La nuova Prima Categoria 2026/27: così riparte il Casalguidi

Il d.s. Capecchi racconta i nuovi gialloblu, scesi dalla Promozione: «Crescere come squadra sarà il nostro obiettivo principale»

La Prima Categoria Toscana è sempre stata sinonimo di grandi duelli e dopo tre mesi circa di stacco gli appassionati sono tornati finalmente a goderseli. Ci sono però alcune realtà che si erano abituate nell’ultimo periodo a palcoscenici più importanti: il Casalguidi, fino all’anno scorso in Promozione, è una di queste. I gialloblu hanno subito lo shock di una retrocessione all’ultima giornata dopo un’annata tutta in apnea ma, a giudicare dalle mosse svolte in off-season dalla società guidata dalla presidentessa Schifano, non si sono persi d’animo e si sono ripresentati ai nastri di partenza della Prima pronti alla riscossa.

«VOGLIAMO ESSERE UNA SQUADRA DIVERTENTE»

Continuità e rinnovamento. Due componenti che solitamente fanno fatica a stare insieme ma che in questo caso si sono ben accoppiati. Continuità per la scelta di proseguire il progetto con mister Paolacci, fatto rarissimo per una società caduta al piano di sotto, e per aver confermato alcuni pezzi dell’ossatura in Promozione come Puccianti, Robusto e Dani. Rinnovamento per la scelta di cambiare aria in diverse componenti della rosa, nella quale sono giunti giocatori abituati a vincere o segnare con una certa frequenza (es: Spadi, Compagnone, etc). Una ricetta che è stata pensata e messa a punto dal nuovo direttore sportivo Matteo Capecchi, prelevato dall’Atletico Spedalino sempre quest’estate: «La squadra è stata rinnovata per un buon 90% rispetto all’anno scorso – racconta pieno di adrenalina per questo nuovo inizio il dirigente gialloblu – non è stato un lavoro semplice in partenza ma pian pianino siamo riusciti a trovare la quadra e adesso siamo carichi, vogliosi e eccitati di scoprire che tipo di squadra siamo. Anche se ci sentiamo pronti a fare bene, sappiamo che dobbiamo crescere ed amalgamare il gruppo nuovo. Crescere come squadra settimana dopo settimana sarà il nostro obiettivo principale in questa prima fase, sentiamo di essere sulla strada giusta ma non ci poniamo limiti».

Come si intuisce dalle parole lo stesso Capecchi, è stato rispettato il piano descritto con cui il nuovo Casalguidi è stato costruito. Con questo miscuglio previsto di competenze e capacità, il club spera di non pagare lo scotto di un campionato tutto da riscoprire negli avversari, negli equilibri e nelle regole: «Vogliamo essere una squadra divertente, puntando sull’insieme di tanti giovani con qualità che abbiamo preso e di quei 4/5 elementi a cui chiediamo portare in spogliatoio un bagaglio pesante di esperienza. Dovunque sono stato ho sempre adottato questo credo, ovvero quello di creare una squadra molto giovane che possa durare nel tempo crescendo gradualmente. Certamente ci sarà qualche alto e basso ma come società ci faremo trovare pronti sotto ogni tipologia di evenienza. In questo senso il fatto di poter giocare ed allenarci ad Agliana rappresenterà per noi un bel plus, la società ce lo ha messo a disposizione e noi dovremo rendere indietro questo piccolo aiuto che ci hanno dato».

MISSIONE RIVALSA

Fu una sorpresa per alcuni, quando fu reso noto l’annuncio, perché la prassi prevede che un allenatore non venga riconfermato dopo una retrocessione. La società Casalguidi però ha riconosciuto l’ottimo lavoro nonostante le avversità di mister Ivan Paolacci, scommettendo ancora su di lui e sulla fortissima volontà di rivincita verso tutto e tutti mostrata dal tecnico: «Tutti noi conosciamo cosa è successo l’anno scorso – afferma il d.s. Capecchi – la retrocessione è stata molto dolorosa; così in estate abbiamo tirato una riga nera molto spessa sul passato, penso che non dobbiamo stare troppo a guardare agli errori del passato ma concentrarci sul futuro fiduciosi in noi stessi. Ripartiamo insieme a mister Paolacci, è un allenatore giovane alla sua seconda stagione su una panchina ‘senior’ ed è assistito da uno staff tecnico a sua volta molto giovane ma con voglia di fare. La nostra speranza è che il sentimento di rivalsa del mister, che qui è condiviso da tutti, si possa trasformare in rabbia e allo stesso tempo in lucidità per affrontare al meglio questo campionato».

Nel chiedergli in modo più specifico quale target può raggiungere la formazione gialloblu, Capecchi, ex tra le altre di Aglianese (dove ha allenato di persona ai tempi della D) ed Amici Miei, si mantiene realista e concentrato sulla road-map improntata. Atteggiamento motivato dalla tanta qualità di un girone B che il d.s. sa essere pieno di insidie in ogni dove: «E’ logico che non possiamo porci limiti su dove possiamo arrivare, però sappiamo perfettamente che la maggior parte delle avversarie si è ben attrezzata in estate. Ancora dobbiamo conoscere per bene tutte le altre squadre ma, basandoci su nomi e risultati dell’anno scorso, non ho dubbi sul fatto che sia le pratesi che le pistoiesi e le pisane siano competitive. Solo più avanti nel corso della stagione potremo scoprire chi ha creato la corazzata da alta classifica, nel frattempo noi avremo da dare battaglia su ogni campo e scoprire mano a mano cosa possiamo diventare. Sarà un campionato bello ed equilibrato con squadre molto forti».


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