Pistoia in A1, Meini e la promozione di 10 anni fa: «Ricordi indelebili»

Il playmaker di quel Pistoia Basket promosso in A nel 2013 afferma: «I segreti?Coesione del gruppo e disponibilità al sacrificio»

«La promozione in Serie A di 10 anni fa? Sono i ricordi più indelebili di una carriera poiché legati a risultati così importanti. In una piazza con questo seguito e questa passione poi tutto si amplifica. Per quanto mi riguarda questi ricordi sono bellissimi ma ancor di più mi fa piacere aver visto i ragazzi di oggi compiere lo stesso percorso. Sono legato a Della Rosa e Saccaggi per l’ambiente pistoiese, ho giocato con Magro a Venezia e con Benetti a Roma. Ho più di un motivo per essere partecipe ancora oggi». Parola di Guido Meini, playmaker titolare di quella Giorgio Tesi Group Pistoia che il 22 giugno 2013 centrava il salto di categoria nel massimo campionato battendo in gara 5 Brescia.

Un’emozione incredibile per Meini, l’unico giocatore in grado di mettere d’accordo piazze sportivamente nemiche come Montecatini e Pistoia. Ma quali sono stati i segreti del successo della formazione allenata allora da Paolo Moretti?«La difesa e la forza del gruppo sono due ingredienti fondamentali. Coesione, unità, disponibilità al sacrificio e banalmente segnare un canestro più degli altri. Guardando indietro ad un gruppo che è stato vincente ci si accorge poi che le qualità tecniche ci sono. Ci vuole un equilibrio su tutti i fattori per vincere. Alcuni sono programmabili altri come la chimica non hai garanzie fino a che non crei un nucleo».

Nucleo di cui faceva parte anche Lorenzo Saccaggi.«Ha fatto il bis. Continuo a dire che Sacca è uno di quei giocatori sottovalutati da tanti – afferma Meini – Fortunatamente non da Pistoia e dalla società che invece credo, per come ha lavorato in questi anni, abbia ampiamente dimostrato di poter affrontare anche uno scalino ostico come la Serie A». Certamente è quello che si augura una piazza che sentendo il profumo di Serie A ha riscoperto l’entusiasmo e la passione per la palla a spicchi.

«Un seguito così caldo fa parte del DNA della tifoseria di Pistoia, dell’ambiente e della piazza. Non credo inoltre sia un caso che lo sponsor, Giorgio Tesi Group, sia lo stesso oggi come allora. Non è solo un’azienda a supporto di una società ma una famiglia che accoglie i giocatori e contribuisce alla creazione di un gruppo – racconta l’ex play biancorosso – I risultati parlano da soli, non serve sia a dirlo. Penso ad altri dirigenti come Antonio Caso, così come gli altri presenti anche dieci anni fa. Spesso il tifoso è umorale, incontentabile, guarda più alla squadra. Quando si raggiungono questi risultati però il merito è di tutti, non solo di chi va in campo».

Redazione PtSport
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