Seconda, la Montagna passa di rigore: l’Olimpia capitola immeritatamente

Un rigore, assai contestato, permette alla Montagna di tornare al successo dopo due mesi. L’Olimpia, fra emergenza e rabbia, adesso è ultima

A Quarrata sembrava stesse per concludersi la classica partita in cui due squadre in difficoltà si spartivano la posta senza farsi male. Olimpia e Montagna Pistoiese stavano per iniziare il girone di ritorno con un punto che pesava più per i padroni di casa, penultimi nel Girone F dopo cinque kappaò consecutivi, che per gli ospiti, allo stesso tempo a digiuno di vittorie da inizio novembre ma almeno fuori dalla zona playout.

Poi è scoccato il minuto 88 in cui il signor Coverini di Prato ha assegnato, con più d’una perplessità, il rigore decisivo alla Montagna. Una decisione che l’Olimpia, oggi fra campo e panchina con solo 13 elementi disponibili e senza un vero portiere (Vegni ha indossato i guantoni dopo tanto tempo d’inattività), non poteva proprio digerire con calma.

INIZIO IN SORDINA

Chi temeva un copione incentrato sull’attesa e la scolasticità non è rimasto sorpreso. D’altronde i padroni di casa provengono da un 4-2 incassato sul campo de La Querce giunto dopo essere andati avanti 2-0 ed aver fallito almeno due palle gol per il 3-0. I ragazzi di Iori a loro volta hanno raccolto una settimana fa un 2-2 in casa del Prato Nord dopo aver gettato via il doppio vantaggio iniziale. Rimanere quantomeno accorti era perciò prevedibile.

Il pallino del gioco lo tengono gli ospiti, ma i quarratini non si fanno sorprendere ed in ripartenza tengono alta la guardia della difesa biancoazzurra. L’occasione migliore in avvio l’hanno proprio i padroni di casa al 10’ con un inserimento sulla destra di Buonomo, il quale calcia molto bene ma non angola abbastanza: palla sul fondo. Poco dopo la Montagna prova a rispondere con una mischia nella quale sbuca Bibaj: Vegni risponde e poi i compagni di difesa spazzano.

DUE SQUILLI IN CHIUSURA DI PRIMO TEMPO

Il resto della prima frazione di gioco offre ben poco sino allo scadere, quando giungono le migliori occasioni da entrambe le parti. La prima, al 45’, ce l’hanno i ragazzi di Iori: sugli sviluppi di una ripartenza da un corner avversario, Nesti cerca con uno spiovente Bibaj che duella con Giacomelli. Il difensore dell’Olimpia non riesce a controllare il rimbalzo e l’attaccante biancoazzurro lo supera e batte in porta: Vegni riesce a deviare col tallone e palla in corner.

Nel recupero i padroni di casa rispondono con Niccolò Morelli che s’invola su un contropiede e riesce a liberare il destro in area dopo la rimonta disperata della difesa ospite. L’esterno scocca un ottimo tiro col destro ma incrocia troppo: palla sull’esterno della rete. Il primo tempo, coi due squilli finali, si chiude qui.

RIPRESA SOTTOTONO

Il canovaccio rimane inalterato anche nella ripresa. La Montagna mantiene le redini del match senza però trovare la giusta precisione dalla trequarti avversaria in poi. L’Olimpia agisce di rimessa e prova a farsi pericoloso soprattutto sui calci piazzati. In due di questi, fra il 5’ ed il 7’, si sviluppano due mischie sulle quali, più sulla prima che sulla seconda, i ragazzi di Cialdi chiedono il calcio di rigore. Il signor Coverini, che dall’inizio ha mantenuto una gestione “all’inglese”, non li ascolta, così come gli ospiti pochi minuti dopo per un contatto fisico fra Giacomelli e Castelli.

IL FATIDICO MINUTO 88: RIGORE ALLA MONTAGNA E ALL’OLIMPIA SALTANO I NERVI

Si arriva così, senza grandi sussulti se non un tiro centrale per parte, al fatidico 88’. Pare tutto apparecchiato per le reti bianche, ma gli ospiti tentano con Nesti un’imbucata in area sulla destra. Innocenti lo scherma col fisico e il numero 11 va a terra. L’episodio dalla tribuna parrebbe un normale contatto spalla contro spalla, quasi mai punito dall’arbitro oggi, ma Coverini ravvisa un gomito troppo largo del centrale quarratino, più volte accennato nelle seguenti proteste, ed indica il dischetto.

