Pistoia e Cremona, il coraggio di non cambiare

Insieme a Brescia, le due neopromosse Pistoia e Cremona sono le uniche squadre a non aver modificato il roster da inizio stagione

Al momento in cui si ritroveranno sul parquet del PalaRadi, saranno passati poco più di due mesi dal match di andata tra Pistoia e Cremona. In quell’occasione l’Estra agguantò l’accesso alle Final Eight, soffiandolo tra gli altri proprio ai lombardi allenati da coach Demis Cavina. Uno scontro e una posta in palio non preventivabili, ad inizio stagione, per due neopromosse che erano date in fondo ai ranking della Serie A.

Ad oggi le due prossime rivali in campo sono divise da soli due punti, entrambe distanziate dalle zone più pericolose ma non ancora abbastanza per non essere guardinghe verso ciò che accade laggiù. La salvezza, insomma, sarà un verdetto da rendere ufficiale, ma intanto sia Pistoia che Cremona stanno realizzando qualcosa di straordinario. Il tutto considerando che, insieme alla capolista Brescia, sono le uniche squadre ad aver mantenuto intatto il roster di partenza fino a questo momento.

IL RASOIO DI OCCAM

Il principio di fondo stabilisce che “è inutile fare con più ciò che si può fare con meno”. Oppure quel “Non ti disunire” che viene detto a Fabio, il giovane protagonista di “È stata la mano di Dio”. Pistoia e Cremona sono due casi speculari, avendo entrambi aggiunto agli eroi delle rispettive promozioni dall’A2 degli elementi in grado di completare l’idea di squadra per affrontare il massimo campionato. Entrambe, inoltre, hanno trovato dei problemi sul percorso. Per i biancorossi ci sono state le condizioni fisiche, condite da infortuni e ricadute, di Jordon Varnado. Un giocatore la cui conferma stava proprio alla base del concetto di team pensato dal diesse Sambugaro e da coach Brienza. Quelle di Grant Basile e di Gerry Blakes, infatti, sono state delle semplici supplenze in attesa del reintegro dell’MVP delle scorse finali promozione.

La Vanoli invece ha dovuto affrontare tutto durante la pre-season con l’uscita di Jordan Bone e l’arrivo di Marcus Zegarowski. Da lì in poi, l’assetto non è mai più mutato, portando in dote un girone d’andata di pregevolissima fattura: record di 7-8, bilancio positivo alla voce canestri fatti e subiti e quindi anche una delle migliori difese del campionato. Segno dunque che le intuizioni sull’allestimento del roster, dinanzi anche a mezzi non illimitati, si sono rivelate giuste.

POCHI PRECEDENTI

Essendo rimaste fedeli all’idea di partenza, da neopromosse, Pistoia e Cremona rappresentano pressoché un unicum nella storia recente della Serie A. Un campionato, va detto senza troppe remore, dove spesso si arriva anche ad abusare delle lunghe finestre di mercato quando le cose non girano per il verso giusto. E la stagione in corso lo ha già dimostrato ampiamente, con 13 squadre su 16 che si presentano con almeno un giocatore diverso o in più rispetto al roster iniziale.

Quando poi si parla di neopromosse, vediamo che spesso e volentieri sono proprio loro ad operare di più a stagione in corso. Per trovare una squadra appena sbarcata in A1 capace di non cambiare mai l’assetto di partenza, bisogna arrivare al 2014/15. Stiamo parlando della Trento primissima versione allora allenata da Maurizio Buscaglia. Nel gruppo italiano il già capitano Toto Forray, Diego Flaccadori, Filippo Baldi Rossi, Marco Spanghero e Davide Pascolo. Tra gli stranieri primeggiò Tony Mitchell, poi eletto MVP della regular season. Trento staccò il pass delle Final Eight e chiuse la stagione al quarto posto, venendo poi eliminata al primo turno dai futuri campioni d’Italia di Sassari.

Un’altra neopromossa che non cambiò niente dall’inizio alla fine ci fu l’anno prima. E qui in pochi, già con questo primo indizio, non avranno capito che stiamo parlando proprio della Pistoia di Paolo Moretti e dei “Diavoli Volanti”. Stiamo quindi parlando di storia nota ed arcinota, anche allora iniziata con gli sfavori dei pronostici e poi conclusasi con una meravigliosa serie play-off contro Milano. Un’altra storia si sta intanto scrivendo e non vediamo l’ora di sapere come finirà.

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