Lucarelli sì, Lucarelli no: ore di riflessione in casa Pistoiese

Nei prossimi giorni la dirigenza della Pistoiese e il tecnico si incontreranno per definire il futuro e capire se e come ripartire

In casa arancione, la ferita lasciata dalla sconfitta interna contro il Piacenza è ancora apertissima. E non potrebbe essere altrimenti, considerando quanto la Pistoiese fosse arrivata vicina a completare una rincorsa che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile. Nell’immediato post-partita Cristiano Lucarelli aveva chiesto tempo, precisamente “una decina di giorni”, per riflettere, analizzare la stagione e schiarirsi le idee sul futuro. Quei giorni sono passati, ma ad oggi non è ancora chiaro quale decisione abbia maturato l’allenatore livornese, né se ci siano già stati confronti concreti con la dirigenza in vista della prossima stagione. La società, dal momento del ko, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma quel che sembra certo è che a stretto giro di posta, nei prossimi due-tre giorni al massimo, il presidente Iorio tornerà a Pistoia e incontrerà l’amministratore delegato Fondatori e il direttore generale dell’area sportiva Taibi.

Difficile pensare che nel summit non si affronti anche il tema Lucarelli. In quali termini, però, lo scopriremo a breve. Perché il percorso della Pistoiese sotto la nuova guida tecnica va analizzato interamente e in tutte le sue specificità. Da un lato è innegabile che il traine livornese abbia avuto il merito enorme di rivitalizzare una squadra che a dicembre sembrava aver smarrito identità e ambizioni, dall’altro il finale di stagione, con un solo successo in cinque partite, ha lasciato dietro di sé anche alcune riflessioni inevitabili. La Coppa Italia conquistata e la lunga striscia di risultati utili consecutivi, restano risultati importanti, ma la riflessione servirà anche a capire perché siano arrivate le difficoltà proprio nel momento decisivo. Probabilmente uno degli spartiacque del girone di ritorno è stato il pareggio esterno contro il Lentigione.

Una partita che avrebbe potuto rappresentare il definitivo slancio emotivo verso il primo posto e che invece, col senno di poi, sembra aver segnato l’inizio di una fase diversa. Da quel momento qualcosa si è progressivamente incrinato, non soltanto nella squadra ma anche nell’ambiente generale che si respirava attorno al gruppo. Sul campo ci sono state altre due vittorie, seppur non pienamente convincenti, con Sant’Angelo e Crema, seguite da quei due punti in tre partite che hanno tagliato fuori l’Olandesina dalla corsa promozione. Parallelamente, nelle conferenze stampa Lucarelli è apparso più teso, meno sereno nella gestione della pressione e spesso incline a parlare di arbitraggi e condizioni dei campi o a lanciare messaggi pungenti verso gli la federazione e, in alcuni casi, anche verso la società stessa. Emblematico, in tal senso, la frase “in questa categoria siamo dilettanti dentro e fuori dal campo”, pronunciata prima del match col Cittadella Vis Modena.

Dichiarazioni che hanno inevitabilmente fatto riflettere, soprattutto perché pronunciate nella fase più importante della stagione, definita “il campionato due” dallo stesso presidente Iorio. Proprio il tema della gestione emotiva uno degli aspetti che più hanno caratterizzato l’ultimo tratto di stagione della Pistoiese. Una delle regole non scritte del calcio dice che ogni squadra finisca inevitabilmente per assomigliare al proprio allenatore. Nel bene e nel male. La carica, l’intensità e la mentalità trasmesse da Lucarelli hanno avuto un impatto evidente nel rilancio arancione, ma nel finale anche il nervosismo del tecnico è sembrato riflettersi sul gruppo. Silenzi stampa, tensione crescente e alcune “battaglie” verbali hanno accompagnato una squadra apparsa a sua volta sempre meno lucida nei momenti chiave. E i numeri lo confermano: da febbraio a maggio la squadra ha rimediato ben tre rossi diretti, tutti in casa, l’ultimo dei quali ha pesato enormemente sul risultato finale.

Non è un caso tra l’altro che le uniche due sconfitte del girone di ritorno siano arrivate proprio nelle gare dal peso specifico maggiore. E anche contro il Piacenza, al netto degli errori individuali, è sembrato evidente soprattutto il peso della componente emotiva. La Pistoiese aveva a disposizione due risultati su tre eppure è scesa in campo con eccessiva tensione, che ha inevitabilmente inciso sulla lucidità della squadra nei momenti decisivi della semifinale playoff. Anche sul piano tecnico e tattico qualcosa, nelle ultime settimane, si è progressivamente perso. I cambi di modulo e le variazioni dei ruoli hanno restituito l’impressione di una squadra che, proprio sul più bello, stesse inseguendo una nuova identità senza riuscire realmente a trovarla. Se nella prima parte del ritorno la Pistoiese aveva colpito per intensità, organizzazione e qualità del gioco, nelle ultime uscite la benzina nel motore è sembrata progressivamente esaurirsi.

Diversi giocatori sono apparsi fisicamente scarichi (e su questo sarebbe da capire se possono essere imputate responsabilità anche alla preparazione atletica) e il gioco corale si è lentamente trasformato in una ricerca più diretta e frenetica della verticalità, spesso affidata ai lanci lunghi piuttosto che a una costruzione ragionata. Tutto quanto detto non può e non deve cancellare quanto di straordinario fatto da Lucarelli nei suoi cinque mesi sulla panchina della Pistoiese, compreso l’aver riportato entusiasmo e credibilità a una piazza delusa, fatto tutt’altro che scontato, e aver alzato al cielo un trofeo che, col senno di poi, sarebbe davvero valso il ripescaggio. Ma allo stesso tempo è corretto richiamare tutti alle proprie responsabilità, come dev’essere fatto al termine di una stagione sportivamente insufficiente: giocatori, allenatore e società.

Adesso resta da capire quale sarà il futuro. La sensazione è che, in caso di permanenza di Lucarelli, la Pistoiese ripartirebbe da basi tecniche e “ambientali” molto solide ed è un aspetto che anche la società conosce bene. Ma è altrettanto evidente che, per fare l’ultimo e più complicato salto di qualità, qualcosa dovrà essere modificato. Da tutte le parti, compreso, inevitabilmente, Lucarelli stesso.

Redazione PtSport
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