Dopo il silenzio stampa imposto dalla società sono stati alcuni calciatori a parlare coi tifosi dopo la gara persa in casa col Forlì
Un epilogo peggiore non poteva esserci per la Pistoiese, che contro il Forlì ha toccato probabilmente il punto più basso della stagione. Lo 0-2 interno ha messo a nudo gli enormi limiti tecnici e caratteriali della squadra arancione, che ha dominato i primi venti minuti mancando clamorosamente il gol in più circostanze. Il Forlì, trovato il vantaggio grazie al rigore di Ballardini nel finale di prima frazione, ha poi gestito tranquillamente il secondo tempo, con la Pistoiese che mentalmente non è mai rientrata in campo. Dopo il triplice fischio è stata inevitabile la contestazione da parte della tifoseria, proprio mentre la società, i cui massimi esponenti non erano presenti in tribuna, annunciava il silenzio stampa. A fine partita i sostenitori arancioni si sono portati nei pressi degli spogliatoi, sperando di avere un confronto con la società o quanto meno coi calciatori.
Dopo un’attesa di mezz’ora, durante la quale non sono mancati cori di contestazione soprattutto contro Cascione e Rosati, una delegazione di sei calciatori, capitanata da Caponi e completata da Davì, Citro, Benassi, Ortolini e Urbinati ha fatto capolino nei pressi dei cancelli dello stadio. A parlare è stato soprattutto il capitano Andrea Caponi, che a nome della squadra ha fatto mea culpa per il cattivo rendimento della Pistoiese in questo avvio di campionato. I senatori hanno sostenuto fermamente di remare tutti nella stessa direzione e di essere in ottimo feeling col tecnico Emmanuel Cascione, la cui posizione però è necessariamente in dubbio. Il colloquio è durato una decina di minuti, dopodiché i giocatori hanno fatto rientro negli spogliatoi. Vedremo quali saranno, e se ci saranno, prese di posizione dai piani alti arancioni: si prospettano giornate bollenti.



