Dinamo Sassari, in panchina torna Zare Markovski

Fa un passo indietro Federico Pasquini, da adesso solo general manager. La panchina della Dinamo Sassari è invece affidata all’ex cestista macedone

Dopo l’accordo tra Federico Pasquini e il presidente Sardara, il primo ha lasciato l’incarico di coach della Dinamo Sassari. Il Banco, prossimo avversario di Pistoia domenica 15 aprile alle 12, si è accordato con Zare Markovski che torna in Sardegna dopo l’esperienza fatta dal ’91 al ’94.

LE PRIME DICHIARAZIONI DI ZARE MARKOVSKI ALLA DINAMO SASSARI

“Per quello che riguarda il passato e gli affetti, non posso che dire che la Dinamo rappresenta una bella pagina della mia carriera, della mia storia, riconoscendo il reciproco affetto che si è creato dall’inizio, da quando sono venuto qui giovanissimo con la mia famiglia. Abbiamo creato una amicizia e un affetto di oltre 25 anni, è veramente un piacere rivivere tanti ricordi. Ora guardiamo al futuro, l’oggi domani sarà ieri, cerchiamo di dare il meglio oggi per cercare di dare ogni giorno di più, così che possa essere meglio anche il passato.

“Parliamo della squadra, parliamo del momento: certamente quando esce un allenatore è un momento difficile e triste, condivido tutto ciò che ha detto il presidente riguardo al fatto che da quando Federico è arrivato a Sassari ha lasciato la propria impronta positiva, sotto tanti aspetti. Io adesso penso soltanto al domani, da questo momento il domani dura 5 settimane, bisogna ottenere il meglio di ciò che la squadra può dare e riportare la Dinamo in zona playoff. Non vedo l’ora di comincaire ad allenare e iniziare a dare il mio contributo a questa società nella quale sono nato e che fa parte della mia vita”.

“Il lavoro sarà certamente impegnativo, ieri ho seguito la conferenza stampa di Federico che è stata intellettualmente molto onesta. Ha detto che la pallacanestro è molto cambiata negli anni e che oggi i giocatori non sono più quelli di tanti anni fa, penso che questo lo vediamo anche nella quotidianità. A Sassari abbiamo avuto prime scelte del draft e ora non le abbiamo, c’erano giocatori molto più tecnici perché i ritmi permettevano a quelli tecnicamente bravi di esprimere il loro valore. Ora invece, dove tutto corre più in fretta, dove si gioca ogni tre giorni, dove non c’è neanche tempo per allenarsi, siamo molto più nelle mani dei giocatori e nelle loro caratteristiche, non soltanto tecniche ma caratteriali. Ho bisogno di lavorare con la squadra, conoscerla e impegnarci duro ogni giorno. Bisogna raccogliere più vittorie possibile, bisogna continuare a lavorare per questo campionato e arrivare ai playoff, questo è l’unico obiettivo che ora conta”.

Redazione PtSport
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