In attesa di conoscere i nuovi parametri, vediamo le probabilità della Pistoiese di tornare in Serie C mediante riammissione o ripescaggio
Sabato scorso si è chiuso il quadro dei play-out di Serie C con l’ultimo verdetto che ancora mancava all’appello. I tre spareggi salvezza sono andati nel modo migliore per la Pistoiese. A salvarsi e a rimanere tra i professionisti sono state Legnago, Imolese e Paganese, mentre Ravenna, Fano e Bisceglie hanno dovuto salutare, almeno per il momento, la terza serie. Da qui in avanti è possibile iniziare a fare i primi ragionamenti in ottica riammissione e ripescaggio, tenendo d’occhio alcune date chiave.
Certe quelle per la riammissione, dato che i criteri per determinare la graduatoria saranno ratificati dal Consiglio Federale in programma il 9 giugno a Roma. Il 29 giugno, termine ultimo per le iscrizioni al prossimo campionato di Serie C, si capirà se e quanti posti saranno liberi. Se venissero applicati i criteri utilizzati nella stagione passata la Pistoiese attualmente sarebbe terza in graduatoria per le riammissioni. Avanti agli arancioni, con le vecchie regole degli anni passati, ci sarebbero Fano e Bisceglie.
Con i criteri piuttosto permissivi imposti dalla Lega Pro in termini di iscrizioni appare molto complicato che qualche squadra non riesca a ripartire, rinunciando addirittura a presentare la domanda di iscrizione e relativa documentazione. Rischiano, forse, Sambenedettese (che comunque ha da pochi giorni una nuova proprietà) e Catania, ma arrivare davvero a tre rinunce appare molto improbabile. Vero è che la Pistoiese per meriti sportivi avrebbe più diritto delle rivali, dato che il Bisceglie ha già ottenuto tre ripescaggi consecutivi, ed anche il Fano e il Ravenna non sono novizie da questo punto di vista, ma negli anni passati non sono mai stati imposti limiti da questo punto di vista.
Per gli arancioni al momento la battaglia principale è comunque un’altra, ovvero quella di trovare un nuovo presidente e qualcuno disposto a subentrare alla famiglia Ferrari alla guida della società, ma chiaramente offrire un club con possibilità di giocare la prossima stagione in Serie C o uno certo di giocare in Serie D fa tutta la differenza del mondo agli occhi di potenziali acquirenti o soci intenzionati a entrare.
Discorso diverso poi con i ripescaggi, ovvero i posti vacanti per quadre iscritte che però non superano i controlli e che non rispettano i criteri per partecipare al campionato. Qui il meccanismo non è gratuito, dato che è subordinato ad una “tassa a fondo perduto” che lo scorso anno si aggirava sui 300.000€. Anche qui, in attesa di vedere i criteri ufficiali che verranno pubblicati probabilmente ad inizio agosto, la sensazione tenendo in considerazione i vecchi criteri è che la Pistoiese non sia in pole position tra le squadre retrocesse dalla C. In più, la formula che tutela anche le squadre dilettanti prevede che dopo ogni ripescata dalla C, in caso di altri posti liberi, si passi alla prima avente diritto tra le squadre di D.
Per avere certezze su tutto quanto sopra però si parla di inizio luglio e metà agosto. Tempi lunghi, in cui intanto lavorare per non farsi trovare impreparati nel caso in cui l’opportunità di un ascensore più o meno oneroso si palesasse alla porta della Pistoiese, ma in cui soprattutto costruire la nuova stagione che al momento per la Pistoiese è in Serie D.



