Pistoia in A1 dieci anni fa, Hicks: «Anno incredibile. Tifoseria da brividi»

Il panamense Michael Hicks, protagonista nel 2013, dà sfogo alla sua felicità per la nuova promozione: «Tutta Pistoia merita la Serie A»

Il 22 giugno 2013, il Pistoia Basket 2000 conquistava la promozione in A1. Per celebrare il decennale dal trionfo biancorosso, nel corso della giornata ripercorreremo i ricordi dell’impresa con i racconti dei protagonisti del tempo.

Protagonista indiscusso dell’intera stagione per punti, carisma e leadership, Michael Hicks è uno dei giocatori simbolo della promozione di Pistoia in Serie A1. Una media di poco sotto i 16 punti a partita, atletismo, energia e voglia di vincere. Questo e tanto altro l’apporto del cestista panamense classe 1976, dominante nonostante allora avesse già 37 anni. All’alba dei 47, Hicks non ha alcuna intenzione di smettere di giocare allo sport della sua vita ed è in attesa di una nuova avventura.

«Gioco ancora qua a Panama ma non solo. Faccio da assistant coach per la Nazionale senior femminile di basket ed in più sono allenatore della squadra di mia figlia, una formazione Under 12 della scuola che frequenta. Avevo un’offerta dall’Argentina ma poi non si è concretizzato l’accordo. So di avere una certa età ma mi sento bene fisicamente e voglio continuare ancora», ha simpaticamente ammesso.

UN PERCORSO INCREDIBILE

Pistoia concluse la stagione regolare al secondo posto, superando prima Scafati e poi Casale per guadagnarsi la finale contro Brescia conclusa a Gara 5 nella festa del PalaCarrara. Un percorso ancora cristallino nella mente di Michael Hicks.

«Un’annata bellissima. Un nucleo di giocatori davvero importanti, capitan Toppo, Gek, Guido, Antonio, Sacca, Ricky, Fajardo e tutti gli altri. Tutti giocatori che hanno girato l’Italia militando in squadre forti. Ricordo quell’anno ci fu una corsa per il primato in classifica, tra noi, Barcellona e Casale. Alla fine Barcellona ci superò in regular season all’ultima giornata ma perse 3-0 al primo turno play-off. Noi invece ai play-off eliminammo prima Scafati poi Casale e infine vincemmo la finale con Brescia».

«È stato un percorso incredibile – ha proseguito -. Siamo riusciti ad arrivare fino all’obiettivo perché ognuno ha dato il massimo, tutti hanno giocato come non ci fosse un domani. Paolo Moretti e Fabio Bongi, mio grande amico con cui ancora mi sento, hanno fatto un grande lavoro. Ricordo con piacere anche Vinicio Vignali, un grande. Per me è stata come una famiglia. Se non c’è questa unione non ottieni i risultati».

LA FINALE CONTRO BRESCIA

Ricordi indelebili soprattutto quelli di Gara 5 contro Brescia. In un PalaCarrara di bianco vestito, Hicks e compagni sconfissero la Centrale del Latte scatendando festa ed invasione di campo. Un calore ineguagliabile quello del pubblico biancorosso, ancora oggi nel cuore e nella mente dell’ala panamense.

«Dopo le prime due vittorie a Pistoia, ci bastava solo un successo per la promozione. Ricordo ancora oggi quanto caldo facesse nel palazzetto di Brescia. Facevo fatica a respirare, un qualcosa di tremendo. Per questo ricordo bene il lavoro fatto da Vinicio… Per Gara 5 in casa ricordo la fila che si creò fuori per entrare. Quel giorno il PalaCarrara era strapieno, uscire dallo spogliatoio e trovarmi quel mare bianco con un cuore rosso come coreografia mi fece venire i brividi. Una sensazione bellissima, mai dimenticherò la tifoseria di Pistoia. Davvero il sesto uomo in campo», racconta senza nascondere l’emozione.

«Una cosa del genere non l’ho mai vista. Ancora oggi ogni tanto vado su YouTube e mostro i tifosi biancorossi ai ragazzi di qua, per fargli vedere quanto fossero incredibili. Non sono abituati ad una cosa così. Palazzetto pieno in casa e tanto pubblico anche in trasferta. Quando conquistammo la promozione ci fu l’invasione di campo, rimasi senza vestiti addosso. Mi presero tutto ma fu bellissimo andare in curva a cantare con i tifosi. Una serata pazzesca ed indimenticabile».

«Tra i cori ricordo con gioia quello dedicato a me – ha aggiunto iniziando a canticchiare -. “Ha segnato Michael Hicks, e se vedi la retina muoversi… Una cosa bellissima».

PISTOIA IN A, DIECI ANNI DOPO

Una decade dopo il trionfo del 2013, Pistoia si è ripetuta conquistando nuovamente la promozione in massima serie. Una notizia arrivata anche dall’altra parte del Mondo.

«Ho seguito inizialmente il campionato poi per gli impegni lavorativi ho fatto più difficoltà – ha ammesso -. A scrivermi è stata una tifosa di Pesaro dicendomi come la mia Pistoia fosse tornata in Serie A. Sono davvero contento, mi ha fatto davvero piacere. Ricordo Gianluca Della Rosa, al tempo era molto giovane, un tifoso. Mi ricordo bene del padre Stefano che già al tempo lavorava nel Pistoia Basket. È stato bello veder tornare la società dove merita. Quella tifoseria, quella passione, merita di giocare in Serie A e nessun altra categoria. Voglio fare i complimenti a tutti per quanto raggiunto e il miglior augurio per il futuro. Spero la società faccia un bel lavoro, so che sarà difficile perché le spese aumentano ma mi auguro Pistoia possa restare in A».

«Se poi c’è bisogno di qualcuno io sono sempre disponibile – ha aggiunto scherzosamente noncurante dei suoi quasi 47 anni -. Due anni fa sono andato in Colombia e ho vinto il campionato. So di avere una certa età ma mi sento molto bene. Mi mantengo in forma e non c’è da credere alla mia carta identità. Non sono un 47enne che in campo sta fermo. Corro, salto e segno ancora. Faccio ancora tutto».

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