staranno già architettando qualcosa per opporre maggiore resistenza alle torri rivali.
- Per quanto appena detto, nel 2° quarto Pistoia si è schierata a zona 2-3 ma in quel frangente non ha trovato risposte convincenti. Guai a dare un metro ai tiratori di Napoli (2 delle 3 triple segnate da Monaldi nel 2° quarto sono arrivate contro la zona, così come quella di Majo nella 3° frazione). Con questi due in particolare, il rischio carneficina balistica è sempre in agguato.
- Infine rivedibile la comunicazione e la gestione dei cambi difensivi sui numerosi pick and roll, talvolta addirittura con blocco al bloccante come nel caso del buzzer beater di Marini sull’ultimo tiro del primo tempo. Situazioni nelle quali i biancorossi possono e devono far meglio, togliendo all’attacco azzurro i vantaggi che predilige.



