In Piazza del Santuario la festa per Gabriele Rossetti, oro a Parigi 2024: «Volevo con tutto me stesso la medaglia dopo quattro anni duri»
Una Piazza del Santuario gremita come in poche altre occasioni ha accolto a braccia aperte e festeggiato Gabriele Rossetti dopo la medaglia d’oro vinta due settimane fa alle Olimpiadi di Parigi. Una serata perfettamente riuscita in quel di Ponte Buggianese durante al quale sul palco hanno preso la parola, oltre al campione olimpico, numerosi membri delle istituzioni e una leggenda del tiro al volo italiano come Luciano Giovannetti. Il tutto con una cornice fantastica di pubblico: nessuna sedia vuota, piazza stracolma, applausi, incitamenti e anche tanta emozione al veder scorrere le immagini del doppio oro conquistato da Rossetti. Sì perchè per il campione valdinievolino quella vinta a Parigi è stata la seconda medaglia olimpica dopo quella vinta a Rio 2016. E siccome già vincere un oro vuol dire entrare nella storia, con due si entra veramente nella leggenda.
A condurre la serata sono state tre eccellenze del giornalismo locale: Alessandro Benigni, della Nazione di Pistoia, e due delle nostre firme più blasonate, Federico Guidi ed Elisa Pacini. Come detto prima, impressionante anche il parterre di ospiti presenti. Prime file naturalmente riservate ai familiari di Gabriele, con mamma Isabel e la fidanzata Nicole salite anche sul palco, mentre hanno portato i propri omaggi anche molti sindaci e assessori dei comuni della Valdinievole. La parola è poi andata a Rossetti, il protagonista più atteso: «Avevo detto che sarei voluto tornare a casa con una medaglia e così è stato – ammette lui -. Non sapevo il metallo, ma la volevo con tutto me stesso dopo anni non facili da tanti punti di vista. In una disciplina come questa la convinzione nei propri mezzi è fondamentale. Un risultato come questo ripaga di tanti sforzi e sacrifici».
Il riferimento va anche al babbo Bruno, venuto a mancare nel 2018: «La differenza tra l’oro di Rio e quello di Parigi sta anche nel fatto che stavolta ho dovuto preparare la gara senza di lui. In otto anni si cambia, si cresce e si imparano tante cose. Quello del 2016 è stato l’oro “dell’incoscienza”, di un ragazzo di 21 anni che non aveva niente da perdere. A Parigi invece sono arrivato sapendo cosa volevo e soprattutto non mi sono abbattuto dopo un primo giorno negativo. Uno dei momenti più duri è stato proprio la prima serie nella gara individuale. Per uno come me fare tre errori poteva essere devastante. Invece ho avuto la lucidità di resettare e di rimanere mentalmente sereno. Da lì in poi non ho sbagliato più niente e anche se nell’individuale non ci sono riuscito, la medaglia nello skeet misto è qualcosa di memorabile».
«Un mese prima della gara ho perso un attimo la barra – ammette Rossetti – perchè la tensione mi stava veramente divorando. Devo ringraziare mia mamma e la mia fidanzata che mi hanno aiutato tantissimo in quei momenti. Ad essere sincero l’avvicinamento l’ho vissuto male, poi appena sono partito per Parigi fortunatamente è passato tutto. La gara con Diana? Prima di iniziare ci siamo detti: divertiamoci e diamo il massimo. Alle Olimpiadi era un format nuovo, ma noi avevamo già gareggiato insieme vincendo anche un Mondiale. Per questo tipo di gara la fiducia reciproca è fondamentale. In pedana non si parla molto, ma basta uno sguardo o un cenno per far capire all’altro che è tutto ok. Abbiamo sfidato i migliori, gli americani, e li abbiamo battuti, dimostrando a tutti chi siamo».
Terminati gli interventi sul palco, Gabriele è stato travolto da un bagno di folla, con l’intera piazza alla ricerca di foto e autografi. Non prima però di un rituale immancabile: il taglio della torta e dell’apertura dello spumante. Il campione olimpico si è messo a disposizione di tutti i presenti per quasi un’ora, dimostrando nuovamente il suo grande valore umano, oltre che quello sportivo. Adesso, come detto da lui stesso, dopo un piccolo periodo di riposo ricomincerà il lavoro quotidiano perchè la stagione non è finita. Rossetti sarà infatti impegnato a metà ottobre nelle finali di Coppa del Mondo in programma a New Delhi. Un finale di stagione da onorare prima di puntare dritti al 2025. Con un altro oro olimpico al collo.



