Il tecnico termale, oggi in Germania, spegne 43 candeline nel giorno di Montecatini-Pistoia: «Un evento che riaccende interesse. Un mio ritorno? Mi piacerebbe ma…»
(Coach Gabriele Grazzini e coach Carlo Finetti, crediti foto: pagina Facebook MLP Academics Heidelberg)
Se per gli appassionati di basket della provincia l’8 novembre già di per sé riveste un valore speciale per il ritorno del derby tra Montecatini e Pistoia, per qualcuno questa data assume un significato persino più importante. Questo qualcuno altro non è che Gabriele Grazzini, il quale proprio domenica spegnerà 43 candeline. L’allenatore termale, assistente della RB dal 2002 al 2009, da oltre un anno vive e lavora all’estero, ma con il cuore è e rimarrà sempre legato al suo territorio natale. Ancor di più nella giornata di oggi, dove al PalaTerme dopo 18 anni dall’ultima volta, tornerà a giocarsi il derby tra rossoblù e biancorossi.
I RICORDI DEI SUOI DERBY
Classe 1983, Grazzini ad appena 20 anni fu lanciato tra i grandi da coach Marco Calvani, allora capo allenatore di Montecatini, che lo prese nel suo staff come assistente. Era la stagione 2003/04 e, da allora, il suo percorso in Valdinievole durò ininterrottamente fino al 2009. I suoi ricordi di derby cadono inevitabilmente dunque su quelli vissuti in prima persona, nell’annata 2007/08, seppur personalmente, non furono così positivi. «Vivrò questo derby con tantissima emozione – ha ammesso coach Grazzini ai nostri microfoni -. L’ultimo ufficiale fu “quello della carta igienica” di cui ho un ricordo veramente brutto per l’atmosfera e la situazione che si creò. Quello dell’andata invece lo giocammo a dicembre, vinse Pistoia e dopo tre giorni fu esonerato Phil Melillo. Per me restano due ferite aperte. Sono contento che a farne parte ci sia ancora Andrea Niccolai nella sua nuova veste. Nessuno come lui ha quel desiderio di rivalsa, quella capacità di trasmettere agli altri cosa significa questa partita. Spero per lui sia una rivincita dopo gli anni di sofferenza di Montecatini nelle serie minori».
UN’OCCASIONE DI RILANCIO
Alcuni tifosi, sia pistoiesi che termali, non ritengono che questo sia il “vero derby“, sia per la presenza attuale di due società a Montecatini, sia per quell’atmosfera respirata negli anni d’oro dello scontro, ora apparentemente affievolita. Un pensiero in parte condiviso anche da Grazzini, il quale però, allo stesso tempo, vede questa come un’occasione di rilancio per tutto il movimento del nostro territorio.
«Possiamo definirlo come un derby anomalo vista la presenza di due squadre a Montecatini. Il sentimento di tanti anni fa è in parte sfumato ma a mio avviso dobbiamo prendere quanto di buono c’è adesso. Ho grande rispetto per entrambe le proprietà, le quali stanno facendo investimenti importanti. Sia Herons che La T Gema stanno spendendo tante risorse nella pallacanestro. Spero un giorno si arrivi ad un derby con una sola Montecatini a rappresentare tutta la Valdinievole, adesso però godiamoci questo evento e speriamo possa far riaccendere un interesse ulteriore per entrambe le realtà. Dobbiamo prendere il bello, senza fare le pulci a questa situazione ma pensando come tante famiglie possano tornare a vivere serate così – ha aggiunto Grazzini -. Il tifo è corretto da entrambe le parti. Sono stato a vedere Pistoia più volte e l’ho anche affrontata in A2. Nonostante le delusioni degli ultimi tempi il pubblico è caldo e pulito. Spero possa essere vissuto da tutti in maniera positiva, attirando anche interesse di media e sponsor».
«Come finisce questo derby? Pistoia è favorita – ha proseguito il coach addentrandosi nei temi della partita -. I biancorossi si sono rimessi in carreggiata dopo le prime sconfitte e sulla carta è lecito prevedere un successo della Lumos. Ma un derby fa storia a sé. Aver giocato tre giorni prima credo possa aver fatto bene a Montecatini al netto della sconfitta di Torino. Arrivare ad un derby senza l’ansia di una settimana di lavoro dedicata soltanto in preparazione dello stesso potrebbe fare la differenza, così come il fatto di non avere la pressione dei favoriti. Per questo La T Gema potrebbe anche fare uno sgambetto a Pistoia e sarebbe un rilancio incredibile per il resto della stagione. Non posso dire di tifare per Montecatini perché a Pistoia ho tanti legami, ci lavorano tante persone a cui voglio bene. Se dovesse vincere Pistoia sarebbe rispettato il pronostico, se vincesse Montecatini cambierebbe le carte in tavola dell’intera stagione. Se la guarderò? Giochiamo sabato quindi sicuramente la vedrò. Spero ci sia una bella cornice di pubblico e mi auguro sia una partita combattuta punto a punto fino alla fine».
