Gli allenamenti previsti per martedì sono stati annullati per le cattive condizioni della Senna. A rischio le due gare di nuoto di fondo
Continuano a preoccupare e non poco le condizioni delle acque della Senna, in cui si dovrebbero svolgere le due gare di nuoto di fondo olimpiche. Il condizionale però è d’obbligo alla luce dei problemi inquinamento che hanno portato al continuo annullamento delle prove e, non più di 48 ore fa, all’infezione da escherichia coli che ha colpito la triatleta belga Claire Michel, costringendo il Belgio a ritirare la squadra dalla staffetta mista. Tra gli atleti interessati agli sviluppi della vicenda c’è anche Giulia Gabbrielleschi, che giovedì mattina (alle ore 7:30) sarà al via per la 10 km femminile, mentre la gara maschile è in programma il giorno successivo. Intanto l’allenamento previsto per la mattinata di venerdì è stato nuovamente annullato e a meno di 48 ore dal via gli atleti ancora non sanno dove gareggeranno.
Una situazione a dir poco grottesca, denunciata in primis dai nuotatori azzurri Taddeucci e Paltrinieri, già presenti a Parigi per le gare di nuoto in corsia. Anche Stefano Rubaudo, coordinatore tecnico azzurro, e Massimiliano Lombardi, allenatore di Gabbrielleschi, hanno alzato la voce sull’assurdità di non conoscere il campo gara fino a poche prima dello start. Nel caso in cui la Senna dovesse risultare non balneabile nel giorno della competizione, le due 10 km si svolgerebbero al Vaires-sur-Marne, ovvero lo spazio acquatico usato per le gare di canoa e canottaggio. La sensazione, purtroppo per gli atleti, è però che il Comitato organizzatore farà di tutto per far disputare le gare nel più famoso fiume della Francia. Sia per non perdere la faccia sia per non vanificare i due miliardi spesi per purificare, senza successo, il corso d’acqua parigino.



