La T Tecnica Gema Montecatini cade in trasferta contro la Reale Mutua Torino. Andreazza: «Solo il lavoro ci tirerà fuori da questa situazione»
Lavorare. Con questa parola potremmo rassiumere la conferenza stampa post partita di coach Marco Andreazza, che non ha mostrato rassegnazione per il clima in casa rossoblù. Dopo aver fatto una disamina sulla partita, il tecnico ex Libertas ha proseguito nel dichiarare, in maniera molto chiara, quella che è la via per La T Gema Montecatini: «Torino ha vinto con merito perché è stata sopra 40 minuti. Credo che l’emblema della nostra partita sia l’8-0 iniziale e l’azione in cui sbagliamo l’alley-oop dopo 3 secondi. Già in quel momento le cose che avevamo preparato in settimana hanno iniziato a vacillare, poi ci siamo un po’ aggiustati e abbiamo cercato di combattere. Veniamo da molte sconfitte, specie quella di Cento, ci abbiamo provato e Torino non ha fatto nemmeno troppa fatica. Ad ogni modo abbiamo tenuto i nostri avversari a 70 punti, ma segnando 48 punti in questi campionati non vai da nessuna parte».
«SIAMO STATI ABBASTANZA POVERI»
Una delle piaghe ricorrenti della gara contro Torino è stata la costanza con cui Montecatini ha sbagliato dall’arco. 5/25, questo dicono le statistiche. Un problema molto grosso di questa trasferta, tuttavia Andreazza non pensa che ciò avrebbe cambiato le sorti della gara: «Sicuramente abbiamo avuto tempo per studiare Torino, sono migliorati tanto dall’inizio della stagione e hanno molti ragazzi giovani. C’è fisicità, c’è atletismo, ma noi abbiamo sbagliato almeno quindici tiri aperti. Avrebbero portato a vincere? Non credo, Torino ha gestito gli effettivi risparmiando in energie. Noi siamo stati abbastanza poveri».
«SOLO IL LAVORO CI PUO TIRARE FUORI DA QUESTA SITUAZIONE»
Alla settima giornata di campionato non è il momento di abbassare la testa e rassegnarsi. Il campionato di Serie A2 è lungo e tortuoso, e Andreazza ha ben chiaro il metodo che La T Tecnica Gema Montecatini deve adottare per uscire fuori da una situazione difficile: «Lavorando, se si parla si rischia di cadere in strafalcioni. Dobbiamo lavorare con serenità anche se è difficile, sappiamo che nessuna squadra perde con autostima. Questo è un gruppo che tendenzialmente, nel bene e nel male, mette in pratica ciò su cui lavoriamo. Dobbiamo avere un po’ più di fiducia reciproca, ogni tanto nelle difficoltà andiamo sulle giocate individuali. Abbiamo un obiettivo grande e difficile per una neo promossa, questo è un campionato lunghissimo e difficile».
«È ovvio che quando costruisci le squadre venendo dalla Serie B speri sempre che tutto funzioni e che l’obiettivo salvezza venga conquistato nella maniera più nobile possibile. Poi ti devi scontrare col campo, che attualmente racconta che siamo indietro e che dobbiamo rimboccarci le maniche. Dobbiamo lasciarcene dietro una, questa è la verità. Con le neo promosse si fa fatica, l’ho provato qualche anno fa con la Libertas ed è difficile. Abbiamo due vie: o abbassiamo la testa, o ci rimbocchiamo le maniche e lavoriamo. Solo questo ci può portare fuori da questa situazione».
