Il tecnico di Fucecchio firma un’autentica impresa sportiva: squadra giovane, investimenti inferiori alle rivali e un campionato dominato dall’inizio alla fine
Grande festa a Frosinone e grande soddisfazione anche per Massimiliano Alvini. L’ex allenatore della Pistoiese ha centrato uno dei traguardi più importanti della sua carriera, riportando i gialloblù in Serie A al termine di una stagione praticamente perfetta. Il tecnico di Fucecchio ha costruito il successo attraverso il lavoro quotidiano, dando ancora una volta dimostrazione delle sue qualità migliori: organizzazione, cura dei dettagli e capacità di valorizzare i giocatori a disposizione.
La promozione del Frosinone assume ancora più valore osservando i numeri della stagione. La squadra del presidente Stirpe è stata infatti la più giovane dell’intera Serie B, con un’età media di appena 23,4 anni. Un progetto basato su idee precise e su investimenti comunque inferiori rispetto a molte rivali dirette per la promozione. Il direttore sportivo Castagnini ha costruito la rosa con una spesa di 40,8 milioni di euro, meno dei 64 investiti dal Venezia, dei 46 del Monza e anche dei 41 della Sampdoria. Una scelta precisa da parte della famiglia Stirpe, alla guida del club da oltre vent’anni, che ha puntato sulla sostenibilità e sulla crescita dei giovani.
In questo contesto Alvini si è rivelato l’uomo giusto al momento giusto. Il tecnico toscano è riuscito a dare identità alla squadra, creando un gruppo compatto e continuo nel rendimento. Decisivi i 15 gol di Ghedjemis, autore della miglior stagione della sua carriera, e il contributo di Giacomo Calò, fondamentale con i suoi assist. Ma più dei singoli, a impressionare è stato il percorso complessivo del Frosinone. I gialloblù hanno perso soltanto tre partite in tutto il campionato (due contro il Venezia e una contro il Monza) mettendo insieme per ben due volte una striscia di 14 risultati utili consecutivi.



