Nessuna novità sul fronte societario della Pistoiese. Tomasi: «Non voglio nemmeno immaginare la cancellazione della squadra dal panorama calcistico»
È trascorso più di un mese da quando Orazio Ferrari ha presentato le sue dimissioni da presidente della Pistoiese, aprendo un grosso interrogativo sul futuro prossimo della società. Da quel momento si sono susseguiti voci e incontri, ma nessuno dei soggetti che si è affacciato all’ufficio del sindaco Tomasi per trattare l’acquisto della società ha mai manifestato la concreta intenzione di andare fino in fondo. Allo stesso modo, nessun componente della Holding ha mai fatto un passo in avanti offrendosi di acquistare le quote della famiglia Ferrari o proponendosi come nuovo presidente.
Una situazione che rischia di mettere a repentaglio l’iscrizione della Pistoiese a un prossimo campionato, sia esso di Serie C o di Serie D. Al più tardi entro fine mese, infatti, è necessario che l’olandesina abbia raggiunto una quadra a livello societario, con un presidente in grado di assicurare l’iscrizione, avendo già individuato direttore sportivo e allenatore per il prossimo anno. Soltanto dopo la presentazione della domanda di iscrizione al campionato di Serie D la Pistoiese potrà essere considerata per un eventuale ripescaggio tra i professionisti. Cosa niente affatto scontata considerato il tenore assai restrittivo dei criteri di riammissione e ripescaggio in terza serie. Insomma, se si vuole evitare la sparizione della società arancione dal panorama calcistico c’è da far presto.
IL PUNTO DEL SINDACO TOMASI
«Ad oggi non ci sono sviluppi rispetto alla situazione societaria della Pistoiese – ha chiosato il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, intervenuto a margine della cerimonia di inaugurazione della palestra della scuola Raffaello -. Dagli incontri, che comunque continuano, con i soggetti che a vario titolo si sono affacciati al mio ufficio, non è emerso niente di concreto. Le porte del Comune continuano ad essere aperte a tutti come lo sono state fin dall’inizio di questa vicenda, anche se evidentemente i tempi stringono».
Lo spettro della sparizione dal panorama calcistico aleggia sullo sfondo, ma nessuno osa nemmeno pensarci. «Auspico e chiedo che si pensi a un piano B che consenta alla Pistoiese di iscriversi al prossimo campionato, che sia in Serie C o in Serie D, anche se con queste regole sembra che sia molto difficile essere ripescati o riammessi – ha proseguito il primo cittadino -. I tempi sono stretti, c’è da programmare un campionato e fornire delle risposte ai dipendenti della società e ai tifosi. La Pistoiese è il bene supremo e non si può rischiare di cancellarlo: non voglio nemmeno immaginare la cancellazione della squadra dal panorama calcistico».
La situazione appare però bloccata, sia sul fronte esterno che su quello interno. «Mi sembra che la strada dell’intervento esterno si stia assottigliando – ha concluso Tomasi -. Spero si prospetti quanto prima una soluzione, possibilmente a carattere locale, anche se nessuno all’interno della Holding ha dato prova di voler fare un passo in avanti facendosi carico delle quote della famiglia Ferrari o offrendosi di ricoprire il ruolo di presidente».




