Nella ripresa il Pistoia Basket indossa gli occhi della tigre confermandosi pressoché invalicabile. E la qualità offensiva non è da meno
Completezza. La qualità di possedere tante qualità. Come abbiamo già avuto modo di appurare, il menù di questo Pistoia Basket è ricco e vario. In una parola, completo. La vittoria su Treviglio ne è una conferma tangibile. Dell’exploit biancorosso, l’aspetto che forse più di tutti si guadagna la copertina è quello caratteriale. La reazione d’orgoglio al rientro dall’intervallo rispecchia la costituzione identitaria della squadra. Sotto di 7 lunghezze con 42 punti concessi in casa nel primo tempo, serviva un netto cambio di rotta. Avere avuto la forza di metterlo in pratica, seppur col vantaggio di poterlo fare tra le braccia del proprio PalaCarrara, significa davvero molto. Ma sfogliando le pagine dell’ultima prestazione di Pistoia emergono delle “sicurezze in più“, per usare le parole dello stesso coach Brienza.
“IL MIGLIOR ATTACCO..
Wow, 60% da due (24/40) e 50% da tre (7/14) di squadra. Superato il 52% dal campo della trasferta biellese (mentre invece a cronometro fermo non si va oltre il misero 59% con 19/32). Degli 88 punti segnati, 53 trovano la propria genesi nel secondo tempo. Indubbiamente, il momento in cui il Pistoia Basket rivolta la partita come un calzino. La seratona biancorossa certifica l’ulteriore scalata di posizioni in termini di produttività offensiva, con 80,2 punti segnati a gara (terza posizione nell’intera serie A2). Ancora una volta, i numeri non sono tutto ma per quel che raccontano, formano più di un indizio sulla qualità con cui vengono create le occasioni.
Per finalizzare il più possibile vanno edificate soluzioni affidabili e spesso Pistoia lo fa. Chiaramente la differenza si solca anche col talento individuale, di cui ultimamente Johnson e Utomi stanno offrendo esaustivo saggio. Però il movimento di palla collettivo conta ancora di più. Tanto nasce dalle mani e dalle idee di Saccaggi e Della Rosa (con Treviglio 7 assist di coppia dei 13 totali), passatori educati nonché abili dettatori di ritmo. Senza dimenticarsi degli altri. In particolare di Wheatle, secondo assistman pistoiese dopo Sacca. E comunque in termini di fluidità di manovra ci sono ancora dei margini di miglioramento. Il che non può che infondere ulteriore fiducia sull’immediato futuro stagionale.
..È LA DIFESA” CONTRO-CIT.
Il celebre detto reciterebbe “La miglior difesa è l’attacco”, ma nella pallacanestro pare più veritiero il contrario. La breve durata delle azioni impone una continua alternanza tra chi attacca e chi difende. Motivo per cui le due fasi, inevitabilmente, s’influenzano in modo reciproco. L’idea di basket di coach Brienza, condivisa probabilmente dalla maggior parte degli allenatori, è quella di partire dalla difesa per prendere ritmo anche in attacco. Ecco che allora “Il miglior attacco è la difesa“, potremmo sostenere ribaltando la massima. L’approccio di estrema applicazione e sacrificio che fin da inizio stagione la GTG fa suo nella propria metà campo, sta pagando dividendi anche in sede realizzativa.
Alla feroce attitudine difensiva messa in campo nel terzo quarto (finito 24-13 ma con 5 punti infilati da Miaschi e Rodriguez negli ultimi secondi) è dovuto il rush esplosivo che ha mandato al tappeto i biancoblù. Idem per il 15-2 di inizio quarto periodo. Merito della consapevolezza, a stessa detta di Brienza e Utomi maturata durante la pausa, che la riscossa sarebbe dovuta partire da lì. Il pick and roll centrale che tanto aveva fatto male (soprattutto con Miaschi) fino a quel momento viene disinnescato con maggiore pressione sui palleggiatori e con cambi difensivi convinti e convincenti. Se oggi il Pistoia Basket figura tra i migliori attacchi della lega, in buona parte dipende dal fatto che da diverse settimane è tra le miglior difese.
Altrimenti vincere la Supercoppa con un solo americano a disposizione sarebbe stato un sogno proibito. Altrimenti a Torino senza Johnson sarebbe andata diversamente. Treviglio, seppur priva di un tassello importante come Langston, arrivava in via Fermi da attacco più prolifico della serie A2 con 82,5 punti segnati di media. Contro i biancorossi si è fermata a 74. Rimane la curiosità di sapere cosa sarebbe successo con la presenza di Langston, la cui assenza si è fatta sentire anche a rimbalzo dov’è finita 41-27. Però il precedente stagionale, a condizioni d’organico invertite, qualcosa lo suggerisce.



