All’età di 94 anni ci ha lasciati Lido Matteoni. Storica figura del calcio nostrano legata ai colori del Ponte Buggianese
di Roberto Grazzini
Con la scomparsa di Lido Matteoni, Ponte Buggianese perde uno dei suoi figli prediletti, fra gli ultimi testimoni di tempi bui ma allo stesso tempo anche dalla rinascita di quella parte rurale della Valdinievole, duramente colpita dal secondo conflitto mondiale.
Se ne è andato con discrezione, dopo breve malattia, senza far rumore quale era suo costume, lui così poco avvezzo ai toni beceri. Ha chiuso all’età di 94 anni un’esistenza piena e gratificante. Ex dipendente comunale, conosciuto ed apprezzato, era uomo dai solidi e sani principi, attaccato alla famiglia, al territorio ed a valori inalienabili quali l’amicizia ed il rispetto. Vide la costruzione del campo sportivo intitolato ai fratelli Banditori, a pochi passi dalla sua abitazione, e fu uno dei primi atleti del posto ad indossare la gloriosa casacca biancorossa e a tenere ben stretta al braccio la fascia di capitano del sodalizio nato nel 1946.
Un incarico speciale del quale era molto orgoglioso il figlio Mirko, attaccante di razza, adesso allenatore del Monsummano ne aveva seguito le orme giocando nei migliori club dilettantistici della regione prima di intraprendere la carriera di tecnico. In tribuna Lido si metteva in disparte, lontano da tutti e soffrendo in silenzio. Mai una parola fuori posto perché dotato di estrema di estrema signorilità sapeva stare nel mondo del calcio. Lascia oltre al figlio Mirco, la moglie Maria, la nipote Simona e l’adorato pronipote Francesco e tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo.



