Seconda, nel fango di Chiesanuova vince la Montagna Pistoiese

Un colpo di testa di Petrolini fassicura alla Montagna Pistoiese il quinto successo di fila. Il Chiesanuova esce comunque a testa alta

Al campo “Gaetano Scirea” di Prato era in ballo qualcosa di più dei tre punti: la Montagna Pistoiese aveva la chance di ottenere la quinta vittoria di fila in campionato, la sesta considerando il successo di Coppa sul Pescia. Il Chiesanuova invece coi successi di fila era a quota due e voleva togliersi definitivamente dalle zone basse della classifica. Un match che aveva dunque tante aspettative, ma che meritava senza dubbio un clima atmosferico differente: la pioggia incessante (beffardamente cessata pochi minuti dopo il triplice fischio) ha tolto gran parte dello spettacolo, ma non l’equilibrio.

Pronti via e la Montagna ha seguito la prima regola delle partite su campi zuppi: sfruttare le palle inattive. Al terzo minuto, infatti, capitan Petrolini è saltato più in alto di tutti sul primo corner ottenuto e i ragazzi di Gavinana sono andati in vantaggio. Il Chiesanuova ha accusato un po’ il colpo e non ha trovato grosse chance per il pareggio, mentre la Montagna ha amministrato. Verso la mezz’ora, una mischia in area ospite ha riportato un po’ di verve al match: voleè di Ceni fuori di un niente, e la Montagna ha tirato un sospiro di sollievo. Il sussulto ha risvegliato anche l’attacco, che ha avuto una grossa occasione con Sanno: inserimento concluso però col tiro alto del gambiano. Il primo tempo si è poi spento lì, con qualche protesta del pubblico per alcune chiamate arbitrali discutibili.

Nella ripresa però il Chiesanuova è rientrato carico e dopo tre minuti ha risfiorato il pareggio con un tiro d’esterno di Bardazzi. I ragazzi di Iori hanno però retto, sfruttando gli ottimi piazzamenti dei centrali Somahla e Dami e la sicurezza nelle uscite del portiere Pieri. L’unico a far vacillare costantemente la retroguardia di Gavinana è stato Micheli, esterno tornato quasi un mese fa da un soggiorno lavorativo in Inghilterra. Forse non è un caso che il Chiesanuova si sia svegliato in classifica da quando è tornato lui… E non è per niente un caso che da una sua bellissima girata sia nato un assist per Brini poco prima del 90’, con la palla che però è terminata alta di pochissimo.

I pratesi però non si sono arresi e nel recupero hanno avuto una nitidissima chance con Ceni in mischia. Il suo destro è stato però preda del miracolo di Pieri, divenuto uomo partita con un intervento degno del miglior Handanovic (stesso sponsor tecnico). Poco dopo ecco il triplice fischio: dopo tanta pioggia e tanta sofferenza, la Montagna ha ottenuto il quinto trionfo di seguito.

Il Chiesanuova esce comunque a testa alta. «Non meritano la classifica che hanno – ha detto coach Iori – oggi avevamo diversi infortunati e il maltempo non ci ha dato una mano. Siamo stati bravissimi a resistere e Pieri ha fatto un intervento da sei punti, come ormai è sua abitudine».

La prossima domenica la Montagna tornerà a Gavinana ed accoglierà un Borgo a Buggiano arrabbiato per la scoppola presa col Pescia. Il Chiesanuova avrà un importantissimo scontro salvezza col Pistoia Calcio, che tanto dirà sulle ambizioni di questa stagione sinora storta. Il tempo per recuperare c’è ancora, basta che le sirene inglesi non richiamino Micheli.

IL TABELLINO DI CHIESANUOVA – MONTAGNA PISTOIESE 0-1

CHIESANUOVA: Mencaroni; Colombo, Ceni, Di Sapio, Caputo A.; Caputo G. (dal 75’ Tesco), Nanni, Baldi (dal 45’ Bardazzi), Micheli; Cristofaro (dal 65’ Nobile), Brini.

MONTAGNA PISTOIESE: Pieri; Prioreschi (dal 55’ Forci), Dami, Somahla, Iori (dall’85’ Bakary); Nesti, Petrolini, Ciacci, Sanno; Tagliafierro (dal 55’ Bibaj), Di Cagno (dal 55’ Gambardella). Allenatore: Iori.

RETE: 3’ Petrolini.

NOTE: Ammoniti: Cristofaro (C) al 19’, Prioreschi (M) al 30’, Ciacci (M) al 35’, Colombo (C) al 66’, Mencaroni (C) al 78’, Dami (M) all’87’.

ARBITRO: Misuri di Firenze.

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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