A distanza di tre giorni dalla prima vittoria stagionale, la Pistoiese torna in campo per affrontare l’Ancona-Matelica. Sassarini: «Rispetto gli avversari ma siamo concentrati su noi stessi»
La Pistoiese torna in campo per affrontare al Melani l’Ancona-Matelica, gara valida per la sesta giornata del campionato di Serie C, girone B. Gli arancioni di mister Sassarini hanno ottenuto nell’ultimo turno i primi tre punti stagionali, grazie alla vittoria arrivata al Benelli di Pesaro contro la compagine vissina allenata da Marco Banchini. Un successo importante che interrompe la brutta partenza dell’Olandesina concedendo agli uomini guidati dal tecnico spezzino una bella boccata d’ossigeno.
A distanza di tre giorni, un altro esame molto impegnativo che ci dirà se questa Pistoiese sta percorrendo la strada giusta verso una definitiva maturazione: «E’ una settimana importante – ha commentato il tecnico arancione – perchè giocare sabato e subito martedì ci da ritmo e ci porta a pareggiare i conti con la condizione. Mi piace questo aspetto ma soprattutto mi piace il fatto che comunque sia siamo determinati, carichi e vogliosi: quindi ben venga la partita di domani».
Il cambio di modulo dal 3-5-2 al 4-3-3 è stato determinante per ottenere, oltre ad una buona prestazione, anche la prima vittoria in campionato: «Credo che i principi non vadano toccati nel nostro modo di giocare – ha affermato l’allenatore spezzino – soprattutto la nostra identità e le nostre idee. Poi, se le mattonelle di un giocatore le tocchiamo è solamente per metterlo nelle migliori condizioni di far bene e farlo sentire a suo agio in campo. Secondo me, quella contro la Vis Pesaro, era una partita da giocare con tre punte centrali e lo abbiamo fatto».
Domani arriva l’Ancona-Matelica, squadra che, se togliamo la sconfitta all’esordio tra l’altro arrivata nei minuti finale contro il Pescara, ha totalizzato dieci punti e sembra essere una delle candidate per lottare per i piani alti della classifica: «Siamo concentrati su noi stessi – ha sottolineato Sassarini -. Poi è chiaro che l’avversario va rispettato ma, ripeto, dobbiamo guardare a noi stessi, su quello che vogliamo essere e dove vogliamo arrivare».
«Dobbiamo fare le cose che ci portano poi a fare il risultato – ha proseguito l’allenatore della Pistoiese – ma senza perdere la nostra identità. Volendo fare un calcio che sia globale, stiamo cercando di focalizzarsi su quello che è molto importante per la partita. Quindi adesso non ho il tempo di pensare al modello di gioco in ampia scala. Devo sfruttare le caratteristiche dei miei giocatori attraverso le nostre idee. Ci alleniamo da poche settimane ma sono state intense ed adesso iniziamo ad avere un bagaglio di conoscenza già discreto».
«La nostra condizione fisica? Dipende dalla partita che vai a fare – ha evidenziato il tecnico ligure -. e a seconda di come ti alleni. Se entri in campo per giocare un calcio corto e palleggiato e poi di colpo giochi a pallonate, è normale che crei un gap che non sei abituato a fare, o viceversa. A Pesaro secondo me, sotto l’aspetto agonistico, la squadra è stata sempre lì sul pezzo e questo dovrà accadere fino alla fine della stagione».
«Cosa manca? Mi piace la squadra che gioca nella propria metà campo – ha spiegato il tecnico – nella metà campo degli altri, che attacchi con tanti giocatori. È questo che mi piace vedere, ma con la continuità dei 90 minuti; possibilmente recuperando il pallone immediatamente e cercando di sfruttare a pieno anche le corsie esterne. Una squadra potenzialmente completa ma per far questo ci vuole tempo e lavoro. Ancora non siamo al top su questo aspetto – ha concluso Sassarini – ma siamo comunque competitivi lo stesso su altri aspetti».