All’Olimpia, complice una riserva della Montagna che entra sul terreno di gioco e va ad abbracciare Nesti, saltano inevitabilmente i nervi. Nel giro di sei minuti vengono espulsi per proteste veementi Rossetti e Giacomelli, che erano già sul taccuino dei cattivi, e Vegni che viene prima redarguito, senza successo, col giallo e poi cacciato. I padroni di casa restano così in otto e senza un portiere di ruolo vista la drammatica emergenza. Sul rigore si presenta tra i pali Buonomo, mentre sul dischetto c’è Bibaj. L’attaccante decide per un rasoterra sull’angolo lontano che il portiere improvvisato non può che vedere gonfiare la rete.

Tanto basta alla Montagna per interrompere il digiuno e riprendere un po’ di distacco dalle zone pericolose del Girone F. All’Olimpia diluvia sul bagnato: oltre che alla sconfitta e alle inevitabili squalifiche, che renderanno ancora più disperata l’emergenza, giunge pure la notizia che il Vinci ha espugnato il campo de La Querce. I giallorossi finiscono così all’ultimo posto per la prima volta in stagione.

IL COMMENTO FINALE

I tre punti sono ossigeno puro per Iori e soci, ma la squadra non è ancora del tutto fuori dalla tempesta. I ritorni degli infortunati Gambardella e Testa potranno aiutare a ritrovare un po’ di rapidità in una manovra apparsa quasi sempre troppo macchinosa. Tuttavia, dopo i molteplici cambiamenti operati sul mercato (le cessioni dei fratelli Zingarello e lo svincolo di Piacentini), a Gavinana non s’illudono. Come confermato da Iori ai nostri microfoni, si cercherà di finire la stagione in maniera tranquilla e poco altro, consci che il destino ed alcune valutazioni sbagliate hanno irrimediabilmente cancellato i sogni di gloria estivi. Tutto sommato, dopo aver vissuto un’immane tragedia come quella di Davide Gavazzi, può anche andare bene così.

Le parole di mister Marco Iori nel post gara

All’Olimpia invece non sanno più a quale santo votarsi. La squadra anch’oggi ha mantenuto bene il campo e non è mai parsa in balia degli avversari. Tuttavia s’è nuovamente ritrovata con un pugno di mosche al triplice fischio. Il rigore, senza dubbio sorprendente visto il metro mantenuto dall’arbitro nel corso del match, avrebbe fatto saltare i nervi a chiunque. Però, come ribadito dalla dirigenza nel dopo gara, con un’emergenza così grave, che il giudice sportivo amplificherà forse per più di un turno, ci voleva comunque più lucidità.

Cialdi contro il Pistoia Nord per l’ennesima volta faticherà a inventarsi la difesa e molto probabilmente, fra problemi di tesseramento dei Juniores ed infortuni, non saprà chi sarà portiere sino a poche ore prima del match. Risalire la china, in un girone così competitivo, già è complicato, figurarsi quando si fatica persino a schierare undici elementi in campo. Il mister avrà davvero bisogno d’ogni briciolo della sua grande esperienza per realizzare una missione che, almeno in questo momento, ha tutte le sembianze del miracolo.  

IL TABELLINO DI OLIMPIA QUARRATA – MONTAGNA PISTOIESE 0-1

Olimpia Q. (4-3-3): Vegni; Russo, Innocenti, Giacomelli, Rossetti; Nannini, Mazzanti (dal 28’ st Vivio), Niccolai; Buonomo, Morelli N. (dal 41’ Ennouti), Morelli P. All.: Cialdi.

Montagna P. (4-4-2): Pieri; Martinelli, Dami, Petrucci, Marrucci; Ferrari J. (dal 28′ st Semini), Bisegna, Petrolini M. (dal 42’ st Coppi), Nesti F.; Bibaj, Castelli. A disposizione: Borsi, Stefani, Iori, Ferrari L., Nesti J., Petrolini A., Pierazzi. All.: Iori.

Marcatori: Bibaj 45+4’ st su rigore.

Note: ammoniti Rossetti al 28′ pt, Bisegna al 4’ st, Giacomelli al 13’ st, Ferrari J al 22’ st, Marrucci al 37’ st, Vegni al 44’ st. Espulsi per doppia ammonizione (proteste) Rossetti al 44’ st, Giacomelli e Vegni al 45’ st.

Recupero: 2’ primo tempo, 7’ secondo. 

Arbitro: Coverini di Prato

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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