In MotoGP saltano altri tre GP. Ezpeleta: «Forse via a fine luglio»

La Dorna ha dovuto cancellare ancora tre GP: Germania, Olanda e Finlandia. Ezpeleta inoltre delinea le misure per i team: «Massimo 40 meccanici a team»

Il Covid-19 continua a colpire il calendario della MotoGP 2020. Nella giornata di ieri la Dorna, la società organizzatrice del Mondiale, ha ufficializzato la cancellazione di tre GP, che dunque non avranno speranza di recupero. Gli appuntamenti saltati sono i due storici eventi del Sachsenring in Germania e di Assen in Olanda e del nuovissimo Kymi Ring in Finlandia, che sarebbe tornata in calendario dopo 38 anni.

Particolarmente simbolica la rinuncia olandese, poiché Assen era sempre stata presente nel Mondiale fin dalla prima edizione nel 1949. Un fatto che si può ben associare alla cancellazione del GP di Monaco in F1 e di Wimbledon nel tennis. Il via teorico della MotoGP potrebbe essere a questo punto il GP della Repubblica Ceca ad agosto, ma Carmelo Ezpeleta auspica di poter iniziare prima.

Il manager spagnolo ha infatti dichiarato: «La nostra idea ad oggi è iniziare a fine luglio. Dove e quando è ancora da decidere. Di sicuro il nostro programma iniziale è cominciare in Europa e correre dalla fine di luglio a novembre e vedere poi che succede. Nella peggiore delle ipotesi avremo un Mondiale composto da 10-12 gare».

Ezpeleta ha inoltre illustrato le modalità con cui i team prepareranno le trasferte: «Normalmente in media avremmo 1600 persone a gara. Perciò siamo arrivati ad un accordo per cui ogni team ufficiale di MotoGP potrà avere un massimo di 40 elementi, 25 per i team satellite o indipendenti, 20 per le squadre di Moto2 e 15 per quelle di Moto3». Quasi scontato che gli eventi, così come succederà in F1, saranno a porte chiuse. A meno che non succeda il miracolo che tutto il mondo vorrebbe: un vaccino o una cura per questo dannato morbo.

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.


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