Gevi Napoli – GTG Pistoia Basket 80-70, lo spunto tattico di gara 2

Il Pistoia Basket esce battuto anche in gara 2, ma se la gioca alla pari per più di tre quarti. Questa Gtg può spaventare Napoli

Alla fine, è di Napoli anche gara 2. Come sottolineato da coach Carrea a fine partita, si è dovuta arrendere persino una tra le migliori versioni del Pistoia Basket nell’intera stagione, considerato l’avversario. Una versione in grado non solo di fare un passo in avanti rispetto alla già più che dignitosa prestazione di gara 1, ma anche di giocarsela alla pari con la Gevi per oltre tre quarti di gioco. Nel primo round di domenica si era percepito solo a tratti, adesso però è ufficiale: il Davide biancorosso può fare male al Golia azzurro. Forse al passivo suona più come una notizia: il Golia azzurro può subire il Davide biancorosso. Guardando la partita, infatti, tutto è sembrato fuorché prima contro sedicesima. Almeno fino alla quarta frazione, dove per stanchezza Pistoia ha perso quello smalto con cui fino a quel momento aveva aggredito l’incontro.

Perché gara 2 non si è limitata a dare speranze alla GTG, ma ha altresì messo in luce con quale copione cestistico possano essere nutrite e fatte fiorire. Si tratta di un copione coerente. Quello di una squadra condannata volente o nolente ad andare a mille, che più che pensare a come rispondere deve pensare a parlare prima degli avversari, costringendo loro ad adattarsi. A consegnarci tale verità è il campo. Quasi tutte le accelerazioni pistoiesi, purché corali, sono andate a buon fine. Se Napoli si prefissa di controllare il gioco con pazienza e organizzazione, non c’è cosa migliore che sfidarli ad eseguire i loro piani in meno tempo, più velocemente e senza un attimo di tregua. Se Napoli si affida con continuità al dominio dei suoi imponenti ciclopi, tanto vale allora sfidarli su ritmi alti e dinamismo.

Certo, se si adottano rotazioni corte come quelle di ieri sera è inevitabile arrivare in fondo col fiato corto. Praticamente solo 7 gli effettivi impiegati da Carrea, non contando gli appena 2′ di un Del Chiaro che sarebbe forse servito per qualche scampolo in più di partita, anche per far rifiatare gli altri. Fatto sta che i partenopei, grazie soprattutto al quasi 50% dalla lunga distanza (46% con 11/24, ben al di sopra della media stagionale tra prima e seconda fase del 30%), sono riusciti comunque a portare la serie sul 2-0. E adesso si spostano al PalaCarrara per il primo match point, con gara 3 in programma per venerdì 28 maggio ore 18. In attesa di scoprire come andrà a finire la saga, ecco una sintesi dei punti tattici più salienti dell’episodio appena andato in scena.

ASPETTI POSITIVI ATTACCO

  • aggressività al ferro senza perdite di tempo: un unico mantra, martellare la difesa azzurra a più non posso. In altre parole, assumere come squadra le sembianze di Lorenzo Saccaggi. A fine gara ci si arriva stremati, ma il disorientamento di Napoli è stato lampante.
  • continuità a rimbalzo offensivo: è venuta meno solo nell’ultimo periodo. Per questo fondamentale tutti a lezione da prof. Carl Wheatle, che in attacco ne ha catturati 6 dei suoi 14 totali e dei 17 offensivi di squadra (su un totale di 40).
  • cercarsi e al contempo proporsi con tagli: qualche azione chiusa con extrapasses vicino a canestro ha funzionato a meraviglia. L’idea ottimale per eludere l’intervento dei custodi d’area napoletani.

ASPETTI NEGATIVI ATTACCO

  • palla ferma e attacco stagnante a fine 1°Q e nel 4°Q: proprio quando la GTG cala di vivacità offensiva, imprevedibilità e produttività, Napoli fa 8-0 e 14-4 rispettivamente per il 18-16 del 20esimo e per il 72-61 del 35esimo.
  • forzature: da collegare come corollario al punto precedente. Se capita in mano la preghiera allo scadere dei 24” ok, altrimenti gli isolamenti nuocciono. Anche se il 6/13 dal campo di Poletti è una buona statistica, alcuni dei tiri che si è preso e ha anche messo non sono esempi di scelte da prendere a modello. Idem per Fletcher, decisamente più spompato rispetto a gara 1 con appena 2/7 dal campo.
  • mismatch vicino a canestro Saccaggi-Majo: perché no? Magari sporadicamente, per variare. Con il lungo di turno che si spazia per lasciar massimizzare il vantaggio fisico al compagno, viste le buone mani di Poletti e Sims pronti eventualmente sugli scarichi.

ASPETTI POSITIVI DIFESA

  • raddoppi: Pistoia li ha eseguiti soprattutto nel primo tempo, sia in post basso che appena dopo la metà campo, nella classica trappola angolare formata con la linea laterale. Anche in queste situazioni la Gevi è parsa in affanno.
  • ubiquità difensiva: rientri, rotazioni col giusto tempismo, presenza sulle linee di passaggio con mani pronte a rubare. Un atteggiamento in grado di togliere punti di riferimento anche a Napoli.
  • disturbo con aiuti accennati negli 1 vs 1 in post: un conto è lasciare solo il compagno che sta difendendo su Iannuzzi, Zerini, Burns o Parks che sia. Altro conto è rimanere flottati e pronti all’aiuto, alla distanza idonea a far percepire agli attaccanti di avere più occhi e più corpi puntati addosso.

ASPETTI NEGATIVI DIFESA

  • ricezioni profonde e tagli di Burns: bisogna cercare di rendergli la vita un po’ più difficile. Altrimenti, se trattato con riverenza o anche da giocatore normale, ha un impatto devastante.
  • Marini rebus irrisolto: soprattutto nel 3°Q, l’esterno classe ”93 è stato una spina nel fianco della difesa biancorossa. Si può dire poco, gran parte delle sue giocate sono complicate da arginare. Quando non impegnato su Parks, Wheatle potrebbe essere l’uomo in missione.
  • troppi rimbalzi offensivi concessi nell’ultimo quarto e mezzo: con le energie in riserva il tagliafuori è andato a farsi benedire. Così come per il solito motivo, Pistoia si è fatta muovere troppo dalla manovra azzurra a difesa schierata, lasciando dei buchi di troppo. Quando spendi tanto ci sta, ma a questi livelli si sa che i dettagli hanno un peso notevole.
  • il 3/5 da 3 di Zerini: avevamo detto che difficilmente Zerini, un ottimo giocatore ma non un tiratore mortifero da tre punti a giudicare dai numeri (19/63 da 3 in stagione, 30%), avrebbe rifatto 3/5 dall’arco. E ovviamente è andata proprio così, 3/5 in gara 1 e 3/5 in gara 2. A questo punto, con tutta la stima per l’eccellente e solido centro fiorentino, per non sapere né leggere né scrivere correggiamo il tiro. Zerini farà 10/10.
Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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