Da Corazza al ritorno di Luperini, passando per Motti e Contini: il mercato ha consegnato al tecnico una rosa di spessore. Ora tocca al Melani
Il tempo delle prove è finito. Dei carichi di lavoro, degli esperimenti tattici, dei risultati da prendere con le molle e delle indicazioni più o meno positive arrivate dalle amichevoli. Domenica alle 16, contro lo Scandicci, comincia ufficialmente la stagione della Pistoiese di Pierpaolo Bisoli. È Coppa Italia, non ancora campionato, ma per la prima volta ci saranno in palio qualificazione e risultato. E soprattutto ci sarà il Melani. Sarà la prima vera occasione per vedere all’opera una Pistoiese profondamente rinnovata nelle ambizioni e nei protagonisti. Una squadra che durante l’estate ha acceso progressivamente l’entusiasmo della piazza e alla quale, proprio sul rettilineo finale del mercato, la società ha regalato un’altra pedina che fino a pochissimo tempo fa sembrava difficilmente immaginabile per la Serie D: Gregorio Luperini.
L’ultima bomba di un mercato nel quale Massimo Taibi non si è certo risparmiato. Prima Motti e Contini, poi soprattutto il Joker Simone Corazza, giocatore che non ha bisogno di presentazioni per curriculum e gol segnati tra i professionisti. Adesso Luperini, ex capitano arancione, tornato a Pistoia dopo un percorso che lo ha portato a giocare anche in Serie B. Se Corazza aveva rappresentato il colpo capace di certificare le intenzioni della società, Luperini è probabilmente quello che completa il quadro. Non soltanto per il suo valore, ma per ciò che può dare tatticamente a Bisoli: inserimenti, dinamismo, esperienza e gol da centrocampo. Taibi lo ha detto chiaramente: con il suo arrivo si chiude il cerchio e il 4-3-3 diventa una soluzione ancora più percorribile.
E allora, inevitabilmente, cresce anche la curiosità. Perché una cosa è leggere i nomi sulla carta, un’altra è vederli insieme quando la partita comincia a pesare. Bisoli ha avuto settimane per conoscere la squadra, spremerla atleticamente, provarla e anche bacchettarla quando non ha visto quello che voleva. La vittoria con il Carpi aveva acceso subito buone sensazioni, poi sono arrivati successi e prestazioni differenti fino alla sconfitta contro il Siena. Proprio quest’ultima, anziché preoccupare il tecnico, gli ha fornito materiale sul quale lavorare. Da domenica, però, cambia il metro di giudizio. Non servirà pretendere una Pistoiese già perfetta il 30 agosto. Sarebbe poco realistico. Ma sarà lecito aspettarsi di cominciare a riconoscere la squadra di Bisoli: intensità, aggressività, capacità di vincere duelli e seconde palle, quella fame sulla quale l’allenatore ha insistito praticamente dal primo giorno.
E ci sono tanti motivi per andare al Melani anche semplicemente per curiosità. Vedere Corazza con l’arancione addosso in una partita ufficiale. Scoprire come Bisoli farà convivere i tanti uomini a disposizione. Capire quale centrocampo nascerà con l’arrivo di Luperini. Seguire la crescita dei giovani e aspettare il rientro di chi, come Russo e Lorenzo Saporetti, potrà ulteriormente ampliare le possibilità del tecnico. Soprattutto, però, ritrovare la Pistoiese. La risposta della città durante l’estate è già arrivata attraverso gli abbonamenti, che hanno superato il dato della passata stagione. È un segnale importante, forse il più concreto, di quanto attorno agli arancioni sia tornata voglia di esserci. Domenica quell’entusiasmo può trasferirsi dalle tessere ai gradoni del Melani.
Non c’è bisogno di chiedere alla gente cambiali in bianco, né di mettere il silenziatore alle critiche. Quelle fanno parte del calcio e a Pistoia non sono mai mancate. Questa volta basta un motivo molto più semplice per andare allo stadio: vedere finalmente giocare, quando conta, una squadra costruita per provare a vincere. La società sul mercato ha messo sul tavolo nomi, investimenti e ambizione. Bisoli ci ha messo lavoro e richieste precise. La tifoseria ha risposto con numeri importanti. Adesso manca l’ultimo ingrediente. Il pallone al centro, il Melani intorno e la nuova Pistoiese, finalmente, davanti alla sua gente.
