Il Trofeo Maestrelli 2018 va a Maurizio Sarri

Il Trofeo Maestrelli 2018, dedicato alla memoria dell’allenatore che portò al suo primo scudetto la Lazio nel 1974, è un appuntamento ormai fisso per Montecatini che lo ospita e lo esalta da anni. Nell’albo d’oro della manifestazione figurano tecnici come Donadoni, Ventura, Montella, Mazzarri, Conte e Allegri. Nella trentacinquesima edizione, oltre a mister Maurizio Sarri, sono stati premiati anche l’allenatore dell’Inter, Stefano Vecchi, quale miglior tecnico del settore giovanile, il direttore sportivo della Juventus Fabio Paratici, l’arbitro internazionale, Luca Banti e il vicedirettore di SkySport24, Matteo Marani. Altri premi del Trofeo Maestrelli sono andati anche al presidente dell’Atalanta, Antonio Percassi, così come al giocatore del Monaco, Pietro Pellegri, entrambi però non presenti alla serata.

MAESTRELLI 2018: SARRI RICORDA ASTORI

Sul palco, al momento delle premiazioni, il tecnico del Napoli ormai a suo agio con la platea e con la serata si è lasciato andare ad alcune confessioni, raccontando con piacere le sue origini e di come fosse stato vicino a diventare l’allenatore del Milan. “Sono nato a ottocento metri dal San Paolo. Da bambino ero tifoso del Napoli, credevo che ognuno dovesse fare il tifo per la squadra della città dove è nato. Gli zii erano tutti della Fiorentina, mi hanno trascinato a vederla e ora non è una squadra normale per me, chiaramente. Poi dopo cinquanta anni sono arrivato ad allenare a Napoli, qui si respira calcio, si vive calcio, l’umore ed a volte anche il meteo dipende da cosa ha fatto la squadra. Il Milan? Ai tempi di Empoli ricevetti una chiamata da Galliani, il giorno dopo parlai con Carli e mi disse che potevo andare. Ci parlai due volte, la seconda volta Galliani mi disse che mancava solo il benestare di Berlusconi, ma che ero il nuovo allenatore del Milan. Non andò così. Scudetto? Facciamo il possibile, il primo anno abbiamo fatto 83 punti, poi hanno pagato la clausola di Higuain e ne abbiamo fatti 86 punti. Ora siamo a 73 e dobbiamo pensare solo a farne più di 86 per essere quello più forte come punti, poi con 87 vedremo cosa possiamo fare in più. Dobbiamo vivere senza complessi, con follia, per vincere la singola partita senza pensieri. Se diventiamo pesanti di testa non abbiamo più possibilità”. Chissà che il Trofeo Maestrelli, dopo essere riuscito a far mettere giacca e cravatta a Sarri, non riesca a fare anche un altro miracolo, portando fortuna al tecnico e alla squadra campana nell’avvincente lotta per lo Scudetto.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.


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