Il Trofeo Maestrelli 2018 va a Maurizio Sarri

Oltre al tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, al Maestrelli 2018 sono stati premiati anche l’allenatore dell’Inter primavera Stefano Vecchi e il direttore sportivo della Juventus Fabio Paratici. La cerimonia nella splendida cornice del teatro Verdi di Montecatini

Il Teatro Verdi di Montecatini Terme ha fatto da cornice alla serata di gala in cui sono stati assegnati i premi per la 35° edizione del Trofeo Maestrelli. L’evento, che ha visto la partecipazione di molti personaggi del mondo del pallone e anche del calcio valdinievolino, si è svolto in un clima di grande festa, con la cena e le premiazioni che hanno allietato una serata divertente e ricca di spunti. Sicuramente questa edizione del Trofeo Maestrelli rimarrà nella storia per l’impresa eccezionale di aver fatto indossare giacca e cravatta a Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, solitamente poco avvezzo a formalismi di immagine e più a suo agio in tuta.

LA VIDEO INTERVISTA A MAURIZIO SARRI

Il tecnico dei partenopei, presente alla serata per ritirare il premio come miglior allenatore, non si è negato ai microfoni dei giornalisti presenti, rispondendo alle domande e raccontando alcuni retroscena curiosi. “Questo è un premio ambito e fa veramente piacere riceverlo, anche per il nome che porta. E’ veramente bello essere qui a Montecatini per ritirarlo”. Il mister in particolare ha parlato del suo contratto spiegando come questo sia un falso problema perché “il contratto c’è e bisognerà capire solo se ci sono tutte le condizioni, il pubblico di Napoli è grande, se non riuscirò a dare il 100% farò un passo indietro, altrimenti si potrà andare avanti. Quattro anni fa ero in serie B quindi non riesco ad essere preoccupato per il mio futuro”. L’ex allenatore dell’Empoli ha poi fatto il punto sulla lotta per lo Scudetto e sul duello con la Juventus che sta animando la Serie A. “Non si può dire che lo scontro diretto sarà decisivo, bisogna prima vedere come arriveremo a quella partita. Anche giocare contro una squadra che gioca per la salvezza diventa difficile. Un caffè con Allegri? L’ho preso anche in passato, non vedo quale sia il problema”. Inevitabile poi finire con il parlare di Davide Astori e della sua morte. Un lutto, quello del capitano della Fiorentina, che ha toccato tutto il mondo del pallone e che ha colpito profondamente anche Maurizio Sarri. “Doveva venire da noi ma ci furono problemi legati ai diritti d’immagine. Lui mi spiegò i motivi per cui non poteva venire, poi dopo ogni partita contro a fine gara veniva nel mio spogliatoio e parlavamo cinque minuti. Mi ha sempre dato l’impressione di un ragazzo straordinario”.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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