Il CQS celebra la salvezza, Poli: «Obiettivo raggiunto, ma che fatica»

Il CQS festeggia la salvezza appena conquistata, i protagonisti Cerretini e Mangoni: «Tutto sommato siamo soddisfatti per l’ottima stagione»

Se la fatica avesse un colore, probabilmente sarebbe il giallorosso. Sì, perché nel girone A di Prima Categoria, la matricola CQS ha conquistato ufficialmente la salvezza in anticipo, ma con grande difficoltà. Il girone di ritorno ha permesso ai ragazzi di Borrelli di fare un grande salto in avanti in classifica e di uscire presto dalla zona playout, però resta il rammarico di aver lasciato troppi punti per strada, che forse sarebbero potuti servire per puntare a qualcosa di più. Comunque la società celebra il traguardo raggiunto con gioia e per questo abbiamo sentito i due dirigenti Poli e Niccolai, rispettivamente al Candeglia e allo Spedalino Le Querci la passata stagione, e i protagonisti Cerretini e Mangoni.

«LIVELLO PIÙ ALTO DELL’ANNO SCORSO»

Il dirigente Roberto Poli, al Candeglia fino alla passata stagione, festeggia l’obiettivo raggiunto, seppur con qualche rammarico di troppo: «Si poteva fare meglio. Le aspettative erano almeno di stare dalla parte sinistra della classifica, ma per varie vicissitudini non è stato così. L’anno scorso ero al Candeglia e, nonostante alcune squadre fossero presenti anche la passata stagione, questo campionato è stato più tosto. Nel 2022/23 abbiamo chiuso con trentasette punti e ci siamo salvati con largo anticipo. Stavolta la quota salvezza è più alta, sintomo della maggior qualità delle compagini. Al pari degli Amici Miei nel girone C – commenta Poli – abbiamo fatto un ottimo girone di ritorno e domenica scorsa ci siamo salvati insieme. In vista della prossima annata ci saranno dei cambiamenti a livello dirigenziale e non solo, ma ci sarà tempo per riflettere, intanto godiamoci questa salvezza. Tutto sommato questo primo anno di fusione è andato bene. Siamo soddisfatti anche dei giocatori che abbiamo ingaggiato, tra cui per esempio Bugelli e Mangoni, che hanno dato un ottimo apporto alla squadra».

CQS, LE PAROLE DEL DIESSE NICCOLAI

Il diesse Gianni Niccolai esprime un proprio parere sulla stagione appena conclusa, giudicando le altre squadre del girone: «Il giudizio sulla stagione è positivo, perché è stato raggiunto l’obiettivo della salvezza. Un po’ di rammarico c’è per qualche punto perso durante il cammino, a causa per esempio dei rigori sbagliati. Il calcio insegna che non tutte le annate sono uguali: abbiamo avuto qualche problema, ma tutto sommato il risultato è stato conquistato. La Prima Categoria è difficile, il girone nostro è insieme alle compagini del mare, ovvero squadre ben attrezzate e con rose importanti. La lotta per salire in Promozione e per non retrocedere è molto accesa, sintomo della grande competitività del campionato. Complessivamente – aggiunge il dirigente giallorosso – do un “otto meno” alla stagione, dove il “meno” è dovuto alla fatica che abbiamo durato per raggiungere il traguardo. Imprevisti a parte saremmo potuti arrivare tranquillamente a metà classifica. Non ci sono state squadre che ci hanno messo sotto sul piano del gioco, dell’intensità e dell’agonismo. Ce la siamo giocata alla pari con chiunque, per esempio col Marginone, club che ha dominato tutto l’anno e conquistato la promozione, gli abbiamo tenuto testa in entrambe le gare di andata e ritorno».

ERRORI PESANTI, MA GRANDE TRASCINATORE

Alex Cerretini, attaccante e capocannoniere del CQS con nove reti all’attivo, commenta la sua prestazione durante l’anno e il rapporto con i partner d’attacco: «Sono soddisfatto della mia stagione, anche se verso la metà del campionato ho sbagliato qualche rigore di troppo. Contro l’Atletico Lucca ho segnato due gol importanti e anche col Corsagna domenica scorsa, consegnando difatti la matematica salvezza ai miei compagni. L’anno scorso ero nel Candeglia e sono rimasto nonostante la fusione con lo Spedalino, anche perché mi trovo bene con mister Borrelli. Il gruppo è unito, ci siamo ripresi dalle difficoltà del girone d’andata facendo un bel ritorno, in cui abbiamo conquistato ventitré punti. Ci godiamo il momento, poi parleremo del prossimo anno, anche se sono più che certo di continuare a giocare, magari qui, per portare più in alto il CQS. Per quanto riguarda i miei compagni d’attacco – aggiunge il bomber – con Lorenzo Niccolai avevamo già giocato insieme in passato, invece con Bugelli è stato il primo anno, ma mi sono trovato molto bene con lui. Abbiamo caratteristiche complementari, infatti lui è molto fisico, una prima punta vera, mentre io sono più rapido e veloce. Anche il mister ha lavorato molto bene e il fatto che sia l’unico delle squadre pistoiesi della categoria a aver iniziato e finito la stagione sulla stessa panchina, dimostra quanto sia bravo e una garanzia a questi livelli».

«CIÒ CHE FA LA DIFFERENZA È IL GRUPPO»

Infine, il difensore esperto Matteo Mangoni, nonché capitano del CQS, racconta la sua carriera da calciatore, che lo ha portato a difendere quest’anno i colori giallorossi da assoluto protagonista: «Sono felice di giocare ancora, nonostante io abbia compiuto da poco quarant’anni. Mi sento bene sia fisicamente, che mentalmente e queste due componenti fondamentali mi permettono di continuare. Anche l’ambiente è giusto e mi trovo molto bene qui. Ho fatto tanti anni al Quarrata, alla Larcianese, Appennino Pistoiese, Serie D all’Aglianese, tre anni di professionismo tra Spal, Teramo e Val Di Sangro. Quindi dalla C alla Prima ho fatto tutte le categorie di mezzo. Le scorse due stagioni le ho giocate alla Lampo e poi sono venuto qua per avvicinarmi a casa, essendo di Pistoia. Questo campionato è qualitativamente leggermente inferiore alla Promozione – analizza il capitano giallorosso – ma a livello di agonismo e combattività è molto intenso.. Qui conta di più il gruppo, che non il singolo. Siamo la terza miglior difesa del campionato e questi ottimi numeri sono dovuti soprattutto all’ottimo girone di ritorno, dopo un’andata sottotono. La nostra fase offensiva è stata un po’ lacunosa, però quella difensiva è stata molto importante. L’anno prossimo non so se giocherò ancora, per motivi personali, quindi vedremo. Essendo molto esperto, ho dato una mano ai più giovani, sia in campo che fuori e un giocatore d’esperienza come me deve aiutare gli altri a crescere».

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