Gli amaranto all’attacco dei fiorentini nei 90′ che valgono il salto in Promozione. E in caso di sconfitta occhio al ripescaggio
Non a tutti capita di poter riscattare o redimere un passaggio a vuoto della propria vita, ancora meno sono coloro ci riescono in tempi brevi. L’Intercomunale Monsummano perse il diritto a partecipare al campionato di Promozione esattamente un anno fa, al termine di una campagna sfortunata per una serie di motivazioni ed episodi non favorevoli. Sono passati dodici mesi ed eccoci qua, alle porte di una finale regionale dei playoff di Prima Categoria che potrebbe restituire il maltolto allo storico sodalizio amaranto. Tra la squadra di mister Panati e la legittimazione della redenzione c’è solo un ultimo ostacolo, il più arduo di tutti, ma non è da escludere che il suo mancato superamento vanifichi il sogno.
Alle ore 16 di domenica 8 giugno, su un manto erboso che è già stato fonte di soddisfazione per Guarisa e soci come quello dello stadio Bellucci di Agliana, sarà l’Audace Galluzzo a contendere il pass diretto per la Promozione. Il cammino che ha permesso alle due formazioni di giungere alla finalissima è piuttosto simile, anche se non identico. Entrambe sono infatti reduci dal secondo posto in regular season, con la forbice sulla terza a far saltare loro i primi due turni, seguito da un percorso netto nella fase regionale dei playoff. In effetti, una volta completata la griglia delle magnifiche sette che si sarebbero contese l’ultimo posto diretto al piano di sopra, già si poteva immaginare un duello tra queste due squadre estremamente forti ed in fiducia. L’unico avversario che pareva in grado di scombinare i pronostici era l’Atletico Lucca, esso però è stato spazzato via in semifinale proprio dai fiorentini con un successo all’inglese. Tutto ciò accadeva negli stessi istanti in cui il Monsummano s’imponeva di misura sul Tegoleto in un match che poteva avere un margine anche più ampio della sola rete firmata da Sali.
DUE PERCORSI MERITEVOLI
Una sfida a distanza dunque, lanciata sul campo e che è proseguito in settimana con la preparazione del match. Un’attesa interminabile che separa il gruppo di mister Panati dalla possibilità di ottenere un pezzettino di storia. Interminabile è stata anche la stagione di Prima Categoria, iniziata ad inizio settembre con la Coppa e che si chiuderà con la finalissima nove mesi dopo. E’ raro vedere una squadra spingersi fino alle porte dell’estate ancora in lotta per un titolo, in questo senso c’è una statistica abbastanza eloquente: nel postcovid nessuna squadra pistoiese si è guadagnata una promozione via playoff in un livello superiore o uguale alla Prima, con l’eccezione della Larcianese ripescata in Eccellenza dodici mesi fa grazie al secondo posto negli spareggi finali.
A proposito di ripescaggi, la fase regionale è valida anche per quello che è il piano B alternativo alla promozione diretta. Per essere quasi certi di usufruirne è necessario chiudere in testa alla classifica di merito, dato che per regolamento sono nove i club che scendono e sette, due in meno, i club che salgono. Qualificandosi alla finale Monsummano e Galluzzo sono certi di essere in pole position per l’ammissione in caso di sconfitta; non significa certo che ciò accadrà al 100% ma la probabilità è estremamente alta.
I valdinievolini meriterebbero il salto per la lista quasi infinita di risultati utili, il talento di un attacco cinico e rapace e per una difesa ordinata ed attenta. Lo meriterebbero però anche i gialloblu di Firenze Sud, se non altro per il modo in cui hanno reagito dopo il duro k.o. per 2-0 nello spareggio promozione contro il Calenzano (avevano chiuso a pari merito il girone C). L’undici di mister Francesco Perini ha tutte le caratteristiche che lo qualificano come top team: qualità, fisicità ed esperienza. Presenta all’interno della propria rosa diversi elementi, soprattutto tra attacco e centrocampo, che hanno avuto un passato in Eccellenza o persino in Serie D. Insomma, non poteva esserci osso più duro; una finale però è una finale e quando se ne gioca una può essere uno solo l’obiettivo, vincere di riffa o di raffa.



