Ciampi era nato a Maresca nel febbraio 1932. Ha vinto due Firenze – Viareggio, come dilettante, e due tappe al Giro d’Italia
Ci ha lasciato Silvano Ciampi, grande orgoglio di Maresca e di San Marcello. Silvano, ciclista attivo negli anni ’50 e ’60, aveva compiuto 90 anni solo pochi mesi fa. La Redazione di Pistoia Sport porge le più sentite condoglianze ai familiari.
GLI INIZI DA PREDESTINATO DI CIAMPI
Ciampi era nato a Maresca il 22 febbraio 1932. Con l’Italia in piena ricostruzione dal dramma della Seconda Guerra Mondiale, Silvano cominciò a muovere le prime vere pedalate della sua carriera. Capì subito di avere grandi doti da velocista e che le corse in linea prevalentemente pianeggianti sarebbero state il suo pane.
Il Ferragosto 1952, dopo che aveva già colto successi nel pistoiese come una gara a Pescia che amava ricordare sovente, gli regalò la sua prima grande soddisfazione. La settima edizione della classica dei dilettanti e Under 23 Firenze – Viareggio fu infatti sua, col Trofeo Mario Pizzoli a sugellare l’annata. Poi, nonostante vari piazzamenti e vittorie minori, seguirono quattro anni di apprendistato che però si conclusero in maiuscolo.
Nel 1956 Ciampi bissò sia il Viareggio che il Trofeo Pizzoli e poi trionfò in altri due appuntamenti: il GP Industria del Cuoio e delle Pelli di Santa Croce sull’Arno, altra gara che amava ricordare, e la Coppa Lanciotto Ballerini a Campi Bisenzio. L’ottima annata fu il viatico per lo sbarco fra i grandi l’anno successivo, con la Faema.
IL SALTO NEI PRO: LA PRIMA TAPPA AL GIRO
Il battesimo fra i professionisti si rivelò benedetto. Nel 1957 Silvano ottenne infatti quattro vittorie di grande caratura. La prima giunse al Giro del Piemonte, la seconda al Trofeo Matteotti di Pescara. Il terzo sigillo di quella stagione giunse a pochi passi da casa: il GP Industria & Artigianato di Prato. Ultimo successo, in chiusura d’anno, alla Coppa Città di Busto Arsizio.
Il 1958 fu una stagione più magra ma solo nel numero di affermazioni. Ciampi infatti si mise al servizio del grande scalatore lussemburghese Charly Gaul, ma ebbe il tempo di cogliere la prima vittoria di tappa al Giro d’Italia. La giornata di gloria giunse già alla prima settimana, alla sesta frazione, con partenza da Mondovì (Piemonte) e traguardo a Chiavari (Liguria). Per Lorenzo quella fu l’unica vittoria dell’anno e l’ultima in maglia Faema, ma scrisse ufficialmente il suo nome nella gloriosa Corsa Rosa.
LA GRANDE AVVENTURA DI CIAMPI ALLA BIANCHI
Nel 1959 Ciampi cambiò squadra e passò alla storica Bianchi, formazione per cui aveva corso il leggendario Fausto Coppi. Con la nuova squadra partì bene ottenendo il miglior piazzamento della carriera in una classica: l’ottavo posto alla Milano – Sanremo. Subito dopo arrivarono tre successi di grande spessore: il bis al Piemonte, il Giro di Romagna e quello dell’Appennino. Il rapporto con la Bianchi, seppur proficuo, non si rinnovò e allora Silvano passò alla Philco.
L’AVVENTURA ALLA PHILCO E LA VITTORIA A FIRENZE AL GIRO ’61
Con i nuovi colori la magia sembrava essersi arrestata, visto che nel 1960 non giunsero grandi risultati individuali (vinse però il Trofeo Longines, cronoscalata di squadra). Silvano dovette tuttavia attendere un anno per riassaporare il dolce gusto della vittoria in singolo. Al Giro d’Italia 1961 infatti arrivò forse la giornata più memorabile fra i professionisti. Per la quattordicesima tappa, partita da Ancona, il traguardo era fissato a Firenze, praticamente casa sua. Ciampi non se lo fece dire due volte e fu perfetto, cogliendo il secondo ed ultimo successo di tappa alla Corsa Rosa.
IL TRAMONTO CON UN PAIO DI RUGGITI
L’anno si chiuse con altre due vittorie al GP Ciclomotoristico, mentre nel 1962 Silvano portò a casa il Giro di Campania, ultima vittoria della carriera. Ciampi a fine stagione lasciò la Philco per la Springoil, ma in due anni non riuscì mai più a trovare i guizzi giusti, se non nel Città di Empoli del 1964. Terminato il secondo anno con la Springoil, a 32 anni, appese la bici al chiodo.
Non abbandonò comunque mai il ciclismo, visto che passò vari anni come ds nelle società del territorio, fra cui l’Unione Ciclistica Pistoiese per cui aveva percorso i primi chilometri in gara. Forse non ha vinto quanto gli anni da dilettante promettevano, ma Silvano Ciampi ha comunque firmato su tantissime grandi corse del passato e anche del presente. Maresca e tutto il territorio della Montagna Pistoiese lo ricorderanno sempre con affetto e commozione.