PRESENTE IN GERMANIA, FUTURO…?
Come detto in apertura, Grazzini da questa estate sta proseguendo il suo percorso da allenatore lontano dall’Italia e più precisamente in Germania dove dall’estate siede sulla panchina di Heidelberg, formazione militante in ProA, la seconda divisione nazionale, come assistente di coach Carlo Finetti. In precedenza, nella stagione 2025/2026, il tecnico termale aveva vissuto un’esperienza in Austria con i Traiskirchen Lions, la sua seconda dopo quella del 2018 con Flyers Wels. Un processo di crescita molto stimolante, tanto per il massiccio seguito dei tifosi tedeschi sia per le splendide strutture in cui si svolgono i match di campionato. Il richiamo del Belpaese resta forte, specialmente se parliamo della nostra provincia, ma, al momento, Grazzini non se la sente di sbilanciarsi su un suo ritorno.
«Nonostante avessi vinto il campionato di B Interregionale con Bergamo nel 2024, in seguito al fallimento della società non ebbi grandi opportunità – ha raccontato -. L’anno dopo al contrario tornai ad avere diverse offerte, provenienti da Valencia, Praga ed altri realtà, sempre all’estero. La scelta di andare in Germania è nata per Carlo Finetti, con il quale avevo già lavorato ad Udine e con cui ho un buonissimo rapporto. La società è retrocessa in seconda divisone ma ambisce a risalire immediatamente. L’ho considerata un’occasione più allettante rispetto ad altri club di più alto rango ma dove avrei avuto un ruolo più marginale. È un campionato interessante, c’è l’obbligo di giocare con due tedeschi fissi in campo ma ci sono tanti stranieri che contribuiscono ad alzare il livello. In questo periodo poi abbiamo avuto diverse sfide al vertice (Heidelberg è al momento terza con un record di cinque vittorie e due sconfitte, ndr) e l’obiettivo è arrivare pronti a maggio».
«Un mio ritorno? Ho sempre cercato di andare all’estero, fin dai primi viaggi negli USA e alla prima stagione in Austria di otto anni fa. Ho sempre cercato l’opzione migliore. Se poi arriva l’opportunità in Italia è giusto prenderla in considerazione ma onestamente la situazione migliore per me è quella attuale. Il mercato all’estero si è aperto tanto rispetto a qualche anno fa e la scuola italiana è una delle migliori in Europa in fatto di allenatori. Chiacchierate con Pistoia e le due di Montecatini ci sono state in passato – ha ammesso Grazzini -. Ho sempre approfondito per capire le possibilità concrete. Mi piacerebbe tornare con un ruolo chiaro e un progetto importante. Pur non parlando di professionismo, a differenza degli altri Paesi, sono luoghi in cui sono nato e cresciuto e la riflessione è diversa. Dipende dal progetto. In questo momento però sono felice delle esperienze che sto facendo. Non ho né ansia né fretta di tornare. Poi, se arriva una telefonata anche solo per scambiare informazioni sui giocatori o parlare con amici o conoscenti, la fantasia vola. Devo però anche pensare al fatto che ora ho 43 anni appunto e le scelte da fare sono diverse rispetto a quando ne avevo 20».
Prima di salutarci infine, coach Grazzini ci ha tenuto a mandare un saluto speciale a Lorenzo Saccaggi, al momento ancora lontano dai parquet, e un abbraccio a tutti i suoi conoscenti tra Montecatini e Pistoia. «Faccio un grande in bocca al lupo alla famiglia Saccaggi a cui sono legato. Conosco Andrea dai tempi di Omegna e con Lorenzo ci siamo incrociati decine di volte. Spero di rivederlo presto in campo, un derby con lui in campo avrebbe avuto un sapore decisamente diverso. Un abbraccio anche a tutte le persone a cui voglio bene di entrambe le squadre. Spero sia per voi un derby ricco di emozioni».

