Ben Johnson, ex allenatore di Willis in Minnesota, esalta la nuova guardia di Pistoia: «Ragazzo straordinario, l’unico limite è il cielo»
Prima di spiccare il volo per l’Europa verso il club israeliano dell’Hapoel Gilboa Galil, Payton Willis ha chiuso la sua prolungata carriera universitaria con i Minnesota Golden Gophers. Prolungata poiché causa Covid e interruzione dei campionati, al neo acquisto del Pistoia Basket è stata offerta la chance di giocare per un anno in più a livello collegiale.
Un’annata in cui dalla panchina è stato guidato da coach Benjamin Johnson. Un allenatore di college statunitense con un passato da cestista e da parecchi anni prima assistente e poi tecnico di molti programmi universitari.
LA CARRIERA DI JOHNSON
Nato a Minneapolis (Minnesota) il 23 dicembre del 1980, Ben Johnson è dal 2021 capo allenatore dei Minnesota Golden Gophers, squadra che rappresenta l’Università dello stato americano nella Divisione I dell’NCAA. Prima di sedersi in panchina, Johnson è cestista di buon successo a livello scolastico. Durante l’High School guida la squadra della DeLaSalle a due campionati statali venendo per due volte selezionato nel first-team.
Gioca poi due anni coi Northwestern University Wildcats prima di tornare a casa ai Golden Gophers di Minnesota dove ha chiuso la sua carriera universitaria con le ultime due annate. Laureatosi in sociologia nel 2005, Johnson lavora come assistente prima all’Università di Dayton e poi alla UTPA (University of Texas-Pan American) dove fu molto coinvolto nel reclutare nuove leve e nello sviluppo della difesa. La sua carriera da assistant prosegue a Nothern Iowa e in Nebraska prima del nuovo ritorno a casa.
Nel 2013 Johnson torna a Minnesota da assistente del coach Richard Pitino e lì vi resta per i successivi cinque anni. In questo periodo prosegue il lavoro intrapreso alla UTPA con ancora maggiore successo. Conoscendo bene il territorio natio, Johnson fu capace di convincere diversi giocatori di talento a giocare per i Golden Gophers. Un progetto compiuto con ottimi risultati anche a Xavier fino al 2021, prima dell’ennesimo ritorno ai Minnesota, questa volta da head coach. Proprio al suo ritorno, nella stagione 21/22, Johnson allena Willis nell’anno della sua consacrazione collegiale prima di lanciarsi nel professionismo europeo. Un anno chiuso con 16 punti di media, uno strepitoso 43% da oltre l’arco con 5 rimbalzi e oltre 4 assist per gara.
IL RAPPORTO CON WILLIS
Che tra Willis e Johnson vi sia stata una relazione eccellente il coach statunitense lo manifesta subito al primo contatto. «Certamente. Voglio un gran bene a Payton», ha ammesso quando chiesta la sua disponibilità nel raccontarci del nuovo acquisto di Pistoia.
«È un ragazzo straordinario – ha esordito l’allenatore -. Un leader che però mette sempre la squadra al primo posto. Posso dire solo cose buone sul suo conto, ha in testa solo pensieri positivi. Con lui non ho mai avuto problemi e posso dire di non aver mai allenato nessuno con un carattere come il suo. Un ragazzo che sono convinto i tifosi ameranno non solo per la sua competitività in campo ma anche semplicemente per averlo attorno. Credo la società non potesse chiedere di meglio a livello di personalità».
«Payton è un ragazzo che ho adorato non solo allenandolo ma anche conoscendolo come persona – ha proseguito il coach -. Sono davvero molto contento che abbia fatto parte del nostro programma scolastico. A mio avviso lui può davvero diventare protagonista di un progetto per la persona che è e per come si prende cura di se stesso. Sono davvero molto felice di averlo avuto qua e che abbia chiuso la sua carriera universitaria con noi».
Parole d’amore e rispetto quelle rivolte verso Willis, inquadrato come un ragazzo molto affabile e in grado di entrare nel cuore del suo pubblico oltre che professionalmente validissimo. Un primo attestato di stima prima di spostare l’attenzione sulle sue qualità nel parquet.
LO STILE DI GIOCO DI WILLIS
«Payton è una point guard dal QI cestistico molto elevato – evidenzia Johnson passando alla sua descrizione tecnica -. Il suo stile di gioco è solido, essenziale e con grandi abilità individuali. Grazie alla sua stazza (193cm, ndr) è in grado di effettuare qualsiasi passaggio, lettura o giocata dalla sua posizione. Ha ottima velocità e la palla tra le sue mani è al sicuro. È un tiratore eccellente sia nel catch and shoot che costruendosi il tiro dal palleggio. Si vede che prova belle sensazioni giocando, sa come si gioca a basket e lo fa con un’intelligenza tremenda. È uno di quei giocatori in grado di farti vincere le partite».
Proprio nel corso dell’ultimo anno della sua carriera universitaria in Minnesota con coach Johnson ad allenarlo, Willis si è diviso tra il ruolo di guardia pura a quello di playmaker. Una situazione che gli ha permesso di sviluppare maggiormente le sue doti di passatore e di inventiva, dimostrando di poter variare nei due spot senza alcun problema. Una vera e propria combo guard come confermato dallo stesso tecnico.
«Non mi sento di etichettarlo in una delle due posizioni – ha spiegato -. Mi sembrerebbe quasi di ingabbiarlo in un ruolo o nell’altro. Credo sia semplicemente forte in entrambi gli spot. È in grado tranquillamente di portare palla perché è molto forte nel leggere le situazioni di pick and roll. Sa quando effettuare una giocata per se stesso o per i compagni. Così come può essere impiegato lontano dalla palla, viste le sue eccellenti doti da finalizzatore».
Nella sua descrizione meno evidenziato il suo apporto in difesa, sebbene coach Johnson non manchi questo passaggio. «Nella metà campo difensiva ha tanta versatilità – ha proseguito -. Sicuramente anche lì ha da offrire qualcosa del suo repertorio». Una fase difensiva dove i margini di miglioramento sono apparentemente più ampi rispetto alla quella offensiva, dove il tecnico vede le sue qualità migliori.
«Le sue doti più importanti sono la percezione che ha nello stare in campo, il suo alto QI e la sua eccellente capacità al tiro. La chiave credo sia che quando hai queste caratteristiche e specialmente quando sali di livello, devi essere in grado di segnare in qualsiasi modo. Tiri complicati, da marcato ma anche triple aperte. Penso che lui abbia tutto questo. In generale credo si possa dire che è un giocatore completo da ogni punto di vista».
IL FUTURO IN EUROPA
A due anni dalla fine del college, Willis si appresta a vivere a Pistoia la sua seconda stagione in Europa. Dopo un primo impatto positivo a livello personale nella massima lega israeliana, la guardia statunitense affronterà un campionato dal livello maggiore rispetto al precedente. Un salto sul quale Ben Johnson non ha alcuna preoccupazione.
«Credo che per Payton l’unico limite sia il cielo – ha ammesso con sicurezza -. A mio avviso il ragazzo avrà una lunga carriera da professionista che sia in Europa o in NBA. Alla fine sono sicuro riuscirà a vincere campionati, ad aiutare le sue squadre ad ottenere i risultati migliori ed alzare il loro livello. Per me si tratta davvero di un gran colpo, sono sicuro che i tifosi saranno entusiasti di vederlo giocare e la società di averlo con sé. È una vittoria per tutti. Darà una grande mano alla sua squadra ed aiuterà a vincere tante partite importanti».



