Edoardo Bicchieri, una storia familiare tra Montalbano e San Baronto

La Meridien Larciano batte gli Amici Miei grazie alla doppietta di Edoardo Bicchieri, figlio di Alessandro e nipote di Carlo Panati

di Roberto Grazzini

Sul fatto che nessuno sia profeta in patria si potrebbe scrivere un trattato di migliaia di pagine. La storia che andiamo a raccontare è solo un minuscolo capitolo, dove si parla di una stirpe di guerrieri della sfera di cuoio, cresciuti fra le verdi colline del Montalbano e le asperità del San Baronto. L’ultimo anello di congiunzione di questa generazione di Gente di Calcio è Edoardo Bicchieri, classe 2002, figlio di Alessandro, ex centrocampista di buon livello ed allenatore di tante squadre dilettantistiche.

Cresciuto nelle giovanili della Polisportiva Margine Coperta, di quel biondino gracilino che calcava i terreni del centro sportivo Renzo Brizzi ed aveva paura dei contrasti non è rimasta l’ombra. Ora c’è un poderoso corazziere di 186 centimetri – alla Nordhal, per i diversamente giovani -, che forse ha trovato la scarpa giusta a due passi da casa e dalla tradizione di famiglia.

L’FC Meridien Larciano, ammessa in Promozione dopo un iter burocratico più lungo del processo ad O.J. Simpson, si era ritrovata senza un reparto quote adeguato. Allora mister Riccardo Panati, consultandosi col diesse Luciano Franco e col patron Leandro Fabiani, ex generoso ed applicato terzino di fascia, ha pensato bene di trovare “riparo” in casa… Ah già, dimenticavamo che il tecnico della Meridien è lo zio di Edoardo  (sua sorella è la moglie di Alessandro). Detto fatto.

Il ragazzo, con qualche presenza in Eccellenza col San Miniato Basso, si aggrega al gruppo e veniamo alla domenica passata. Medien-Amici Miei ad inizio ripresa è sullo 0-0. Panati junior guarda la panchina e dice “Edo, tocca a te”. Sotto il diluvio fa il suo ingresso in campo ma la tempesta vera e propria deve ancora arrivare. Il gol che sblocca la contesa nasce da una mischia, però il tocco è suo. Il secondo, dopo il pari ospite, è da bomber vero, con tanto di tocco velenoso di scavetto quando ormai stava scadendo il tempo. La corsa e la dedica in tribuna ai familiari mentre poco più in là un signore distinto, ovvero nonno Carlo Panati, il frcano degli allenatori della Valdinievole godeva come un riccio.

Responsabile dell’area tecnica della Cuoiopelli, per uno strano e benevolo scherzo del destino, la squadra pisana aveva giocato in posticipo ed allora non si era fatto sfuggire l’occasione di vedere all’opera il nipote. Detto ciò, dei tre parenti stretti ha preso tutto…. o forse niente. Nonno Carlo era una sopraffina mezzala che incantava le platee, zio Riccardo una mignatta azzanna-caviglie di difesa, e papà Alessandro un mediano d’ordine e di interdizione. Lui intanto ha iniziato a vedere la porta. E se sono rose…

Redazione PtSport
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La redazione di Pistoia Sport è composta da un manipolo di valorosi giornalisti e giornaliste che provano a raccontarvi le vicende della Pistoia sportiva e non solo con lo stesso amore con cui le nonne parlano dei nipoti dalla parrucchiera.


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