La vittoria di chi non ha mai avuto paura: così La T Gema ha riportato Montecatini in A2

Il racconto di una stagione storica, nella quale i tanti ostacoli non hanno impedito ad un gruppo unito di raggiungere lo scopo

In quel fatidico attimo in cui la sirena conclusiva di Gara-5 è risuonata nella notte romana decretando il compimento del sogno proibito, si sono racchiuse infinite emozioni. L’euforia e la corsa in campo a perdifiato dei giocatori, gli undici eroi che hanno tramutato tutti gli sforzi ed i sacrifici in gloria eterna. Gli abbracci e le lacrime dello staff tecnico; finalmente la liberazione per chi ha lavorato non stop per mesi e mesi a testa bassa, reggendo alla pressione e trasmettendo perfettamente la propria dedizione ed ambizione allo spogliatoio. I salti di gioia di società e dirigenza; un gruppo di persone che partendo dagli inferi della C Regionale è andato in crescendo di anno in anno nei numeri e nella qualità, attraendo ed ottimizzando al meglio risorse economiche ed umane. L’urlo e la commozione dei pochi ed irriducibili tifosi ammessi al PalaTiziano, loro che ci sono sempre stati anche nelle condizioni più improbabili e che non hanno mai smesso di incitare o credere per un attimo che la propria squadra fosse destinata a qualcosa di grande.

La promozione in Serie A2 de La T Tecnica Gema Montecatini è stato tutto questo e tanto altro. E’ il fulmine che squarcia il cielo stellato della pallacanestro toscana; un firmamento al quale le stelle non sono mai mancate, anche se da tempo una delle più grandi e potenti bramava di poter tornare a splendere come nel glorioso passato. Giovedì 18 maggio 2026 la città di Montecatini, ed in generale la Valdinievole tutta, ha premuto il tasto stop su un quasi-ventennio di beffe, fallimenti (sportivi e non), ostacoli, divisioni, invidie e tanti altri tipo di delusioni. Lo ha fatto con una partita che riassume benissimo la volontà di non mollare e di credere in sé stessi da parte dei ragazzi di coach Andreazza. Di fronte alla rosa probabilmente più forte del campionato (benché poi la Virtus Roma abbia fallito l’obiettivo promozione) e nonostante una stanchezza fisica dilagante dovuta a dieci mesi di attività senza sosta, La T Gema è rimasta aggrappata alla partita con le unghie per poi trovare nel finale energie supplementari che solo esseri umani con gli attributi veri riescono a tirare fuori.

E DIRE CHE ALL’INIZIO . . .

Quando a metà terzo quarto D’Alessandro e soci si erano ritrovati sotto di -11 pareva impossibile farcela, la montagna era troppo ripida da scalare. Iniziavano a tornare in mente i momenti salienti della stagione, sia belli che brutti, col rischio che si trasformassero in rimpianti. Le prime difficoltà già in prestagione ad agosto con il grave problema di salute dello sfortunato Peroni, costretto a fermarsi per la mancata idoneità sportiva. Da un evento funesto ne nacque però una gran possibilità, si libera lo spazio in roster per l’approdo di uno straniero forte ed alla presentazione della squadra all’Oratorio Murialdo l’annuncio dell’approdo di ‘Capitan America’ Jackson. Non citiamo questo luogo a caso, prescelto per la festa promozione nemmeno 48 ore dopo l’impresa di Roma: come a dire, il cerchio si è chiuso. Eppure inizialmente il clima ad inizio campionato era sì buono ma non così eccezionale come nelle annate passate. Non era infatti trascorso abbastanza tempo dalla cocente eliminazione ai quarti di playoff contro Mestre, la ferita era troppo profonda per poter essere rimarginata in quattro e quattr’otto.

