Il passo indietro tra l’amichevole con la Fortitudo ed il derby con La T Gema indica che il lavoro è solo all’inizio in casa Pistoia
Un sapore così amaro, da queste parti, non si avvertiva da più di due decenni. Nella serata di Bardalone la Lumos Pistoia si è ritrovata a dover convivere con la sensazione di venir battuta da una squadra rappresentante la nemica Montecatini e, anche se questo era un derby amichevole preludio di quelli ufficiali che avranno luogo l’8 novembre ed il 21 febbraio prossimo, nei volti di giocatori e tifosi un po’ di delusione si è intravista. Una delusione che però non può prendere il sopravvento, avrebbe zero senso se ciò accadesse ora che non siamo nemmeno alle battute iniziali della stagione. È il primo schiaffone ricevuto dai ragazzi di coach Ciani: che lezione potrebbe lasciare per il futuro?
IL RIASSUNTO DELLA SERATA
La nota positiva principale (ma forse anche l’unica degna di nota) è stato l’avvio di partita, con i biancorossi subito sul pezzo mettendo fra sé e La T Tecnica Gema un buon margine di punti. Nel primo quarto infatti Pistoia sembra reggere degnamente l’alta intensità messa in campo dai rivali, imponendola a sua volta nella metà campo offensiva. Buono l’impatto di Bettiol, Pollone ben presente in tutto il campo e canestri di grande importanza (più da un punto di vista morale che di risultato) per Novori e Filloy. Già nel secondo quarto però la luce ha iniziato a spegnersi, con l’aggregato italo-argentino unico in grado di far male in attacco. Da qui in avanti sarà sempre più chiara la differenza di attitudine tra una La T Gema che ha approcciato l’amichevole come se fosse già campionato ed una Pistoia troppo discontinua e fumosa per tutto l’arco dell’incontro.
In molteplici situazioni la difesa di coach Andreazza ha messo una pressione enorme sui portatori di palla pistoiesi, portandoli a non riuscire a combinare quanto sperato; invece dall’altra parte questo tipo di aggressività si è visto solo a sprazzi e non è bastato. Pistoia ha provato a riaccendersi ad inizio terzo e quarto quarto, più una fiammata importante a 3’ dalla fine che aveva riportato Saccaggi e soci dal -16 al -5. Alla fine però semplicemente ha vinto il gruppo che in questo momento è maggiormente squadra. La T Gema è già ad un buon punto dal punto di vista della coesione e dell’intesa nell’attuazione degli schemi, Pistoia in questo momento no. E’ un ritardo nella costruzione dell’insieme che, dopo due settimane di lavoro e ad un mese dall’inizio del campionato, è assolutamente fisiologico e che dà l’idea di quanta strada ci sia da fare in palestra nei prossimi giorni.
GLI ASPETTI SU CUI LAVORARE
Coach Ciani avrà molto da fare in vista anche semplicemente del Trofeo Lovari di prossima settimana, dove troverà in semifinale una corazzata Libertas Livorno (ieri vincente 77-63 contro gli Herons Montecatini) colpita duramente dalla recente scomparsa del suo presidente Marco Benvenuti. Primo aspetto, innescare gli americani. Qualcosa di rassicurante si era visto a Bologna; invece in quel di Bardalone c’è stato un passettino indietro per Walker, che con classe ed esperienza se l’è comunque cavata con 13 punti, ed Ajayi, il più in difficoltà di tutti nel crearsi spazio per il suo gioco ed i suoi canestri. Anche qui, niente panico se il paragone con il connazionale termale Barnett sia risultato eloquente. Lo stesso tecnico pistoiese ha ribadito nel post-gara ai nostri microfoni di come la necessità, non solo per i due stranieri ma per tutto il gruppo, sia quello di mettere in pratica le ‘piccole cose’ utili per la squadra senza strafare individualmente: per quello ci sarà tempo più avanti.
Consiglio che riguarda anche la messa a punto del sistema difensivo, che stando agli annunci degli scorsi giorni dovrebbe diventare l’arma principale della squadra. In questo senso il dover affrontare nella kermesse di Lucca un avversario in grado di mettere sotto stress la retroguardia biancorossa in misura maggiore rispetto a La T Gema, sia dentro area con Tiby che fuori area con Graves, potrebbe dare tantissime indicazioni in prospettiva. Stress che però hanno già avuto e non poco i lunghi Lumos di fronte al gigante Pellegrino. Bettiol ha contenuto nel limite del possibile la maggiore fisicità, rapidità di piedi e rabbia agonistica del centro 2.13 metri, sono andati molto più in difficoltà tutti gli altri a cominciare da uno Zanotti che poi non è riuscito a farsi trovare pronto (salvo un paio di alzate a canestro) nella metà campo offensiva.
Infine, sul -11 finale ha inciso (anche solo dal punto di vista della matematica oltre che del gioco) il 6/23 da 3 (26% complessivo). La Pistoia 2026/27 non ha nel suo roster specialisti puri del tiro da dietro l’arco lungo ma ha tanti interpreti che, se sono in serata, possono scatenarsi con ferocia (Schina, Walker, Zanotti, Novori, Pollone). Può anche essere una semplice questione di polveri bagnate e di confidenza col canestro da recuperare, eppure fa specie pensare che di quelle sei triple realizzate ben tre portino la firma di un non tesserato. Il buon Filloy è stato essenzialmente impiegato da coach Ciani con il compito di impersonificare l’assente Mouaha (che proprio oggi ha terminato l’ultima fatica della finestra per nazionali col suo Camerun e a breve rientrerà in Toscana), però quel 100% da 3 ha fatto sussultare il PalaPertini. Forse più di un tifoso sarà tornato a pensare ‘perché non lo firmiamo?’, dilemma del quale però già sappiamo la soluzione. Il d.s. Sartori si è già espresso sull’impossibilità, nei termini imposti dal regolamento, di poter riportare l’ex-capitano a Pistoia e non ci dovrebbero essere ripensamenti o nuove manovre di alcunché tipo. Il cantiere Lumos Pistoia resta però apertissimo e gli operai hanno diversi piani da ultimare prima di finire la costruzione.

