Il difensore del San Niccolò è stato sospeso per 20 mesi per una presunta aggressione all’arbitro nel quarto di finale di Coppa Toscana
Il San Niccolò alza la voce dopo il provvedimento comminato a Filippo Maffii. Il difensore, dopo l’espulsione lo scorso 15 febbraio nel quarto di finale di Coppa Toscana contro il Laurenziana perso in modo rocambolesco per 2-1 dalla squadra di Federico Giusti, è stato sospeso sino al 23 ottobre 2024 per aver strattonato l’arbitro in modo violento.
All’indirizzo di Maffii, il bollettino redatto dal Comitato Regionale il 23 febbraio infatti riporta “Espulso per fallo di gioco, al termine della gara cingeva col braccio il collo del D. G., stringendo con moderata forza procurandogli lieve dolore. Contestualmente alzava l’altro braccio minacciando l’Arbitro di colpirlo e rivolgendogli frasi intimidatorie. La sanzione inflitta va considerata ai fini dell’applicazione delle misure amministrative a carico delle società dilettantistiche, deliberate dal Consiglio Federale per prevenire e contrastare tali episodi”.
IL PRESIDENTE DEL SAN NICCOLÒ RACCONTA I FATTI
Una ricostruzione che il San Niccolò, rappresentato dal Presidente Lorenzo Giusti, respinge in toto. «Filippo è stato espulso per doppio giallo in pochi minuti – racconta Giusti, presente in tribuna alla partita lo scorso 15 febbraio –. Dapprima aveva calciato un pallone sulla linea laterale, salvandolo a mio parere, rispedendolo in campo. Tuttavia l’arbitro l’ha giudicata come perdita di tempo e, fra lo stupore di tutti, l’ha ammonito. Successivamente Maffii ha commesso un fallo e ha visto che stava per giungere il secondo cartellino. Nel rialzarsi, d’istinto per la foga del momento visto che eravamo in vantaggio, ha fermato il direttore di gara e gli ha toccato il braccio per cercare di farlo tornare sui suoi passi e non fargli prendere il taccuino. Dal bollettino sembra l’abbia strattonato con fare minaccioso, ma non era assolutamente così, voleva solamente farlo ragionare».
LA TENSIONE NEL ROCAMBOLESCO FINALE
La gara poi è proseguita col San Niccolò che è stato prima ripreso e poi sorpassato dal Laurenziana con un rigore assai discusso che ha creato una feroce polemica. «Il clima era troppo infuocato: ho sentito delle frasi veramente irripetibili che per me hanno condizionato il direttore di gara. Il rigore d’altronde è stato un’invenzione: il nostro portiere De Marcus, contrastato da un avversario, è uscito con la classica gamba a protezione ed è stato punito per gioco pericoloso. Chiaramente non c’abbiamo visto più».
La panchina è infatti esplosa in veementi proteste, col preparatore dei portieri Nicola Pierattini ed il dirigente Davide Antonelli che sono stati allontanati. Anche quest’ultimi hanno ricevuto un provvedimento severo con una sospensione sino al prossimo aprile (il primo sino al 30 il secondo sino al 2). Il clima di tensione comunque, secondo il San Niccolò, ha probabilmente condizionato l’arbitro nel redigere il referto ed è per questo che le decisione verranno contestate.
IL SAN NICCOLÒ HA GIÀ PRESENTATO RICORSO
«Abbiamo già sentito la Federazione – ha rivelato Giusti – e inviato una PEC col documento del ricorso. Un ragazzo come Maffii non si merita una punizione del genere. Hanno fatto passare quel gesto di sorpresa e disperazione come fosse un’aggressione, e ciò è intollerabile». Il difensore, come ci ha riferito il Presidente della società, è rimasto molto scosso dall’accaduto. «Ci ha chiamato stamani ed è scoppiato in lacrime. Tra l’altro non è un periodo facile per lui perché ha avuto un lutto familiare e sta passando un periodo orrendo. Chiaramente leggere che è stato sospeso per un anno e mezzo gli ha dato la mazzata finale. Lo difenderemo in ogni sede possibile, perché posso assicurare che non merita questo trattamento».
GIUSTI NON CI STA: «MAI PIÙ IN COPPA TOSCANA E FORSE SMETTEREMO A MAGGIO»
Il caos post quarto di finale e la vicenda della squalifica di Maffii rischia di lasciare grossi strascichi sulla società biancorossa. Giusti infatti ha annunciato che il San Niccolò non parteciperà alla Coppa Toscana della prossima stagione e, almeno sul momento, è in dubbio per l’attività generale.
«Quest’anno per le partite in notturna, che abbiamo dovuto disputare a Iolo e Montemurlo, abbiamo dovuto spendere una cifra esagerata. Poi la trasferta infrasettimanale a Firenze, dove abbiamo giocato in un clima inaccettabile per una partita, ci ha dato il colpo di grazia. Noi una simile esperienza non la rivivremo, per il resto staremo a vedere come proseguirà questo caso. Se non ci fossero dietrofront penseremo seriamente di terminare questa primavera la nostra attività, perché vicende simili ammazzano la voglia».
Conclude Giusti: «Siamo un gruppo coeso che vuole scendere in campo per divertirsi, facendo tutti i sacrifici del caso. Tuttavia non riusciamo a tollerare che il nostro impegno venga sprecato e calpestato così. Possiamo accettare di perdere una partita per un errore arbitrale: siamo umani, è lecito che succeda. Ma l’accanimento verso un ragazzo che non ha assolutamente commesso ciò che è stato scritto è inammissibile e vergognoso. È uno di noi e non lo lasceremo solo».