Secondo voi, con tutta questa enorme pressione interna ed esterna dettata dalla necessità di riscattarsi subito e senza lasciare dubbi, si sarà intimorita la società del presidente Alessandro Lulli e di Paolo Moricci? Da una rosa già top per la categoria ne è nata in sede di mercato una nuova persino rafforzata. Gli arrivi di Fratto, Bargnesi, Strautmanis, Vedovato, Jackson e (in inverno) Isotta, più le conferme di D’Alessandro, Passoni, Burini, Acunzo e Bedin: solo campioni, solo atleti esperti, solo uomini di comprovati valori tecnici e morali. Con tanto ben di Dio a disposizione la partenza però desta un po’ di preoccupazione. Prima palla a due ufficiale ed è KO contro Treviglio in semifinale di Supercoppa, poi parte la regular season e subito punti regalati evitabilissimi in classifica. Ansia per tutti meno che coach Andreazza: è lui la chiave di volta di tutta l’architettura, conosce troppo bene la Serie B Nazionale per non sapere che la condizione e la fiducia vanno costruite settimana dopo settimana. Non a caso da novembre in poi La T Gema cambia volto, ad una serie di vittorie ne segue un’altra ed un’altra ancora.

DALLA COPPA SFUMATA ALLA NOTTE DI ROMA

La rimonta nel girone nord procede spedita fino alle zone alte. Miglior riconoscimento: trionfo contro i cugini Herons sia nel derby d’andata a Lucca che in quello di ritorno a Pistoia. Per qualche giorno i rossoblù vivono pure l’ebbrezza del primo posto; l’arrivo della primavera però si porta dietro stanchezza ed acciacchi, tornano le difficoltà. A marzo la riapertura del PalaTerme attesa per un anno e mezzo viene salutata con la sconfitta contro Piazza Armerina, peggior modo per avvicinarsi ad una Coppa Italia della quale va difeso il titolo. Conquistato il pass per la Final Four di Rimini col secondo posto a metà stagione (non sarebbe mai successo senza quel canestro di Jackson ad Orzinuovi), adesso possiamo dirlo: c’è mancato davvero poco per il double campionato-Coppa. La semifinale contro Roma preludio di quel che verrà, poi la maledetta bomba di Venucci sulla sirena gela i cuori termali e regala la coccarda tricolore alla Pielle Livorno. Va bene lo stesso, le sensazioni sono ottime e la squadra ha raggiunto la giusta compattezza. A maggio il secondo posto in regular season diviene realtà (miglior piazzamento del club dal ritorno in categoria), in compenso però è stato perso per strada un protagonista fondamentale come Fratto e la sua assenza può pesare moltissimo.

Spaventa anche l’avversario al primo turno. Chiusi aveva terminato all’undicesima posizione il girone sud, eppure per come ha affrontato i play-in pare lei la squadra baciata dal destino. Gli spettri di Fabriano 2024 e Mestre 2025 fanno capolino quando, da un comodo 2-0, la serie passa sul 2-2. L’epilogo amaro è sul punto di concretizzarsi un’altra volta con la San Giobbe avanti di 3 punti a due secondi dalla fine di gara-5. Stavolta però gli dei del basket decidono di no, non si può più ignorare il cuore e la tenacia di La T Gema; un percorso retto, volto sempre alla crescita ed allo spirito del sacrificio, merita di venir premiato. Quella tripla dall’angolo di Jackson, già entrata di diritto nella storia dello sport di Montecatini, ha forse ha fatto credere a molti che sì, questo poteva davvero essere l’anno giusto per andare in A2.

Ribaltata Chiusi in over-time e gestita con efficacia la mortifera pericolosità di Treviglio (anche qui successo per 3-2), si aprono finalmente le porte della finale. Cliente peggiore di Roma non era possibile avere contro, eppure i capitolini paiono troppo sofferenti la pressione pazzesca di dover raggiungere l’obiettivo mentre La T Gema, per la prima volta sfavorita, viaggia libera e sfrontata. La difesa alla morte e le giocate dei propri campioni Bargnesi, Jackson, Acunzo e Vedovato regalano gara-1 ed il recupero del fattore campo favorevole, in modo da arrivare a gara-4 sul 2-1 in favore davanti al proprio pubblico. Quella che poteva essere la notte di gloria del PalaTerme si trasforma invece nella resurrezione a sorpresa degli avversari e qui il sogno, così vicino, pare traballare pericolosamente. Non ci sarà bisogno però di andare alla finalina delle perdenti: di fronte a oltre 3mila tifosi nemici la storiA si compie in un 18 giugno 2026 che riporta le lancette della pallacanestro termale indietro di 18 anni, all’ultima volta che la città era in Serie A.

