Dopo la retrocessione in Promozione, è tempo di primi bilanci in casa Larcianese, che non ha avuto la forza di tirarsi fuori dai guai di un’annata a dir poco travagliata
Nessuna polemica, nessuna recriminazione, nessun pianto di disperazione. Non poteva essere più stoica la retrocessione in Promozione della Larcianese, che con grande serietà e spirito critico ha accettato il doppio verdetto del campo: prima quello del campionato, che ha visto Pinto e compagni fermarsi al terzultimo posto con soltanto 25 punti, e poi quello decisivo dei playout, che ha visto i viola sconfitti dal Fucecchio per 2-0 al termine di un match non brillante da parte loro.
Giocatori, staff, società e tifosi, tutti sapevano che non sarebbe stata una stagione in discesa e così, infatti, non è mai stata: già a partire dall’estate, quando con un budget ridotto all’osso è stata allestita una squadra giovanissima ed inesperta, sono nate le prime perplessità, avvalorate da un inizio di stagione veramente disastroso, con appena 2 punti raccolti nelle prime sei gare. A questo si è aggiunta una serie quasi interminabile di infortuni che in più occasioni hanno costretto mister Roventini ad attingere alla formazione juniores per poter scendere in campo la domenica: per citare solo un esempio, Domenico Giordano, l’ex Montecatini che doveva far fare il salto di qualità in attacco, è rimasto ai box per circa quattro quinti di stagione.
Nonostante tutto questo, l’ambiente è sempre rimasto compatto, rispondendo ai momenti peggiori con grande spirito, facendo gruppo e sostenendosi a vicenda: quando al 18 febbraio (il giorno della sconfitta di Uliveto Terme per 2-1, ndr) tutto sembrava volgere al peggio, con grande onestà ed altruismo Lorenzo Roventini ha rassegnato le proprie dimissioni da tecnico della Larcianese, in modo da dare una scossa ai ragazzi.
A succedergli sulla panchina viola è stato Armando Traversa, ma la svolta non è mai arrivata: nelle ultime sei gare, sette se si considera anche lo spareggio perso con il Fucecchio, la Larcianese è stata sconfitta ben cinque volte. A poco sono serviti i punti raccolti contro il San Miniato Basso (uno) ed il Gambassi (tre). L’unico rammarico, infatti, è proprio quello di non aver dato una svolta decisiva, almeno in termini di risultati, alla propria stagione: emblematici, sotto questo punto di vista, i due ko rimediati prima con il Ponte nel risolutivo derby di campionato e poi con il Fucecchio in sede di playout. In queste due partite è davvero mancata la cattiveria che serviva per salvarsi.
Detto questo, non è possibile dare colpe a nessuno, meno che mai alla squadra, che dal basso della sua inesperienza ha fatto fin troppo. Purtroppo, come può capitare, la Larcianese è andata incontro ad una stagione sfortunata e non ha avuto le forze per tirarsi fuori dai guai.
Ciò che conta veramente in questi casi, nel calcio come nella vita, è che al di là di tutto si conservi l’unità e la coesione che permette alle cose buone di nascere, crescere e fiorire. Quest’anno è stato sfortunato, è vero, ma non è detto che anche il prossimo sarà lo stesso: bisogna rimanere uniti, farsi forza a vicenda e guardare al futuro con ottimismo. E questa, per fortuna, sembra essere la strada intrapresa dalla Larcianese.



