Un campionato perfetto, una squadra che è cresciuta partita dopo partita e la sconfitta in gara 1 in finale che è stata la svolta
Mai promozione fu più meritata. I ciabattini hanno realizzato un capolavoro soprattutto nei playoff, dopo comunque un’ottima regular season. La squadra di Matteoni ha avuto qualcosa più degli altri: la voglia di vincere. In finale sotto 2-0 (in gara uno quasi umiliati dai padroni di casa) contro la quotata Livorno hanno dato prova che non ci sono sogni irrealizzabili. Hanno raggiunto quasi la perfezione andando a vincere gara 5 sulla sirena in trasferta. Il presidente Stefano Gabrielli spiega come sia stato possibile raggiungere il cielo.
Stefano sei uno che crede nei sogni sportivi?
Beh, chi fa sport, in ogni sua forma, si alimenta e vive per inseguire un sogno sportivo. Personalmente poi mi ritengo un sognatore, non mi abbatto mai di fronte ai problemi e cerco di trovare sempre la soluzione adeguata, forse per deformazione professionale. Del resto come diceva Michael Jordan “i limiti, come spesso le paure, sono spesso soltanto illusioni”
Ci credevi anche sul 2-0 per Livorno?
Io sempre creduto nel nostro staff tecnico e nei nostri ragazzi. Fin dal primo allenamento non abbiamo mai messo pressione alla squadra. Venivamo da una stagione in cui ci eravamo imposti l’auto-esclusione a causa del Covid-19 quindi avevo chiesto al gruppo “solo” l’accesso ai play-off, per cercare di ricreare entusiasmo in tutto l’ambiente e riportare il nostro pubblico al palazzetto. Una volta ottenuto l’accesso ai play-off ho chiesto loro di divertirsi il più possibile. L’allenamento dopo la seconda sconfitta abbiamo fatto una breve riunione, riunione in cui ho visto comunque i ragazzi piuttosto sereni, consci che avrebbero fatto qualcosa in più. Poi c’è stata la profezia di coach Matteoli (assistente allenatore): “Se vinciamo la prossima le vinciamo tutte”. E così è stato.
Qual è stato il segreto di questa serie di finale?
Il gruppo e la gestione dello stesso da parte del nostro staff. Come avrai notato non c’è un giocatore che spicca, non c’è una primadonna, tutti hanno apportato il loro mattoncino. Nelle partite casalinghe poi ha inciso notevolmente il nostro pubblico, un pubblico da tutto esaurito, che ha spinto e caricato i ragazzi in questa magnifica cavalcata
Cosa si prova ad andare in C per 2 punti?
Sai che forza mentale ci vuole per mantenere due punti di vantaggio per 53 secondi? Nel basket 53 secondi sono un’eternità ma i nostri ragazzi hanno difeso alla morte lottando su ogni pallone e forse Livorno è arrivata alle battute finali un po’ stanca e poco lucida. Serie bellissima comunque, degna di categorie superiori.
I punti di forza della squadra nei playoff e nell’arco della stagione?
Il nostro staff tecnico. Ha svolto un lavoro encomiabile fatto di allenamenti sul campo ma anche di analisi video, uno studio approfondito di ogni avversaria. Abbiamo uno staff tecnico di un’altra categoria, decisamente. Ma il discorso lo vorrei allargare anche al settore giovanile, abbiamo 8 tecnici di cui 2 finalisti rispettivamente della serie D (Matteoni) e della C Silver (Rastelli). Di questi 8 ben 5 sono stati formati internamente e anche in questo il nostro responsabile tecnico Davide Matteoni ha svolto un ruolo fondamentale. Abbiamo 4 Istruttori minibasket di cui uno, Marco Innocenti, formatore nazionale. Ah, dimenticavo Andrea Calderaro (che è anche il capitano della prima squadra), è stato selezionato dal Comitato Regionale per il Trofeo Sabatini a cui hanno partecipato solo 6 allenatori di tutta la Toscana. Sono profondamente orgoglioso del nostro staff tecnico.
Quanto alla squadra, mi devo ripetere, il punto di forza è il gruppo. Già dall’estate si è capito che stava nascendo qualcosa: 1) le dimostrazioni di attaccamento alla maglia da parte di quei giocatori che lo scorso anno, quando noi ci eravamo stoppati, avevano continuato l’attività. Infatti sia Navicelli che Giusti (lo scorso anno a Montale in C Gold a Montale) e Soriani (lo scorso anno a Fucecchio in C Silver) hanno scelto di tornare da noi 2) l’inserimento prezioso di Giulio Chiti dalla Virtus Siena. 3) Le conferme tutt’altro che scontate di Maccione e Tesi e Mignanelli (per lui terza promozione in maglia Shoemakers) 4) L’inserimento dei giovani Bornati, Guarducci, Lorenzi, Mema, Parlanti che hanno contribuito a dare intensità negli allenamenti e minuti preziosi in campo. Poi ci sono i due ragazzi che sono più legati al territorio Gabriele Bellini, monsummanese doc, alla seconda promozione in maglia Shoemakers, e capitan Andrea Calderaro, pievarino, che, proprio per motivi di attaccamento alla maglia e al territorio, si sono fatti carico di qualche responsabilità in più. Un gran bel gruppo.
Cosa vuol dire serie C per te e la tua società?
Io e il vice Presidente Marco Malucchi siamo in questa società, in questa squadra da oltre 30 anni. Siamo partiti come gruppo di amici che disputava campionati Uisp, poi l’avventura in Fip, Tre promozioni in otto anni, un settore giovanile fiorente con oltre 250 iscritti. Cosa vuol dire per me? Sono i frutti di un lavoro costante e caparbio di anni e anni. Nel tempo abbiamo avuto la fortuna di circondarsi di nuovi amici, nuovi consiglieri che si sono gettati a capofitto in questa avventura. Io sono fermamente convinto che le cose non accadono mai per caso ma solo grazie a lavoro, lavoro, lavoro. Ho un unico rammarico, che il nostro amico Stefano Vezzani, scomparso lo scorso anno, non sia qui a festeggiare con noi…


