Pistoia Basket, cadere per rialzarsi più belli e forti di prima

Il Pistoia Basket riscatta l’ultima delusione e saluta il 2021 col botto. Una vittoria all’insegna dello spettacolo e del dominio fisico

L’occasione di rifarsi era troppo ghiotta e il Pistoia Basket non se l’è fatta scappare. Così assieme alla vittoria con Capo d’Orlando e alla conseguente qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia, la GTG si prende anche la soddisfazione del riscatto. La gioia di aver dimostrato a sé stessa che la squadra deludente battuta da Orzinuovi domenica è stata solo un triste e infedele ologramma di quella vista tutte le altre volte, dunque quella vera. Nonostante un avvio un po’ contratto, stavolta con i siciliani va tutto per il meglio. Per l’appunto, ciò che non va si concentra soprattutto nella prima frazione. Qualche leggerezza in difesa, specie in area. Parecchi palloni buttati via (in tutto 19), non solo in apertura ma anche dopo. Però dai minuti immediatamente precedenti il decimo in poi, il gruppo si compatta e gioca sul serio, in un sinolo di spettacolo e fisicità.

LA BELLEZZA ASSIEME ALL’EFFICACIA

È abbastanza pacifico che per vincere le partite non serva dare vita sul parquet alle sculture del Canova o del Bernini. Allo stesso tempo, è impossibile restare impassibili di fronte a chi sa rendere la pallacanestro poesia in movimento. Pistoia, da piazza storica e blasonata, di giocatori belli da vedere ne ha avuti parecchi. Ognuno giustamente avrà i suoi preferiti. Per esempio, per non andare troppo indietro nel tempo, il DeShawn Sims dell’anno scorso aveva dei lampi da ballerino mica da ridere. Ecco certe volte anche i due attuali americani diventano un tutt’uno con la palla, inventandosi azioni tutte da ammirare. Lo stile di Utomi nel tiro piazzato, gli assoli di Johnson in uno contro uno dal palleggio. Esecuzioni e fantasie, armonia allo stato puro.

Roba che ogni bambino o ragazzino pistoiese appassionato di basket dovrebbe poter osservare dal vivo al PalaCarrara e portarsi a casa, oltre alle altre gesta di vario genere. Peraltro, è un bello non sterile ma efficace. Non è esercizio fine a sé stesso, bensì funzionale alla realizzazione. Vale naturalmente per tutti, non solo per i due migliori marcatori. Doveroso il richiamo alle medie da sballo messe a referto dal Pistoia Basket con l’Infodrive: 23/37 da due per il 62%, 8/18 da tre (con 4/4 di Utomi) per il 44%. Mani sicuramente morbide e calde, ma ancor prima ben servite. Tanti passaggi, ribaltamenti di lato, dentro-fuori, penetra e scarica, extra-pass. Insomma, un attacco che funziona a meraviglia e che (si) diverte.

SENZA TRASCURARE LA SOSTANZA

Nella prova della GTG c’è anche sostanza e in misura abbondante. All’intervallo sono i biancoblù a condurre la lotta a rimbalzo per 15-18, forti dell’ottima media stagionale (secondi nel girone verde per rimbalzi d’attacco con 12,1 possessi aggiuntivi a partita). Tuttavia nella ripresa i biancorossi invertono il trend e grazie anche ad alcuni adeguamenti difensivi fanno man bassa di carambole (25-11 per il 40-29 finale). A proposito di adeguamenti, fondamentale come sottolineato dallo stesso coach Brienza il lavoro svolto da Magro in fase di contenimento sui pick and roll avversari. Lavoro individuale che s’inscrive nel solco di un sistema difensivo tornato a risplendere.

La qualità e l’attenzione nei cambi difensivi non sono minimamente paragonabili a quelle di domenica scorsa, decisamente più scarse. Difendono forte tutti, compreso Johnson che è l’attaccante di punta. Segnali che non sfuggono di certo a capitan Della Rosa, che nel post gara ha speso parole al miele proprio per Jazz e Utomi, riconoscendo loro il ruolo di traino e di esempio anche per gli altri. Il Della coglie l’occasione anche per chiamare la città a raccolta, sperando che con l’anno nuovo quanto fatto vedere da questo Pistoia Basket possa rinfoltire il pubblico del PalaCarrara. Anche perché tra giocate in punta di fioretto, atletismo e grinta, a guardare i biancorossi non ci si annoia facilmente.

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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