Larcianese-Viareggio, parlano i due mister. Cerasa: «Noi in salute ma manca un po’ di cinismo»

La sfida del Cei sarà il big match del venticinquesimo turno di Promozione, Santini: «Viola temibili. Vi svelo i segreti del mio Viareggio»

Undici lunghezze a separarle in classifica, ma la stessa voglia di uscire dal campo coi tre punti in quello che è a tutti gli effetti il big match della venticinquesima giornata di Promozione. Viareggio e Larcianese si guardano negli occhi, si studiano, se le promettono: il guanto di sfida sta per essere lanciato. A farlo sarà, figurativamente, mister Stefano Santini da una parte, sponda bianconera, e mister Maurizio Cerasa dall’altra, sponda viola. Chi meglio di loro, allora, per tracciare una panoramica generale prima di arrivare al fischio d’inizio, in programma domenica pomeriggio al “Cei“.

SANTINI INDICA LA VIA

Stefano partiamo da te. Ormai le assenze dei nazionali Fazzini, Carpita e Bertacca sono cosa nota: sopperire a queste indisponibilità non facendo calare il rendimento significa avere un’organizzazione pressoché perfetta…

«I giocatori che hai in rosa vanno fatti giocare tutti durante l’anno, altrimenti non puoi pretendere che siano pronti e reattivi nel momento del bisogno, quando magari – come in questo caso – hai delle assenze. Come scelta tecnica ho quindi cercato di dare minutaggio ad ogni elemento a mia disposizione, optando anche per diverse variazioni da un match all’altro. Questo è stato possibile anche grazie alla profondità dell’organico, che è stato assemblato in estate per fare un campionato importante. Anche se, a tal proposito, vorrei sottolineare che non siamo gli unici partiti con determinate ambizioni…a mio modo di vedere ci sono almeno altre quattro o cinque compagini forti tanto quanto noi, che infatti lotteranno fino alla fine per balzare in vetta. In questo senso cito Pietrasanta, Pontremolese, Lampo Meridien, Cerretese e Larcianese».

Il Viareggio è primo da solo e con due match in meno, inanellando qualche altra vittoria in serie potreste prendere il largo e “ammazzare” il campionato: è questo, dunque, il momento più delicato della stagione?

«Non saprei, ora come ora regna ancora sovrano l’equilibrio. Anche perché c’è stata la sessione di riparazione invernale che ha scompaginato di nuovo le carte in tavola, con varie formazioni come Castelnuovo Garfagnana o San Marco Avenza rafforzatesi alla grande. Adesso, infatti, le squadre che si trovano nei bassi fondi di classifica daranno il tutto per tutto nel tentativo di risalire la china, rendendo di fatto imprevedibile ogni partita. Se a questo sommiamo che anche ad inizio anno più o meno ciascuna squadra aveveva fra le proprie fila tre o quattro top player per la categoria capiamo in fretta quanto sia ancora prematuro parlare di “vittoria del campionato”. La contesa è tutt’altro che finita, ci aspettano settimane di fuoco, a partire proprio dalla sfida con i viola di Cerasa».

METICOLOSITÀ E ATTITUDINE MENTALE

Qual è l’ingrediente segreto per continuare così, con questo rendimento al limite della perfezione?

«Lavorare su tutte le componenti. Spesso sento dire «abbiamo vinto ma non abbiamo giocato bene»…per me è un’analisi un po’ riduttiva. Il gioco è un fattore determinate per arrivare al risultato, anche se non sempre riesci ovviamente ad esprimerti come vorresti. Però ci sono anche altri aspetti che vanno curati, come ad esempio le palle inattive, la fase di pressing, gli uno contro uno o la riconquista delle secondo palle. Allenando al meglio tutte queste cose si giunge ad una maturità completa attraverso la quale, anche se non riesci a mettere in pratica alcune tattiche, puoi aggrappati ad altre trovando così delle contromosse per rendere il risultato finale meno casuale possibile.

Come detto domenica il Viareggio andrà al “Cei”: cosa ne pensi della Larcianese?

«I viola sono avversari temibili, li ho visti giocare e devo dire che esprimono un ottimo calcio, riuscendo così a mettere in difficoltà praticamente chiunque. Merito ovviamente anche di mister Maurizio Cerasa, che è un allenatore esperto con un curriculum invidiabile. Rispetto a quelle che potevano essere le loro ambizioni iniziali forse sono un po’ indietro in classifica, ma rimangono comunque assai temibili. Alla Larcianese è mancata un po’ di continuità, ma rimane comunque una delle formazioni più forti dell’intero girone».

CERASA, COSA STA FUNZIONANDO E COSA NO

Maurizio veniamo a te. Ripartiamo dal ko dello scorso turno contro il Luco: guardando le statistiche possiamo etichettarla come una sconfitta immeritata?

«Assolutamente sì. Ancor più che immeritata…super immeritata. Ci sarebbe stato persino stretto il pareggio. Abbiamo comandato le operazioni in lungo e in largo, costruendo tante occasioni da rete. Ci è mancata la precisione negli ultimi metri, poi è ovvio che se non segni rischi di buttare via quanto di buono hai mostrato. E infatti, a dieci minuti dalla fine, abbiamo preso gol su un calcio di punizione ingenuamente regalato agli avversari. Purtroppo il fatto di non riuscire a concretizzare le chances create è un problema che ci portiamo dietro da inizio anno, anche se credo sia più un discorso di singoli che di gruppo. Quando, come domenica, mettiamo davanti al portiere un nostro giocatore e questo non segna è una responsabilità individuale, su cui ovviamente si deve migliorare».

Prima di questo passo falso, però, la Larcianese stava vivendo un momento di forma strabiliante: a cos’è stato dovuto questo miglioramento?

«Non parlerei di “miglioramento”. La squadra è sempre stata in salute, giocando bene e dominando la maggior parte delle partite…la differenza sta nel tasso di precisione lì davanti. Ultimamente, infatti, eravamo riusciti a capitalizzare le occasioni avute, cosa che prima, invece, non sempre era avvenuta. Però ecco, non c’è mai stata una crisi di gioco, da quel punto di vista ai ragazzi non posso imputare niente. Adesso dobbiamo tornare subito concentrati perchè ci aspetta il big match col Viareggio. A livello generale, invece, dico che prima è opportuno salvarci matematicamente, una volta raggiunta questa tranquillità potremo anche guardare in avanti e alzare l’asticella».

Comparando la vostra classifica di quest’anno e dell’anno scorso ci sono un po’ di differenze. Come te lo spieghi: siete voi ad essere cambiati o è livello del campionato ad essersi notevolmente alzato?

«Entrambe. Noi abbiamo cambiato ben sedici elementi, il che vuol dire iniziare un nuovo percorso da zero, cosa che invece l’anno scorso non era accaduta in quanto c’era una continuità. Dall’altra parte, poi, quasi tutte le squadre in estate si sono rese protagoniste di campagne acquisti importanti, facendo automaticamente alzare il livello del torneo. Anche la graduatoria rispecchia questo: c’è un grande equilibrio sia in vetta che nelle posizioni subito sotto, noi stessi ci troviamo appaiati a compagini che hanno speso molto di più e magari ambivano ad altri obiettivi. Dal canto nostro, però, posso dire che siamo in linea con quanto prefissato ad inizio anno, vogliamo continuare a fare bene e finire nel migliore dei modi».

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