Giampaolo Pazzini segna al Real Madrid e ringrazia Margine Coperta

Al debutto nella Liga con la maglia del Levante, Giampaolo Pazzini sigla il 2-2 al Real Madrid e ringrazia Margine Coperta per averlo allevato e cresciuto

Non ha mai avuto problemi a fare gol nel corso della sua carriera, eppure farne uno di quelli che contano e “pesanti” al Real Madrid vale sicuramente doppio.

E’ dalla Spagna che, domenica 4 febbraio, è arrivato un sms sul telefono del direttore generale della Polisportiva Margine Coperta, Antonio Bongiorni. Il mittente, fin troppo scontato, era lui: Giampaolo Pazzini, il “Pazzo”.

Cresciuto al centro sportivo “Renzo Brizzi” di via Togliatti, da qui ha spiccato il volo nel calcio professionistico. Mai ha dimenticato le sue radici, mai ha dimenticato la Polisportiva che l’ha scovato, coccolato e cresciuto con un pallone tra i piedi. È diventato un bomber di razza, è diventato il “Pazzo”: 111 reti in Serie A con le maglie di Fiorentina, Inter, Milan e Verona.

Da Margine alla Liga spagnola, acquistato dal Levante. Esordio da sogno nel campionato iberico, a quasi 34 anni, contro il Real Madrid: Giampaolo entra al 77′, e a un minuto dal novantesimo segna il gol che permette alla sua squadra di fermare i blancos sul 2-2. Una favola, una notte indimenticabile.

Subito dopo il match, scrive un sms al direttore generale della Polisportiva, Antonio Bongiorni, il suo (e di tanti altri) talent scout: “Una grande serata, e parte del merito è tuo, di tutta la società. Grazie”.

Poche parole ma dai grandissimi significati. Raggiante Bongiorni: “Sono queste le soddisfazioni che continuano a darti la forza per andare avanti, per lavorare con i giovani e dare il tuo contributo al mondo del calcio – dice il dg – queste soddisfazioni ripagano tutti i sacrifici che abbiamo fatto come società, soprattutto negli ultimi due anni quando le cose non sono andate come dovevano. Adesso siamo in piena ripartenza e i risultati iniziano a vedersi, le nostre squadre hanno preso a carburare, il centro sportivo è tornato un fiore all’occhiello, e c’è grande sinergia con la Juventus per il progetto di sviluppo dell’Academy”.

E poi c’è Giampaolo Pazzini che non dimentica davvero mai da dove è partito.

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