Il coach della Gtg Pistoia fa il punto: «Copeland mi ha impressionato. Al completo possiamo giocarcela con chiunque»
Nonostante il weekend non ci sia in programma alcuna partita per il Pistoia Basket, i biancorossi stanno continuando ad allenarsi al PalaCarrara in vista dell’appuntamento di domenica 20 novembre in casa di Udine, una delle corazzate del Girone Rosso. Per presentarsi al meglio al PalaCarnera, la capolista momentanea del raggruppamento non sta mollando di un centimetro, sospinta dall’entusiasmo dovuto dall’ottimo momento attraversato e dalla consapevolezza di aver fatto praticamente il massimo in questo avvio di campionato.
«E’ una settimana di allenamenti tipo, fatta eccezione per la mezza giornata di sabato che lascerò libera ai ragazzi – racconta Nicola Brienza attraverso le colonne de La Nazione – L’obiettivo è sempre quello di migliorare, diciamo che nel nostro caso il fuoco arde e anche molto bene, ma per mantenerlo è necessario mettere sempre legna nel camino. Quando parlo di limare qualcosa in difesa e in attacco mi riferisco all’attenzione nelle regole, nei meccanismi difensivi, alla capacità di saper reagire agli imprevisti». A proposito di imprevisti: quello relativo all’addio di Braxton Huggins è già un brutto ricordo, dato che nelle sue prime due uscite in maglia Gtg, Zach Copeland ha mandato ottimi segnali.«Sta andando bene – sottolinea l’allenatore biancorosso – Il suo inserimento e il suo atteggiamento ci stanno permettendo di alzare l’intensità in allenamento. Al di là di togliersi un po’ di ruggine, dovuta al periodo di inattività, è il legno di cui parlavo prima che serve a tenere vivo il fuoco. Contro Mantova, oltre che per i punti segnati, mi ha impressionato per il feeling con i compagni: non pensavo fosse già così alto».
Come in molti non si aspettavano certa una partenza del genere da parte del Pistoia Basket.«Sapevamo che la base di partenza era buona, poi in pre stagione ci sono state tante variabili: dal caso Huggins al fatto d non poter avere subito a disposizione Wheatle, passando per l’infortunio di Saccaggi e per l’arrivo in ritardo di Varnado. Ma quando siamo stati al completo – conclude Brienza – abbiamo capito che potevamo giocarcela con chiunque».


