Seconda, Shtjefni carica il Cintolese: «Col San Niccolò zero timori»

Romealdo Shtjefni ci racconta i suoi primi mesi in Valdinievole: «Qui per mister Avanzati che mi voleva da tanto tempo»

Romealdo Shtjefni è da sempre un protagonista della Seconda Categoria. L’attaccante, che nel recente passato ha vestito le maglie di Ciregliese, Giovani Rossoneri, Seano, Chiesanuova e Montagna Pistoiese, quest’anno si è accasato al Cintolese, dove ha già trovato la via del gol cinque volte fra Girone C e Coppa Toscana. Shtjefni, fantasista di nascita ma sempre più abituato ad agire da falso nueve, ha subito trovato un gran feeling nella sua nuova ciurma, sia per la sua esperienza che per il rapporto, finalmente riallacciato, con mister Marco Avanzati.

UN LUNGO CORTEGGIAMENTO

«Sono venuto a Cintolese – ci racconta il classe 1993 – perché il mister mi cercava da tanto tempo. Con lui avevo vissuto una bellissima esperienza a Cireglio nel 2015. In quell’annata Avanzati subentrò a stagione in corso e vincemmo la Coppa Toscana in Terza Categoria, mentre nella successiva, in Seconda, ci salvammo senza grossi patimenti. Grazie a lui ho segnato più di cinquanta reti in quelle due stagioni». Nonostante le strade non si siano più riallacciate sino alla scorsa estate, i contatti fra Avanzati e Shtjefni erano sempre rimasti caldi. «Ogni anno mi chiamava per sapere se fossi disponibile e in tutte le finestre mercato ha sempre insistito con i suoi diesse per provare ad ingaggiarmi. Alla fine l’occasione si è presentata lo scorso giugno. Alla Montagna mi trovavo bene, però non mi sentivo indispensabile e sapevo che volevano altri profili. Perciò, non appena è arrivata l’offerta del Cintolese, ho accettato subito».   

NUOVO GRUPPO, VECCHI DOVERI

Creare gli automatismi coi nuovi compagni non è stato di certo un lavoro lungo, nonostante i tanti imprevisti nella rosa dei valdinievolini. «Sinora non siamo mai scesi in campo con la formazione ideale – spiega Shtjefni -, eppure siamo secondi. Credo sia la dimostrazione della duttilità del sistema di gioco del mister e del suo modo di preparare le gare. All’occorrenza ho dovuto vestire di nuovo i panni della prima punta di movimento, ruolo in cui non mi sono sentito a mio agio all’inizio, ma l’ho fatto con molta più sicurezza ed anche con ottimi benefici». Merito anche di un rapporto col gruppo che si è cementificato fin dalle prime occasioni. «Siamo un bel mix di giovani ed esperti, l’ideale per una categoria come la Seconda. Ci sentiamo pronti per traguardi importanti, però dobbiamo restare con i piedi per terra».

Essere secondi, con 18 punti dopo nove gare alla vigilia dello scontro diretto con la capolista San Niccolò, è comunque un risultato di tutto rispetto. «In ogni reparto abbiamo tanti ragazzi in gamba e non abbiamo fatto fatica a trovare la giusta coesione. In particolare sono rimasto sorpreso da Bizzarri, per me uno dei più forti terzini del campionato, e da Stefano Benvenuti, che è sempre attento in difesa ed è bravo anche ad impostare. In attacco – prosegue Shtjefni – ho trovato subito una bella alchimia con Giannini e Niccolai, che mi ha sempre incuriosito ogni volta che lo trovavo come avversario. Inoltre, non abbiamo ancora avuto totalmente a disposizione Daniele Benvenuti ed il figlio del mister, Francesco, il quale ha un’esperienza sconfinata e sa benissimo come si vince. Ritrovarli sarà di certo un ulteriore passo avanti».

GUAI A PERDERE IL PASSO

Avere un organico al completo ed aperto a qualsiasi soluzione può essere un’ottima arma per farsi largo in un equilibratissimo Girone C. «Già dopo nove giornate c’è una classifica molto corta. Non a caso se domenica perdiamo rischiamo di passare dal secondo all’ottavo posto in un amen. Non esistono partite facili e noi dovremo essere bravi a prepararle tutte al meglio. Chiaramente non si possono azzeccare tutte, ma sono le sfide sulla carta più semplici che fanno la differenza. Tante volte ho visto arrivare dietro chi aveva vinto quasi tutti gli scontri diretti ma aveva fatto pochi punti con le squadre di bassa classifica».

Proprio il primo scontro diretto con la capolista, il San Niccolò di mister Federico Giusti, può essere il vero crocevia della stagione? Shtjefni non ha dubbi: «Ancora è presto, tuttavia, visto il vantaggio che hanno accumulato, è un confronto delicato. Per vincere non dovremo entrare in campo intimoriti o con la paura che ci possano essere imprevisti , considerando che domenica il rischio pioggia è alto. Dovremo concentrarci sulla nostra abilità di giocare palla a terra e di cercare subito la verticalità. Loro comunque li temo sui piani dell’esperienza e del fisico, su cui sono certamente fra i migliori. Per quanto riguarda l’organico, invece, so cosa possono dare i miei compagni di lunga data Matteini e Nieri. Ai Giovani Rossoneri con mister Ermini ho avuto più d’una prova delle loro abilità. Mi è profondamente dispiaciuto per i loro guai fisici delle ultime stagioni: in un campionato come il nostro possono fare la differenza e sono contento che siano tornati in forma».

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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