IL CONDOTTIERO E LA BANDIERA

La data dell’ultima partita in cadetteria risale al 27 aprile 2008, più di una generazione fa; fu un’inutile vittoria contro Imola che non servì ad evitare la retrocessione. Tra la quell’Agricola Gloria e La T Gema di oggi c’è un trait d’union rappresentato da un uomo, anzi una bandiera intramontabile nello spazio e nel tempo: un Andrea Niccolai allora giocatore e adesso assistente insieme a Lorenzo Guelfi del ‘lider maximo’ della panchina rossoblù Marco Andreazza, colui che ha reso possibile l’impossibile e che usando carota e bastone è entrato nei cuori e nelle menti dei propri ragazzi telecomandandoli al titolo di campioni della B Nazionale. Aveva promesso in caso di vittoria del campionato una bella cassa di Prosecco Dop, dritto dalle sue terre di origine nel Trevigiano. La promessa era doppia: mantenuta sia l’una che l’altra.

L’ultima promozione in Serie A2 registrata dagli annali sportivi è invece datata 2 giugno 2003, allora fu tripudio in casa contro Soresina e, con gli anni d’oro dello Sporting Club ancora freschi nella memoria, l’ambiente non era soggetto a spaccature o ricostruzioni drastiche. Tra l’altro, indovinate? Pure lì Niccolai era in campo. Insieme a lui un giovane Guido Meini, il direttore sportivo che assieme all’amico ed ex-compagno Luca Infante ha formato il duo che prima ha cesellato pezzo dopo pezzo la macchina vincente e poi l’ha alimentata sostenendola ogni secondo in allenamento ed in partita. Il rapporto umano fornito da dirigenza e staff tecnico a chi sta in campo è stato l’ingrediente definitivo, il quid in più che le altre società non hanno avuto e che ha fatto inevitabilmente la differenza tra salire o non salire.

MA IL BELLO VIENE ORA

La festa non vorrebbe mai finire ma, come si suol dire, il bello viene proprio ora. Con La T Gema e la sua impresa la nostra Provincia ripartirà a settembre con due club in Serie A2, il che può solo voler dire una cosa: derby. C’è già attesa per la stesura del calendario, tutti vedono l’ora di sapere quando si tornerà a poter assistere ad un Pistoia-Montecatini. C’è chi era troppo piccolo per ricordarsene, c’è chi non l’ha mai visto e c’è chi non credeva più di vederne mai più un altro, anche se probabilmente non sarà il derby dal clima teso e bollente degli anni Ottanta/Novanta. Di certo in casa Estra avrà fatto piacere aver saputo che l’antico nemico è tornato dopo decenni di letargo a lanciare il guanto di sfida.

L’impressione infatti è che il riaccendersi di questa antica e sentita rivalità possa rappresentare un ‘boost’ impressionante per i due movimenti cestistici, quello pistoiese e quello termale, all’interno di un quadro generale in Toscana che vede tante piazze rifiorire o emergere: le due livornesi tra A2 e B Nazionale, Chiusi, Piombino, le neopromosse in terza divisione Lucca e Siena. In questo quadro della situazione sono presenti anche la Fabo Herons, la quale, una volta smaltita la comprensibile stizza per la promozione dei vicini di casa, ripartirà con la cosiddetta ‘fase due’ del proprio progetto che la porterà a trovare una nuova collocazione nello scacchiere, ed il Dany Quarrata, che sembrava sul punto lasciare la B Nazionale e invece ha detto ‘non lascio, raddoppio’. Impossibile fare previsioni concrete quando siamo ancora agli albori del mercato, eppure qualcosa potremmo già immaginarcelo. La T Gema si è sempre rimboccata le maniche ogni volta che ne ha avuto necessità, lo farà anche al piano di sopra con l’idea di lavorare, più o meno nel silenzio, per provare a sorprendere ancora una volta. Nuove grandi sfide attendono i colori rossoblù: più sono grandi e più sono gradite al club del presidente Lulli e quest’avventura rincorsa per 18 anni dalla città non può che essere la più stimolante di tutte.

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